Lunedì 21 Ottobre 2019
   
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MINACCIA DI MORTE DON MIMMO LADDAGA - ARRESTATO

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DSC87159-300x192Arresti domiciliari per il dottor Roberto Giannico, 50enne dermatologo tarantino ed ex dirigente della Colonia Hanseniana gestita dal Miulli.

 

Una vicenda a tinte fosche, degna di un film noir quella che vede protagonista il dottor Giannico licenziato nel 2009, a suo avviso ingiustamente, dall’Ente ecclesiastico Ospedale “Miulli” – gestore del lebbrosario – e “bocciato” dal Tribunale del Lavoro cui si è rivolto per ottenere il negato reintegro.

 

Nell’uomo la frustrazione non si placa neanche quando gli viene offerta un’altra opportunità di lavoro presso la ASl 5 di Valsinni, in provincia di Matera.

 

inaugurazione3Il licenziamento è legato a motivi disciplinari. Nel 2009 ha falsificato i diari clinici di alcuni pazienti in cura nel lebbrosario, don Mimmo Laddaga, responsabile dell’Ente, lo licenzia in tronco e da quel momento nasce la sua ossessione. Vuole vendetta. Ha raccolto negli anni trascorsi nel lebbrosario dati su malasanità, sperpero di denaro pubblico, mala gestione e falsi ricoveri e addirittura su adozioni illegali di neonati fatti risultare morti alla nascita. Uno scenario apocalittico che riversa veleni sull’Ente ecclesiastico, su cui la Procura nel frattempo avvia indagini.

 

Il suo “dossier” scotta. Minacciando di consegnarlo alla stampa e di screditare il Miulli e la stessa Regione Pinaugurazione2uglia, il Giannico tenta di estorcere a Laddaga un milione e mezzo di euro. Il sacerdote offre 50mila euro per l’interruzione del rapporto di lavoro senza preavviso, non un euro di più.

 

Il dottore invia il dossier alla Procura nazionale antimafia, alla Procura di Bari, alla Corte dei Conti, alla Commissione parlamentare d’inchiesta in campo sanitario e all’assessorato regionale alla Sanità, quindi denuncia in agosto, in forma anonimsoldia, la situazione del lebbrosario ed ecco comparire titoli del tipo “Puglia, il lebbrosario fantasma: 300 posti letto, nessun paziente”.

 

Non ancora soddisfatto, contatta le redazioni di quotidiani nazionali poste agli antipodi, politicamente parlando, per attuare una campagna di totale scredito nei confronti dell’Ente, intanto le sue richieste “risarcitorie” si dimezzano, ora chiede 700mila euro, ma nel frattempo non interrompe la sua campagna denigratoria.

 

Contatta. Rai 3, ospedale_miulliMaria Luisa Busi, Michele Santoro, Beppe Grillo, Striscia la Notizia, persino le Iene, né trascura. La Repubblica e l’Espresso.

 

Ormai in preda ad una esaltazione senza controllo, non vedendo i risultati sperati, progetta la morte del suo nemico, Don Laddaga. Prende contatto con il clan dei Pecoraro, in ottobre incontra il killer cui smanettearà assegnata l’esecuzione a Salerno, ma il “prezzo” richiesto è alto, si parla di 50mila euro, per cui il Giannico contatta la mala tarantina ma inizia a serpeggiare nella sua mente offuscata da un insano odio l’idea di commettere personalmente l’omicidio.

 

Alla luce di quest’ultima evoluzione, al fine di proteggere il sacerdote viene emesso un ordine di custodia cautelare dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica e da ieri il Giannico è agli arresti domiciliari, accusato di tentata estorsione, tentato omicidio e falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale.

 

Una vicenda a dir poco allucinante che Gioia vive di riflesso, essendo “attori” e luoghi molto vicini alla comunità

Commenti  

 
#1 Cristina 2010-11-21 21:50
Ma questo Roberto Giannico ha parenti a Gioia? Certo che doveva stare proprio bene al lebbrosario, se le ha tentate tutte per tornarci e poi è andato fuori di testa!
 

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