Lunedì 30 Novembre 2020
   
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VISIONI ANIMA-TE, VIAGGIO “AVVENTUROSO” CONTEMPORANEO

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collettivaDa sabato, 9 ottobre - serata inaugurale – a giovedì 14, il chiostro del palazzo comunale ospiterà una collettiva, “Visioni Anima – Te”, in occasione della “6a Giornata del Contemporaneo” organizzata dalla AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani).

Vi partecipano artisti di varia età ed “estrazione”, molti dei quali hanno appreso i rudimenti pittorici dai maestri Sergio Gatti, Mario Pugliese e Mario Lozito di Artensione. In esposizione le opere di Michele Angelillo, Filippo Maria Cazzolla, Umberto Colapinto in arte Cuber, Claudio De Leo, Ester Gisotti, Donato Giunta, Giorgia Lamarina, Mimmo Milano, Valerio Pastore e Francesco De Tommaso in arte Lupini, unico “non” gioiese d.o.c. ma di adozione.tony-rossetti

Un breve saluto del sindaco Piero Longo ha aperto la mostra, in sottofondo, totalmente perso nel suo mondo di note “jazzate” ed arrangiamenti tra i più vari del suo enciclopedico repertorio, Tony Rossetti. Piacevolissimi, anche in sordina, i suoi interludi.

“Trascinati” in questa avventura da Mimmo Milano, che per il terzo anno consecutivo ha proposto l’iniziativa al Comune di Gioia, gli artisti scesi in campo, scevri da protagonismi ed individualismo, esprimono a pieno le artisti-discutonofinalità dell’AMACI e ne interpretano gli intenti: CONOSCERSI scambiando informazioni, idee ed esperienze attraverso una rete di 26 musei attivi nel settore dell’arte contemporanea, CONOSCERE GLI ALTRI grazie ad un continuo scambio di progetti, programmi e conoscenze e FARSI CONOSCERE. Tra gli strumenti utilizzati dall'associazione, l’istituzione della “Giornata del contemporaneo” e la rivista “I love museums”.

75643Evocativa e suggestiva “Cristalli”, l’icona ideata da Stefano Arienti per questa 6a edizione: una fragile Italia di cristallo verde in frantumi “in bilico tra distruzione e ricostruzione, sospensione e precarietà”, elementi destabilizzanti della nostra epoca.

Plurale e corale la risposta degli artisti, diversissimi per produzione, formazione ed “ispirazione” e forse per questo, ancor più in tema, essendo l’arte contemporanea una miscellanea di diversi linguaggi, caratterizzata, a dirla con le parole di Germano Celant, “…da una interazione tra tecniche tradizionali e sperimentali e dall’intreccio linguistico di diverse forme espressive connesse anche all’ambiente”.

cuberCuber conferma la sua gioiosa, esuberante vitalità, l’urgenza di emozionare ed emozionarsi immergendosi in tempeste cromatiche di onde rosse e verdi in trasgressiva, lampeggiante fuga dalla quotidianità, dai recinti della mente e della tela. Rovescio della medaglia, ovvero “retro pensiero” dell’installazione, pacificati e pacificanti verdi, vermiglie perle, stillanti sangue e liquide fughe.

angelillo-micheleMichele Angelillo affida a petali rossi i pensieri della sua donna con cappello, assorto ed un po’ smarrito, il suo sguardo plana sul compagno, senza realmente vederlo. Angoli di luce e colore disegnano inconsapevoli e non ricercate geometrie, riaffiorano architetture inconsce ed equilibri istintivi nello splendido viso della ballerina di Tango Pintura, lineamenti mediterranei eppur soavi, un incendio tra i capelli ed il sospiro di una rosa rossa “gioiello”, adagiata sul collo sinuoso. Ed ancora un turbinio di petali trai pensieri vorticanti che sfarfallano nella mente. Il colore si stempera e impregna tela di sacco antica, si appropria dei suoi difetti e li esalta, milanodialogando matericamente con la natura.

Mimmo Milano propone una quadrilogia in asimmetrica disposizione, stesso luogo, diverso tempo, diversa luce, discordanti fasi lunari per la sua metropoli di antesignana, satellitare memoria. Non spegne la sua visione, la ripercorre in uno spazio di continua e sofferta ricerca, accende nuove luci e lascia che lampeggino in sincronia con il battito del suo cuore, in attesa di un nuovo e più alieno paesaggio, ispirato da una diversa, rigecazzollanerante visione.

Polvere di stelle, sfondo cosmico e donna – luce con fiori tra i capelli, per Filippo Maria Cazzolla. Amletici fondali verdi, feriti da scuri arbusti ed un’antica sedia in velluto segnano la dicotomia tra illusori sfondi scenografici ed il protagonismo cui giustamente aspira, lupiniespresso da un’opera pittorica con fattezze di “quadro” e dorature klimtiane. Splendida la sua donna "separata", circondata da un'aura di stelle.  Un enigmatico orecchino ne impreziosisce il volto.

Lupini, ovvero il ventunenne Francesco De Tommaso, si racconta attraverso una rosa gialla, una donna diafana, tatuata da un ricamo venoso. Seduce il suo affanno, il sensuale protendersi nel buio. Ancor più sensuali e provocanti le rosse labbra che assaporano impudicamente una ancor più rossa ciliegia.lamarina2

Giorgia Lamarina affida a rami spogli, annodati in una contorta danza, attratti dal cielo, la sua ricerca. Nei suoi paesaggi sole, luna, fetali ghirigori e colori primari che contrastano con sguardi colmi di buio e labbra serrate. Mpastorea è nel ciclo della natura, nelle radici, racchiuso il segreto della vita. Nell'humus delle emozioni, degli affetti, di infiorettati decori, l'alchimia dell'arte nutre e dà linfa alla vita e forma, gemme, foglie e frutti al suo futuro.

Valerio Pastore inonda il suo pannello di disegni in bianco e nero, immagini digitalizzate e colorate degli stessi. E’ il mosaico con cui li compone a narrare la sua storia, a dar “voce” al silenzio e grandezza a miniature – capolavoro. Il segno, il tratto domina e crea ombre, nutre se stesso.gisotti

Ester Gisotti cesella con i pennelli il legno di intarsi preziosi, ricama volti angelici, su cui alita il vento ed il respiro del suo maestro. L’incarnato eburneo illumina di luce e bellezza interiore lo sfondo nero, lo sfida, lo provoca, lo spegne con un timido battito di ciglia. Nessuna asperità nelle forme, ovali, tonde, nei delicati profili, nei petali dei fiori, giuntanella danza di ciocche e riccioli, nel delicato tocco di ali di farfalla.

Intarsi “writer” in legno per Donato Giunta, artigiano dell’arte contemporanea, realizzata con tecniche e strumenti antichi. Le foto testimoniano una ricca produzione in continuo evolversi, le scritte “datano” la sua giovinezza e sfidano il tempo.

televisore-riciclatoClaudio De Leo non ha incertezze: alla sua scultura “riciclata” è riservato il posto d’onore, né potrebbe mai passare inosservata. Intorno un riquadro di colorate lampadine spente, simulacro di un’ispirazione messa a dura prova dall’indifferenza, “fulminata” dalla corrente alternata e a singhiozzo dei contributi istituzionali, anmessaggio-riciclonichilita dal presente “critico” in cui si esprime.

La sua testa un vecchio televisore con la scritta “this is not art”, al posto del cuore una “ventola”, braccia rosse e mani a pinza, per gambe due bidoni di zinco di cui uno bucato.

Un’arte “alternativa”, trasgressiva, provocatoria, irriverente che pur trova un suo “credito”, prende coraggiosamente posizione ed esprime una scelta: è arte ciò che non serve, ciò che quotidianamente finisce in discarica, ingombra... Una società, “stretta tra la globalizzazione degli strumenti della conoscenza e la parcellizzazione” non può che “riciclarsi” per rigenerarsi anche e soprattutto attraverso l’Arte.

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