Martedì 19 Novembre 2019
   
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"SVELATO" IL MISTERO E LA STORIA DE "IL SEGNO DELLA CROCE"

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DSCN2335“Una riflessione spirituale nel mistero, consapevoli di esser depositari di un dono grande, da portare agli altri essendo noi stessi crocifissi”, con queste parole il teologo Michele Loconsole ha concluso l’incontro “Il Segno della Croce” ieri, 11 marzo, nella Chiesa di San Vito Martire.

Una conversazione che ha toccato in sintesi i temi affrontati nella sua ultima fatica letteraria, fornendo chiavi di lettura e testimonianze storiche sulla più significativa tra le iconografie cristiane.

Numerose le domande poste a fine conversazione, sulle reali “ore” trascorse dalla morte alla resurrezione del Cristo, sul “segnarsi” toccando la testa (volontà del Padre), il cuore (l’umanità del figlio), le braccia (l’opera dello Spirito Santo), sul significato della candela, simbolo di offerta che “dà la luce e si consuma, tutto dà e nulla riceve”, sull’importanza del ritorno alla catechesi “si parla poco con i ragazzi, noi siamo stati depositari di valori ed insegnamenti religiosi, così come i nostri padri, ma oggi i ragazzi sono soli, abbandonati a sé stessi… siamo una generazione che non ha saputo trasmettere questi valori e di questo dovremo render conto..”

DSCN2341Interessante la riflessione sul dialogo con le altre professioni religiose, sulla “non negoziabilità della verità ricevuta da Gesù e dagli apostoli… si è cristiani – afferma Michele Loconsole - se si adora e si riconosce la Trinità e si assume la duplice natura di Cristo… il resto è tradizione”.

“Le origini del segno della croce – dichiara il teologo - risalgono ai primissimi tempi della chiesa tant’è che Origene Alessandrino, San Giustino ed altri storici e padri della chiesa parlano già ampiamente del segno che i cristiani erano soliti tracciare sulla fronte prima del lavoro o delle altre attività principali della giornata. Queste testimonianze sono presenti sia nella primitiva comunità giudaico cristiana di Palestina, sia in ambito romano. Sarà San Giovanni Crisostomo a decretarne il trionfo, a renderlo simbolo di salvezza.

DSCN2339Il segno della croce veniva utilizzato nelle prime liturgie della chiesa fin dal 1° secolo, mentre il “tau” (antico simbolo ebraico) rappresentò liturgicamente l’imposizione del sigillo tipico dei riti di iniziazione, quali il battesimo. Alcune altre lettere dell’alfabeto greco - latino subentrarono nella rappresentazione simbolica della persona di Cristo, dando origine alla “croce monogrammata” (rhò + tau), al “cristogramma” ed alla “croce ansata”.

Altre forme rappresentative rinvenivano da particolari significati attribuiti alla persona di Cristo: la “croce uncinata” (svastica) rappresentava Cristo sole rotante, la “croce di Gerusalemme” era costituita da cinque croci (le piaghe di Cristo) ed ancora l’ancora della nave, simbolo di salvezza e il famoso acronimo IXTUS. La “croce palatina” è in assoluto la prima rappresentazione in ambito romano del simbolo della croce.

Nell’arte sacra le prime sculture di Cristo morto in croce risalgono all’VIII – IX secolo. Si differenziano subito le forme orientali maggiormente allegoriche, rispetto a quelle occidentali più tragiche. Il simbolo della croce entra anche nell’architettura delle chiese-edificio: forme a “croce latina” o a “croce greca”.

DSCN2342Particolare significato assume il ritrovamento delle reliquie della croce di Cristo nella storia. Si deve in particolare ad Elena, madre dell’imperatore Costantino, il ritrovamento avvenuto nel 326 d.c. della croce di Cristo e degli attrezzi che servirono per la sua uccisione; i ritrovamenti, secondo la tradizione, avvennero a Gerusalemme sotto un tempio fatto erigere dall’imperatore Adriano proprio sopra il “Golgota” allo scopo di cancellare le tracce del momento culminante della storia della Chiesa. Questi resti, compreso il famoso “titulus crucis”, sono stati tradotti a Roma, e sistemati definitivamente nella basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme.

Nella storia della chiesa assume un particolare significato la “croce ortodossa” caratterizzata dal suppedaneo (poggiapiedi) obliquo. Tale raffigurazione della croce di Cristo trova significato nella rappresentazione iconografica nella quale appare con un piede più corto dell’altro, elemento che consente di collegare la crocifissione di Gesù al telo sindonico, in cui la figura umana ha un piede apparentemente più corto dell’altro.”

Interessante anche la rapida incursione sulla Sacra Sindone, argomento su cui Loconsole relazionerà il 27 marzo nella conferenza “Accanto alla Sindone – cinque occasioni di studio e riflessioni” che si terrà a Roma presso la Pontificia Accademia Alfonsina”.

Interessante anche la rapida incursione sulla Sacra Sindone, argomento su cui Loconsole relazionerà il 27 marzo nella conferenza “Accanto alla Sindone – cinque occasioni di studio e riflessioni” che si terrà a Roma presso la Pontificia Accademia Alfonsina”.

Si ringrazia vivamente Gianni Fraccalvieri per aver messo a disposizione le foto inserite nell'articolo e nella foto gallery.

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