Incubo parcheggi giù alle Croci e gli "incomprensibili" divieti

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via-Caracciolo-oggiCi sono quartieri che nascono “sfigati” sotto l’aspetto della vivibilità, del traffico veicolare, dell’inquinamento causato da auto ed elettromagnetico e di recente anche a rischio di multe a gogò per inspiegabili divieti di sosta, nati per necessità “edilizie” e mai rimossi senza che si sia capito perché!

Un esempio? Via Caracciolo, la parallela di via Vittime della mafia già via Cirillo, del quartiere “Sacro Cuore”, meglio conosciuto come “Giù alle Croci”. Parcheggiare in questa zona a qualunque ora del giorno e della sera, anche sotto lockdown è praticamente impossibile, salvo la classica “botta di c…o”!

Tra auto dei residenti, dei commercianti e dei loro dipendenti, dehors perenni, bidoni e all’occorrenza cassette e carretti per occupazioni temporanee in attesa di scaricare legna o altro, auto dei genitori e degli insegnanti, il parcheggio in questo quartiere è una lotta all’ultimo sangue, in particolare da quando sono comparsi inspiegabili divieti di sosta.

Circa un anno fa, all’ingresso di via Caracciolo, nei pressi della Scuola San Filippo Nerivia-caracciolo-ieri-2019, strada a senso unico larga circa 5 metri in cui per anni era stata consentita la sosta su un lato, senza una evidente motivazione fu installato un secondo divieto di sosta che vietava di fatto la sosta su entrambi i lati. In tanti, soprattutto i residenti e i genitori degli alunni del plesso scolastico, pur restando sorpresi, accettarono questa decisione nonostante l’evidente disagio che la stessa provocava, pensando fosse di breve durata, uno, due mesi circa, il tempo necessario per completare in sicurezza i lavori edili iniziati presso uno degli immobili insistenti sulla stessa strada.

Ma così non è stato. I lavori sono finiti da mesi ma i cartelli sono rimasti, e sono, ancora lì al loro posto, creando non pochi problemi di parcheggio sia agli automobilisti del luogo che di passaggio.

Da una ricerca effettuata per capire il perché, è venuto fuori che la decisione di procedere in tal senso non era temporanea ma definitiva e dovuta a ben altre motivazioni, che nulla avevano a che fare con i lavori edili.

Infatti, si è scoperto che il 18.02.2020 il Comandante del Corpo di Polizia Municipale - Ufficio Traffico, “sentita l’Amministrazione Comunale”, con propria ordinanza (la n.6) aveva deciso di istituire il divieto permanente di fermata su entrambi i lati di via Caracciolo, per ridurre gli inconvenievia-Vittime-della-mafianti dovuti alla strada stretta, con i marciapiedi su entrambi i lati di ridotte dimensioni e per rendere più agevole l’immissione su via Di Vittorio e la zona del Municipio del traffico veicolare proveniente dalla via per Acquaviva in direzione centro.

Una decisione che lascia perplessi per vari motivi.

Per evitare questo inconveniente perché non si è pensato di mettere dei cartelli direzionali in cui indicare “Centro” e “Municipio” sulla rotatoria presente all’ingresso di Gioia in modo da direzionare il traffico sulla via per Bari e poi su via Di Vittorio, oppure sulle ulteriori tre traverse, non una, presenti su via Acquaviva prima del divieto di accesso?

Perché convogliare altro traffico, per poi far fare una sorta di inversione ad “U”, su un percorso già molto trafficato, stretto e pericoloso?

Non sarebbe1-ingresso-via-Acquaviva stato più utile dirottarlo su percorsi più semplici e adatti con strade ben più ampie e sicure di via Caracciolo, come quelle sopra indicate?

E se è vero che si pensa alla sicurezza stradale, perché su via Vittime della mafia, strada dalle stesse caratteristiche di via Caracciolo, con un notevolissimo traffico in entrata, si è autorizzata l’installazione (divenuta fissa e perpetua?) di un dehors che occupa per circa dieci metri metà carreggiata che inizia a due metri da un pericolosissimo e strettissimo incrocio e concessa l’installazione di bidoni della spazzatura di due esercizi commerciali con ingresso principale in via Di Vittorio e Piazza Dalla Chiesa, che impedisce per altri 10 metri il parcheggio?

Due pesi e due misure?

Ma siamo proprio sicuri che alla fin fine siano esattamente quelle le motivazioni, quelle della viabilità, che hanno portato e portano a simili scelte e non sia, come da tempo qualcuno inizia a sospettare, il voler favorire, politicamente parlando, gli amici di turno? [tratto da “La voce del paese n.6 del 13.02.2021]