UN PAESE SOFFOCATO DALLE MINI DISCARICHE A CIELO APERTO

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rifiuti-cimitero-incrocioMentre stenta a partire la raccolta porta a porta dell’umido, inizialmente frenata dall’istintiva reticenza a lasciar per strada, a portata dei randagi, i sacchetti dati dalla Spes colmi di rifiuti organici, e non essendo ancora disponibili in tutte le zone i contenitori per il conferimento diretto, dilagano le minidiscariche di inerti & company in luoghi da tempo presi di mira da ditte di costruzioni ed “incivili” civili.

E’ pur vero che se gettar a terra la carta di una caramella in una strada pulitissima desta la riprovazione dei passanti nei confronti dello “sporcaccione” di turno (soprattutto nei paesi del nord Europa), laddove dilaga la “monnezza”, rifiuto più, rifiuto meno, chi se ne accorge?rifiuti-cimitero-inerti

Ed ecco fiorire siti come quello di via Vicinale La Villa, per chi non lo sapesse la strada che costeggia il Cimitero comunale per raggiungere l’incrocio che collega la via per Santeramo e il casello autostradale, con la via per Acquaviva, per Bari, per Turi e Putignano, esattamente di fronte allo stabilimento del Penny Market e della ex Distilleria Cassano che in estate ha ospitato la fiera.

Lastre di eternit occhieggiano tra svariati e non sempre identificabili rifiuti a salire sulla destra, quasi in prossimità dell’incrocio.

rifiuti-cimitero-e-spazzatuIl costo dello smaltimento e le procedure complesse per lo smantellamento di queste tettoie, praticamente in uso per costruire negli anni ’70 e ’80 buona parte delle verandine sui terrazzi delle case “arcura e camerino”, non giustifica un così selvaggio deposito a cielo aperto.

Non è improbabile che la scelta del sito, per altro molto frequentato proprio in questi giorni, in occasione della ricorrenza dei defunti, non sia casuale.

Lasciar lì, ben in vista le lastre, dovrebbe sollecitare l’attenzione della Spes ad un pronto intervento.

rifiuti-cimitero-e-caniMa questo non sempre è possibile, proprio per motivi di sicurezza e per il successivo trasporto in apposito sito del materiale cancerogeno.

Come in passato, è nostro dovere segnalare il problema, quanto alle soluzioni, sta alla politica dare un indirizzo…

Una delle ipotesi potrebbe essere semplificare e rendere meno onerosa la procedura di smaltimento, proprio per “invogliare” proprietari e ditte di costruzioni a comportamenti più civili, oltre che attivarsi nel rendere nuovamente operativa l’isola per il conferimento diretto e gratuito degli inerti, presente presso la Spes, da mesi posta sotto sequestro e quindi non più utilizzabile da cittadini e piccole imprese, che, pur di evitare un costo certo per il loro smaltimento chiamando ditte private, preferiscono abbandonarli per strada.