Martedì 23 Luglio 2019
   
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“LE AVVENTURE DI PINOCCHIO – STORIA DI UN BURATTINO”

pinocchio-carano

P5240266Lunedì, 24 maggio 2010, si è avuta, nell’auditorium della Scuola Statale Secondaria E. Carano, la messa in scena del racconto sempre verde: “Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino” di Collodi, classico della letteratura per ragazzi, ma che da sempre esercita un certo fascino anche sui più grandi.

Ad introdurre, il preside, Giovanni Stano: “L’angolo del teatro” fa parte del progetto PON realizzato con i finanziamenti dell’Unione Europea e dedito ad incrementare la cultura fra i ragazzi”.

P5240273Nello specifico assistiamo al prodotto di un laboratorio d’italiano che vedeva al centro la lettura e la comprensione di un testo e il consequenziale esercizio della fantasia, l’unico ed insostituibile mezzo che ci permette di “volare” e che ha trovato nei ragazzi un grande riscontro. Ad aiutarli in questo percorso, la professoressa Losito e il professor Palladino che hanno mostrato immensa dedizione ed anche grande gioia. Ed, in effetti, si possono ritenere del tutto soddisfatti dal lavoro dei giovani ragazzi che con entusiasmo hanno raccontato le numerose e note vicende del nostro amico Pinocchio.

P5240274C’era una volta ... - un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi avete sbagliato: c’era una volta un pezzo di legno!”. Ed insieme a quel simpatico ed animato pezzo di legno, incontriamo tutti i personaggi a noi cari: dal tenero mastro Geppetto che vorrebbe un burattino per girare assieme a lui il mondo, alla Bella Bambina dai capelli Turchina; dai furbi Gatto e la Volpe che entrano in scena con l’emblematica canzone di Edoardo Bennato, al Grillo Parlante che invece interpreta la Voce della Coscienza; dal burbero dal cuore tenero Mangiafuoco al monello per eccellenza Lucignolo.

P5240258Con loro andiamo da un luogo all’altro, andiamo dal Paese dei Barbagianni a quello dei Balocchi, fino a ritrovarci nello stomaco del pescecane. Il lieto fine è qui alle porte: Pinocchio, dopo tutte le sue peripezie, dopo il suo non andare a scuola per andarsene di qua e di là, decide di cambiare e di diventare una persona migliore e solo allora può prendere le ambite sembianze umane.

Vari sono gli spunti morali, la fatina ad un certo punto afferma: “Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! Ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che P5240263hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è una di quelle che hanno il naso lungo”! O ancora il grillo: “I soldi bisogna guadagnarli con la forza del proprio ingegno o con la forza delle proprie mani”; oppure: “I ragazzi che vogliono fare a modo proprio prima o poi se ne pentono”.

Bella, inoltre, è la scenografia dataci ancora una volta dalla bravura dei ragazzi con i loro disegni, e bella anche è l’idea d’inserire nella favola i personaggi tipo della nostra P5240264Commedia dell’Arte: abbiamo il veneziano Arlecchino, il napoletano Pantalone, la servetta Colombina innamorata da sempre di Arlecchino etc. etc.

Infine singolare è che i vari personaggi del racconto non venivano interpretati sempre dagli stessi ragazzi, ma di volta in volta prendevano sembianze diverse.

Al termine i ragazzi sono felici del loro operato, come del resto lo sono anche i loro professori e il preside della scuola, e come del resto lo è anche il pubblico!

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