ALBOKA: GRUPPO ETNICO BASCO CHIUDE "SUONI DELLA MURGIA"

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Suoni2010-manifesto_ridUltimo appuntamento, ieri, 29 luglio 2010, per l’affascinante rassegna, “Suoni della Murgia”, che ha avuto luogo sul suggestivo piazzale del Crocifisso di Gioia del Colle.

Ad introdurre la serata Silvio Teot, organizzatore della rassegna che, per prima cosa, ringrazia il nostro Comune per la grande ospitalità. Esprime, inoltre, la felicitàfisarmonica-alboka nel presentare il gruppo musicale basco, “Alboka”.

Ed, infatti, afferma: “ […] irlandese-con-lalbokasono musicisti che hanno alle spalle carriere di grande rispetto. Il loro fisarmonicista, ad esempio, è uno dei migliori suonatori del mondo”! La curiosità del gruppo, tiene anche a precisare, è che uno dei musicisti, non è basco, ma irlandese, e paradossalmente suona lo strumento più basco di tutti, che è quello che dà nome al gruppo, l’Alboka.

Lascia, infine, posto ai musicisti augurando ai presenti buon ascolto.

alboka-x-4Salgono, così, sul palco i quattro musicisti insieme a due chitarre, una delle quali tipicamente basca, l’inimitabile suono della fisarmonica, e quello dell’alboka, una sorta di flauto traverso. Creano sul palco un’armonia che si esprime in note. Note a noi poco familiari, perché trattasi di suoni popolari della Regione Basca, ma che subito riescono a coinvolgere i presenti.

Alla fine di ogni brano parlano con il pubblico nella loro lingua, che pur essendo estranea ai più, risulta magicamente comprensibile. Si è pubblico-albokaaiutati, forse, o sicuramente, da quel linguaggio comune e universale che è la Musica. La Musica che “scalda i cuori”, come sostiene uno dei leader, Joxan Goikoetxea, così come “scalda il cuore” l’anima del loro Sud che assieme a quella del Nord data dall’altro leader, l’irlandese Alan Griffin, dà al gruppo qualcosa di irripetibile a livello etnografico.

Il loro è di certo un esilarante repertorio etnico che ha saputo, da una parte, mantenere salda la tradchitarra-alboka2izione legata al territorio, e dall’altra parte, comporre, sempre in linea con la tradizione, dei pezzi originali.

Ai “Quattro fratelli”, così s’intitola un loro brano e così sono soliti appellarsi, si aggiunge un quinto, Balen Lopez de Munain, con una collaborazione del tutto felice, e iniziata da svariati anni.gruppo-albokax5

I cinque sul palco offrono un grande spettacolo. Si divertono e divertono l’attento uditorio con ineccepibile professionalità. È una grande danza che, detta con l’arte figurativa di Matisse, esprime un’immensa “gioia di vivere”.

Andiamo via con la speranza che le difficoltà economiche, evidenziate dallo stesso Silvio Teot, durante il primo incontro, non vadano a ledere ulteriormente il festival, occasione per la cultura, in un’Italia non più propensa all’arte pur essendone la Patria.