Domenica 19 Novembre 2017
   
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"L'UFFICIO DEL VUOTO". RITORNO ALLA POESIA DI GIACOMO LERONNI

giacomo leronni ricorda vito osvaldo

giacomo leronni ricorda vito osvaldoA oltre due anni di distanza dal suo secondo libro (Le dimore dello spirito assente, 2012) il poeta gioiese Giacomo Leronni pubblica un nuovo lavoro, intitolato L’ufficio del vuoto. Si tratta di una plaquette di 32 pagine edita da puntoacapo (la stessa casa editrice piemontese che aveva pubblicato il suo libro precedente) nella nuova collana “fotopoesie”. Ad impreziosire il libretto, che contiene 13 testi inediti, ci sono 12 fotografie di Ilenio Celoria, docente e ricercatore in ambito fotografico nato a Casale Monferrato. Allo stesso Celoria appartiene la foto che funge da copertina al libro.

A differenza dei due precedenti lavori, costati lunghi anni di ripensamenti e riscritture, questa volta il poeta gioiese apre al lettore le porte del suo laboratorio, di fatto anticipando l’uscita di parte della prima sezione di un più ampio lavoro in corso d’opera. Le poesie pubblicate, infatti, sono state scritte tutte negli ultimi mesi (fra il 12 febbraio e il 24 ottobre 2014), sulla scorta del vivo ricordo dell’amico fraterno Vito Osvaldo Angelillo, scomparso improvvisamente, a soli 48 anni, il 5 lgiacomo leronni ricorda vito osvaldouglio 2013.

Nei versi del libro Giacomo Leronni si rivolge direttamente all’amico Osvaldo (“mon ami, mon vieux…”), seguendone le epifanie durante il loro lungo e consolidato rapporto e considerandolo di fatto, ancora adesso, come un confidente vivo:

Da quanti orli mi stai parlando
pronunciando erbe sconnesse
martoriato d’ingenuità
nel nostro inamovibile sonno
da quale cicatrice t’ingegni
di trasmettere voci, memorie
corrotte, ora sai che il bacio
tiene a freno il tempo
lo arde meticolosamente
mentre le foglie vaneggiano
in una loquace risacca
sai che i voli si ottundono
e che una felicità fervente
abissale
stringe le mani di tutti come
un cielo vivo e indomabile

I testi, permeati di un dolore palpabile, che suscita a tratti sgomento ma anche commozione, costituiscono una sorta di liturgia laica (a cui tra l’altro rimanda il titolo dell’opera) nella quale s’insinua a suo modo un Dio sempre inafferrabile, a tratti incomprensibile, ma mai negato o rifiutato. Questa presenza/assenza discreta e, al contempo, determinante, impregna di sé i versi, nei quali le domande più cupe sul valore dell’esistenza e sul perché dell’inguardabile morte trovano, sia pure in una prospettiva lontana e percorsa da una luce appena percepibile, un terreno su cui posarsi e una qualche parvenza di scioglimento.

Le poesie mantengono intatta la tensione propria di tutto ciò che è ancora in fase di costruzione/revisione e, sicuramente, saranno oggetto di ulteriori limature in vista della pubblicazione definitiva, fra qualche anno. Il volumetto, a tiratura limitata, è destinato a una ristretta cerchia di amici e a quei critici che hanno già mostrato il loro interesse nei confronti dei precedenti lavori del poeta gioiese.

 

Commenti  

 
#10 Ivana 74 2016-08-04 15:50
Io conservo di Giacomo il ricordo della sua voce vibrante nella Chiesa dell'Annunziata a Monte Sannace, non ti conoscevo abbastanza, eri guida spirituale del gruppo parrocchiale a cui appartenevo e facevi risuonare le tue parole già ricche e già cariche di intenti nel silenzio avvolgente di quella chiesetta... seduti in cerchio già parlavi e facevi eco nei ns cuori. GRAZIE
 
 
#9 Giacomo Leronni 2015-10-08 18:42
Ringrazio di cuore tutti gli Amici che mi hanno onorato con i loro commenti. Spero di ricavarne stimoli per una poesia sempre migliore e più vicina all'autentico "spirito" dell'uomo, che resta invincibile e inafferrabile... Un forte abbraccio a tutti.
 
 
#8 Laura Albino 2015-09-11 15:56
Il pensiero di Giacomo Leronni nasce dalla capacità non solo di contemplare il mondo, ma dalla profonda meditazione sul mistero della vita e della morte strettamente collegate tra di loro come alfa e omega, ma che rimangono incomprensibili ad ogni essere umano.
 
 
#7 Sandro Gros-Pietro 2015-03-21 16:33
Ho accolto con gioia e con vivo interesse la continuazione e l'approfondimento del discorso poetico di Giacomo Leronni.
 
 
#6 F. Giannini 2015-02-17 13:27
Caro Giacomo,
le tue qualità sono abbastanza note e non ci sono parole per complimentarsi conte per questo gradito ritorno.
Che la tua poesia possa sciogliere il ghiaccio dei cuori di coloro che pensano a soddisfare il proprio egoismo e a riscaldare i cuori in cerca di un senso al proprio esistere.
In bocca al lupo per questa ed altre future realizzazioni.
 
 
#5 Eugenio Nastasi 2015-02-17 11:51
Giacomo Leronni è consapevole di trasmettere con la poesia porzioni di umanità vissuta e sofferta, come in questo caso.Lo fa, da quel che si intuisce leggendo la lirica pubblicata, ricorrendo al suo bagaglio inesauribile di lemmi che vanno a incasellarsi come tessere musive in un ardito quanto fantastico disegno gnomico.Il suo sarà uno splendido lavoro.
 
 
#4 il segnale 2015-02-16 16:31
Bene, caro Leronni, aspettiamo il libro.
lelio x Il Segnale
 
 
#3 Massimo Ronco 2015-02-16 09:32
Sono felice per questo gradito ritorno in Poesia dell'Amico Giacomo Leronni, adoro le sue composizioni, mi fa molto piacere il suo personale ricordo nei confronti del grande artista Vito Osvaldo Angelillo, ritorno a dire ancora una volta , Gioia del Colle ha bisogno di artisti come Giacomo.
 
 
#2 sandro angelucci 2015-02-15 11:15
Ringrazio Giacomo Leronni per avermi informato e segnalato questo suo nuovo lavoro in progress. Non posso che associarmi a quanto già detto da Franca; è verissimo:"La poesia di Giacomo nasce sempre da una esigenza dello spirito che ne permea le tematiche e la struttura più profonda, facendosi parola che suona armoniosamente". L'ho potuto constatare personalmente e la lirica, qui riportata, ne è ampia testimonianza.

Sandro Angelucci
 
 
#1 Franca Alaimo 2015-02-15 00:03
La poesia di Giacomo nasce sempre da una esigenza dello spirito che ne permea le tematiche e la struttura più profonda, facendosi parola che suona armoniosamente
nel comunicare pensieri ed emozioni. La morte di un amico non poteva lasciare il silenzio nel sensibile Giacomo e, benché non abbia letto nessuna poesia di questo testo, tranne quella bellissima qui pubblicata, ne comprendo già la qualità e l'intensità delle domande.
 

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