Decessi per tumore a Gioia del Colle. Dati preoccupanti

Graphical-abstract

Altro che castronerie: i dati ISTAT dell’ultimo biennio sui decessi per tumore a Gioia del Colle continuano a preoccupare

“Sono stati resi disponibili i datmezzo rilevazione inquinamentoi più recenti raccolti dall’ISTAT rispetto alle cause di decesso nel biennio 2017-2018. Sembra, pertanto, doveroso aggiornare la comunità gioiese rispetto ai precedenti rapporti e contro-rapporti che sono stati diffusi in merito alla mortalità per tumori tra i residenti. Si è provveduto, dunque, a sintetizzare quanto segue per fornire un preliminare e rapido raffronto e permettere ulteriori analisi a chi vorrà effettuarle.

Dai dati risultano in lieve diminuzione nel biennio 2017-2018, rispetto al biennio precedente 2015-2016, il totale dei tumori maligni (-8%) e, tra le specifiche cause, solo i decessi per tumore al colon (-39%, 11 decessi), al pancreas (-54%, 5 decessi), alla prostata (-36%, 7 decessi), al rene e alle vie biliari (-50%, 3 decessi) e i linfomi (-63%, per quanto non va sottovalutato che si sono registrati 4 ulteriori decessi che, sommati al biennio precedente, porta a ben 15 gioiesi morti a causa di questa specifica tipologia neoplastica in 4 anni).

Restano, invece, sostanzialmente invariati i decessi per melanomi (che sono limitati a 1-2 casi a biennio), per tumori della mammella (che, invece, aggiungono ben 13 donne gioiesi alle 14 vittime del biennio precedente) e del fegato (che incrementano di ben 14 gioiesi il già elevato bilancio di 15 morti nel biennio precedente).

Preoccupante appare anche il dato 2017-2018 per la maggior parte dei decessi per gli altri tumori: quello dell’apparato respiratorio ha mietuto il 14% in più di vite tra i gioiesi (con 25 nuovi decessi), quello dello stomaco registra un incremento del 50% (con 6 nuovi decessi), quello dell’encefalo vede un incremento del 33% (con 4 nuovi decessi), quello della vulva e della vagina vede un aumento del 66% (con 6 morti), mentre si registrano morti per nuove tipologie di tumore di cui non vi erano casi documentati nel biennio precedente come quello della cavità orale e della faringe (con 3 morti), dell’ovaio (con 2 morti), dell’esofago e degli altri organi dell’apparato digerente (con 4 morti) e della testa e del collo (con un nuovo morto). Aumentano tra i gioiesi, seppur di poco, anche i decessi per mesotelioma (2 morti).

Non più confortante è il dato che riguarda i decessi per leucemie che riscontra un ulteriore incremento del 20% nel biennio 2017-2018 con 6 nuovi morti tra i residenti di Gioia del Colle, portando il bilancio 2015-2018 a ben 10 vittime e confermando l’infausto trend dell’ultimo decennio.

Su tutti, merita una menzione a parte, il dato sconvolgente dell’incremento dell’83% di vittime di tumore alla vescica con 11 nuovi morti nell’ultimo biennio, per un totale di 16 gioiesi deceduti per tumore alla vescica tra il 2015 e il 2018 (ovvero circa 6 cittadini gioiesi ogni 10.000 in 4 anni, pari a circa 1,5 gioiesi ogni 10.000 residenti all’anno rispetto ai circa 1,05 ogni 10.000 abitanti della media italiana!). Il tumore della vescica rappresenta, inoltre, per la popolazione gioiese la 4^ causa di morte per neoplasia, mentre a livello nazionale non è classificata neanche tra le prime 10.

Infine, l’insieme dei decessi per tumore rispetto a tutte le cause ha rappresentato, tra i cittadini gioiesi, quasi la metà (47,7%) dei morti registrati nel 2017 negli uomini e il 34% nelle donne, mentre la proporzione è stata del 38,7 % negli uomini e del 25% nelle donne nel 2018.

Appare, dunque, doveroso sottolineare due aspetti che possono far meglio comprendere l’entità della situazione: il primo è che il numero dei decessi per tumore rappresenta, come già ribadito in precedenti occasioni, solo la punta di un iceberg che nasconde sotto la superficie un ben più consistente numero di malati e guariti, ma comunque affetti da queste neoplasie; il secondo è che, come sempre più evidenze scientifiche dimostrano, nella maggior parte delle situazioni i tumori non insorgono per caso o per sfortuna, né sono “causati” da predisposizione genetica, ma sono prevalentemente avviati o favoriti da contaminanti ambientali quali inquinanti dell’aria, dell’acqua e del suolo e da scorretti stili di vita.

Vi sono, ormai, numerosi studi che confermano quanto, ad esempio, molte leucemie e linfomi e i tumori della vescica, del fegato e della mammella siano causati da mutazioni provocate da inquinanti chimici e radiazioni ionizzanti presenti nell’acqua, nell’aria e nel suolo. Tra queste alterazioni delle matrici ambientali, l’inalazione, l’ingestione o il contatto con coloranti, vernici, gomme e pneumatici e l’esposizione ai contaminanti prodotti dalla loro combustione sottoforma di rifiuti e gas di scarico dei veicoli, l'inquinamento delle falde acquifere, i pesticidi e la radioattività rappresentano cause accertate di insorgenza di questi particolari tumori.

Si è parlato a lungo e si continua a discutere delle possibili cause di contaminazione ambientale che sembrano colpire particolarmente i cittadini gioiesi e l’augurio è che si continui a farlo con maggiore interesse da parte delle istituzioni, in primis degli amministratori comunali, col supporto di associazioni e comitati per poter meglio comprendere quali possano essere le fonti di contaminazione tali da indurre la trasformazione neoplastica in tanti residenti sul territorio di Gioia del Colle (e dei comuni limitrofi, tra cui ad esempio quelli di Massafra e Taranto).

Non va dimenticato che dietro ogni numero riportato nelle statistiche ci sono persone, esseri umani, che insieme ai loro cari lottano contro una malattia (o meglio un gruppo di malattie semplificato dal termine “tumore”) e che continuano a chiedersi il perché tutto questo sia capitato proprio a loro.

È dovere, di tutti coloro che ne hanno la facoltà, di far luce su questa situazione e porre rimedio mettendo in atto azioni concrete al fine di ridurre la contaminazione di una cittadina e di un territorio che, per bellezza paesaggistica, delizie culinarie, importanza storica e clima favorevole merita ben altri riconoscimenti regionali, nazionali e internazionali”.

Roberto Cazzolla Gatti, Ph.D.
Biologo ambientale ed evolutivo
Professore Associato presso il Biological Institute della Tomsk State University, Russia
Research Fellow del Konrad Lorenz Institute for Evolution and Cognition Research, Austria

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