LEGAMBIENTE DENUNCIA NUOVE POTATURE SBAGLIATE -foto-

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legambiente-lgioia-ogoI risultati ottenuti dalla recente manutenzione del verde pubblico aprono una nuova querelle tra la locale Associazione di Legambiente e l’Amministrazione Longo.

Associazione che in una sua lettera di protesta, inviata in data 1° marzo 2011, contesta al sindaco Piero Longo e all’Assessorato all’Ambiente, “gli ennesimi danni provocati al patrimonio verde del nostro Comune”.cid_9C26588C378A11E0B551E8

Danni derivati daun grossolano ed oramai non più giustificabile errore di fondo, ovvero l’ostinata e irragionevole convinzione che le piante ornamentali debbano essere trattate alla stregua delle più comuni piante fruttifere, affidandosi regolarmente per la loro manutenzione all’azione di maestranze provenienti dall’ambiente agricolo che nulla sanno di piante ornamentali e sono capaci solo di ripetere ottusamente gesti e canoni, nella fattispecie impropri, col triste risultato di trasformare qualsiasi cid_F84CA5C6378A11E09BD090pianta, fosse anche una sequoia, in qualcosa di molto simile ad un mandorlo o un ulivo”.

Verde pubblico cheanno dopo anno, sotto qualsivoglia Amministrazione e con effetti oramai per lo più irreparabili viene regolarmente maltrattato con danni non solo estetici e fisiologici ma anche quantificabili in termicid_F84F8EEE378A11E09BD090ni economici”.

Una denuncia, tecnicamente ineccepibile, di cui riportiamo in calce il testo completo, che fa seguito ad altre contestazioni sottoscritte da semplici cittadini pubblicate anche sul nostro sito (I LECCI E LE POTATURE SBAGLIATE E CONTESTATE) di cui si chiede ancora conto ad una amministrazione che continua non solo a fare orecchie da mercante, ma anche a sbagliare. Fino a quando?

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Al Signor Sindaco,

All’assessorato all’ambiente del Comune di Gioia del Colle

OGGETTO: Recenti interventi di manutenzione del verde pubblico.

L’associazione Legambiente per Gioia del Colle, iscritta all’albo comunale delle associazioni, con sede in via Pantera n. 18, ha constatato, in queste settimane, gli ennesimi danni provocati al patrimonio “verde” del nostro Comune.

Il verde pubblico svolge un ruolo di  vitale  importanza  per il benessere dei cittadini,  contribuendo al miglioramento della qualità della vita e dell’igiene ambientale; esso esplica non solo funzioni estetiche e ricreative ma anche una importante azione di depurazione dell’aria (assorbimento dell’anidride carbonica,  metabolizzazione delle polveri sottili e di altri pericolosi inquinanti), e rappresenta un rifugio, soprattutto nei parchi e giardini, di quella microfauna che contribuisce a rendere più gradevole e “naturale” l’ambiente cittadino.

Purtroppo, però, anno dopo anno, sotto qualsivoglia Amministrazione e con effetti oramai per lo più irreparabili il verde pubblico viene regolarmente maltrattato con danni non solo estetici e fisiologici ma anche quantificabili in termini economici.

Tutto questo deriva da un grossolano ed oramai non più giustificabile errore di fondo, ovvero l’ostinata e irragionevole convinzione che le piante ornamentali debbano essere trattate alla stregua delle più comuni piante fruttifere, affidandosi regolarmente per la loro manutenzione all’azione di maestranze provenienti dall’ambiente agricolo che nulla sanno di piante ornamentali e sono capaci solo di ripetere ottusamente gesti e canoni, nella fattispecie impropri, col triste risultato di trasformare qualsiasi pianta, fosse anche una sequoia, in qualcosa di molto simile ad un mandorlo o un ulivo.

Al contrario si vuole qui rimarcare fortemente il principio che le piante ornamentali, in speciale modo gli alberi, messe a dimora e coltivate in modo corretto non devono essere assolutamente essere sottoposte a potature che modifichino in qualsiasi modo il loro portamento e sviluppo naturale.

Chiarito questo concetto fondamentale si può comunque distinguere tra le due diverse situazioni, la manutenzione delle alberature stradali e quella di parchi e giardini.

Per quanto attiene alla prima, in considerazione della spesso non adeguata distanza delle piante da edifici e infrastrutture, e per ragioni di sicurezza ed incolumità pubblica, gli interventi cesori possono divenire necessari se finalizzati al contenimento delle chiome mediante potatura di ritorno e comunque sempre nel pieno rispetto della fisiologia e portamento della pianta. Vanno sicuramente evitati quegli inqualificabili interventi di capitozzatura che se da un canto favoriscono solo l’impresa esecutrice dei lavori, dall’altro costituiscono il danno più serio che si possa infliggere ad un albero e, contrariamente a quanto erroneamente si possa pensare, rendono chioma e apparato radicale più fragili e quindi più pericolosi.

Viceversa nei giardini e parchi cittadini gli interventi cesori devono essere consentiti solo nei casi in cui si renda necessaria l’asportazione di rami secchi, lesionati, compromessi da attacchi parassitari o danni meccanici che possano pregiudicare la salute della pianta o la sua stabilità e che costituiscano pericolo per l’incolumità pubblica. Ogni specie di pianta ha la sua forma, un suo portamento naturale che la contraddistingue dalle altre, la rende unica e pretendere di ridurle tutte alla stessa forma è un atto irragionevole solo frutto di ignoranza.

Concludendo Legambiente per Gioia del Colle fa appello alla sensibilità dell’Amministrazione comunale perché finalmente si volti pagina e il verde pubblico venga d’ora in poi trattato con il dovuto rispetto. A tale proposito è assolutamente necessario che la direzione e l’esecuzione degli interventi manutentori vengano affidate a figure professionali di comprovata competenza o, meglio ancora, l’Amministrazione comunale formi al suo interno tali competenze affinché non accada più quello che è ultimamente accaduto a danno dei carpini di via Roma e ancora di più dei liriodendron del perimetro di Piazza Pinto, piante letteralmente storpiate, privando per sempre i cittadini gioiesi del godimento della loro bellezza.

Legambiente per Gioia del Colle offre comunque la sua disponibilità e collaborazione.

Distinti saluti.

Gioia del Colle, 1 Marzo 2011

Il coordinatore