Domenica 22 Settembre 2019
   
Text Size

TRUFFA LEBBROSARIO: MONS. PACIELLO RASSICURA TUTTI

vescovo-mario-paciello-pp

mfront vescovo mario paciello"Con riferimento alle recenti vicende di cronaca, il vescovo-governatore monsignor Mario Paciello desidera rassicurare l'intera comunità ospedaliera e tutte le istituzioni che la guida dell'ospedale Miulli è saldamente nelle proprie mani, garantendo passione e impegno pari a quelle del suo delegato". L'annuncio all'indomani dello scandalo che ha travolto la gestione del lebbrosario di Gioia del Colle e ha fatto finire ai domiciliari don Mimmo Laddaga, reggente dell'ente ecclesiastico e con lui il direttore della struttura. Il vescovo ha ricevuto indietro da Laddaga la delega di attribuzione dei poteri per la gestione dell'ospedale e sarà lui ora ad occuparsene.

ospedale miulli veduta"Gli intuibili sentimenti di dolore e angoscia per quanto accaduto - si legge nella nota del Miulli - non possono prendere il sopravvento sulla necessità che, in questo momento, una struttura di riconosciuta eccellenza sia esposta al rischio, pur remoto, di sbandamento e smarrimento. Ed è per questo preciso impegno e dovere, di carattere eccezionale - si legge ancora - in ragione delle contingenti circostanze, che il Governatore si occupi in prima persona della gestione ordinaria e straordinaria dell'ente, con i relativi poteri di firma, supportato, come sempre, della preziosa ed imprescindibile collaborazione tecnico-gestionale della struttura organizzativa dell'Ente nell’ambito dell'autonomia e competenze dei relativi uffici".

Gli sviluppi dell’inchiesta

110142609-6b0e1259-5626-4c43-af93-7a5a7e4c8c42La centralista è al suo posto, così l'inserviente e i dipendenti, quelli rimasti, ancora al lavoro nella struttura chiusa sulla carta, ma ancora in funzione, dove risiedono gli ultimi pazienti malati di lebbra. Prima che la delibera della Regione sbarri davvero i cancelli della Colonia Hanseniana, teatro dello scandalo forniture. Quattro litri d'acqua al giorno e due lattine di coca cola o birra, 335 grammi di carne, 710 di pane e quasi un chilo e mezzo di frutta, 117 grammi di salumi e 332 di formaggi, 368 di pasta, mezzo litro di latte e circa un chilo di verdure. Il menu giornaliero per ciascun paziente del lebbrosario di Gioia del Colle. Almeno sulla carta. Una quantità di cibo "spropositata " e che, secondo la Guardia di finanza, non sempre finiva sulle tavole degli ospiti della struttura gestita dall'ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva delle Fonti. A confermarlo ci sarebbe la testimonianza di uno dei pazienti.

"Quando ero responsabile del comitato dei malati mi interessavo delle forniture alimentari  -  racconta agli investigatori - e ho constatato che venivano destinati a questa colonia quantitativi spropositati di alimenti, in particolare le forniture di carne erano certamente superiori a quelle che ci venivano somministrate. La frutta di pessima qualità, tanto che dissi al fornitore che non mi interessava che qualche dipendente della colonia andasse da lui a caricarsi le casse di frutta senza pagare e ciò a discapito dei malati". I conti gonfiati per i pasti dei lebbrosario gioiapazienti e per i lavori di manutenzione del lebbrosario sarebbero costati alla Regione sei milioni di euro all'anno. Una truffa che ha portato all'arresto, giovedì, di don Mimmo Laddaga, reggente dell'ente ecclesiastico Miulli, e Saverio Vavalle, dirigente della struttura. Altri otto, tra dipendenti e fornitori, sono indagati a piede libero.

"I pagamenti avvenivano mensilmente in base all'accordo con la Regione, le cifre non erano più alte di 350 mila euro - racconta un ex impiegato della struttura, oggi in pensione - solo a fine anno c'era il conguaglio. Le enormi quantità di cibo? Falso, ma io non ho mai visto i contratti. Venivano stipulati ad Acquaviva, nella sede del Miulli. Noi al mresizer.jpgassimo firmavamo i documenti di consegna".

Tra i conti che non tornano, annota il gip del tribunale di Bari Giovanni Abbattista nell'ordinanza di custodia cautelare, ci sarebbero ad esempio le forniture di biscotti da latte e confetture di frutta. "Nessuna delle persone sentite ha riferito di aver ricevuto a colazione biscotti da latte". Eppure sono stati rilevati acquisti di 918 chili in quattro anni. Stessa cosa per la marmellata, 1587 vasetti dal 2007 al 2010. don mimmo laddagaE poi ci sarebbero degli "ordini aggiuntivi" fatti sempre di sabato. "È capitato  -  racconta un fornitore - quasi tutti i sabato fino all'intervento della finanza, che i cucinieri mi contattavano telefonicamente dicendomi che si erano aggiunti dei pazienti nella colonia e mi invitavano a fornire altra carne. Uno di loro un giorno con tono arrogante mi disse che non dovevo indicare il pollo in fattura". Il sospetto della finanza è che quelle ordinazioni non fossero destinate alla colonia ma servissero per il pranzo a casa della domenica.

Gli sprechi del lebbrosario erano stati più volte denunciati dall'ex dirigente Roberto Giannico, licenziato e poi arrestato per aver tentato di uccidere don Laddaga. "I fatti mi stanno dando ragione" si è sfogato Giannico, agli arresti domiciliari (MINACCIA DI MORTE DON MIMMO LADDAGA - ARRESTATO) - (TENTATO OMICIDIO: RITO IMMEDIATO PER GIANNICO).

(fonte repubblica)

(FOTO)

 

Commenti  

 
#3 #antonio55 2012-09-24 18:02
spero che non sia pure LUI un (...)
 
 
#2 galuanna 2012-09-24 16:49
E' possibile sapere quanti sono i pazienti ricoverati al lebbrosario e quanti dipendenti e medici?
 
 
#1 gioiese indignato 2012-09-24 06:31
monsignore monsignore , carità cristiana , amore , e altruismo , questo chiedono i pazienti , mi auguro che una sana e ricca confessione generale possa salvare le vostre anime , san francesco docet.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.