LO SPETTACOLO E’ FINITO, “SIGNORE E SIGNORI BUONASERA!”

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P1010940.jpg1Per l’80% degli italiani il principale mezzo d’informazione è la televisione!

Con questa frase si conclude “Signore e signori, buonasera!” che è sia una battuta cult legata ai varietà del sabato sera e sia uno spettacolo che, metaforicamente parlando, è il secondo degli “effetti collaterali” del Teatron, progetto finanziato dalla Regione Puglia, organizzato dall’Associazione Culturale Ombre, e, soprattutto,  principio attivo contro il disinteresse per il teatro.

P1010936.jpg1Lo spettacolo ha avuto luogo nel foyer del Teatro Rossini di Gioia del Colle, ieri alle 17.30. Sotto il nome di “effetti collaterali” si celano delle opere di emergenti ed innovative compagnie pugliesi. Ed, in effetti, si entra in sala e troviamo delle rose, delle sedie e, sorprendentemente, ci sono già i due attori ad attenderci, Marino Dimita che è anche regista e autore, e Teresa Guido. In maniera del tutto magica i ruoli sono ribaltati! Di sottofondo c’è quell’incessante BLA-BLA-BLA tipico del “contenitore nero”, sovrano di ogni famiglia italiana ed è, sicuramente, lui il protagonista indiscusso dello spettacolo.

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“Signore e signori, buonasera!” è, infatti, una satira divertente e pungente che ha come tema centrale la televisione e che, attraverso battute ricorrenti legate in un certo qual modo alla memoria collettiva – “Ambrogio … Languorino!!!”, così ripete più e più volte l’attrice –, ci fa sorridere lasciando in bocca, però, quel gusto dolce e amaro tipico di chi guarda all’Italia amandola, ma che non riesce a riconoscersi in quello che è un po’ diventato lo specchio del nostro Paese.

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Uno specchio che è per certi versi deformante, fragile e che guarda il mondo all’incontrario, dove la parola reality in realtà sporca tutto ciò che c’è di reale, e perdonatemi il gioco di parole!

Così come non si riesce a capire dove inizia la finzione e finisce il vero.

Gli attori, bravissimi, si alternano tra la scena vera e propria e le pause, prese arbitrariamente. Bevono, mangiano, fanno spegnere e accendere le luci – affidate a Nicola Sanitate –, invitano il pubblico fra di loro e lo invitano ad immaginare… E l’immaginazione, di sicuro, prende posto!

Gli spettatori si rendono conto che non possono venir meno al loro gioco, che non c’è via di fuga, come, forse, non c’è alcuna via di fuga da quel piccolo “contenitore nero”, ma grande, immenso mezzo mediatico!