Operazione “Clean up” - Francesco Serra scagionato da ogni accusa

Francesco-Serra

OPERAZIONE CLEAN UP Per l’imprenditore caseario gioiese Francesco Serra è giunta la fine di un incubo iniziato nel 2016, quando i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di undici persone nel corso dell’operazione “Clean Up”.

Serra, difeso dagli avvocati Michele Laforgia, Giovanni Orfino e Marco Saponara, nel 2019 venne assolto dall’accusa di aver condizionato il mercato dei latticini e dalla truffa ai danni dell’INPS in relazione all’assunzione di Michele Parisi. A seguito della condanna alla pena di sei anni di reclusione per due dei cinque capi di imputazione originariamente contestati, la difesa presentò appello alla sentenza di primo grado, al fine di dimostrare l’insussistenza anche delle ipotesi di presunta estorsione legate al recupero di crediti.

In data 22 ottobre 2021- recita la nota pervenuta in redazione, di cui Francesco Serra ha autorizzato la pubblicazione - è divenuta definitiva la sentenza con cui la 1^ Sez. Penale della Corte di Appello di Bari, in data 10 marzo 2021, aveva dichiarato il “non doversi procedere” nei confronti dell’imprenditore di Gioia del Colle Francesco Serra, già operante nel settore lattiero-caseario.

Nell’anno 2016 Francesco Serra era stato destinatario di misure cautelari personali e reali e nei suoi confronti erano state formulate dalla Procura della Repubblica di Bari contestazioni estremamente graviSLIDE Operazione Clean Up_Page17 circa presunti collegamenti con la criminalità organizzata di Bari dell’azienda di cui all’epoca era socio ed amministratore e circa l’utilizzo di un metodo mafioso nell’esercizio dell’attività d’impresa.

Già all’esito del giudizio di primo grado, svoltosi con il rito abbreviato, il GUP presso il Tribunale di Bari, Dott.ssa Rosa Anna Depalo, nel gennaio 2019, aveva assolto Francesco Serra in relazione a tre dei cinque capi di imputazione a lui contestati, respingendo ogni richiesta di confisca di beni avanzata nei suoi confronti e ridimensionando, dunque, notevolmente la portata delle accuse.

La sentenza non era stata appellata dal Pubblico Ministero, ma era stata appellata dalla difesa in relazione alla condanna per i due residui capi di imputazione.

In data 10 marzo 2021, la 1^ Sezione Penale della Corte di Appello, accogliendo integralmente le impugnazioni dei difensori, ha dichiarato il non doversi procedere anche in relazione alle due residue ipotesi accusatorie. La sentenza è divenuta definitiva, in quanto la Procura non ha proposto ricorso per Cassazione.

Pienamente riabilitato, quindi, il nome di Francesco Serra, il quale ha dichiarato di aver sempre avuto piena fiducia nella giustizia e di essere soddisfatto perché la verità è stata ristabilita, anche se non possono essere cancellate le sofferenze patite a causa delle ingiuste accuse formulate nei suoi confronti.”