STORIE DI CANI, DI ABBANDONI E DI UMANA CRUDELTÀ

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Adottare un animale no2-125567134-2925877634404761-4721089017570947065-nn è un gioco, non è un peluche da poggiare su un mobile, implica responsabilità e anche sacrifici. Meglio non cedere alla tenerezza di un cucciolo da coccolare, se poi non si è in grado di gestirne i bisogni.

Guardiamo alla realtà. Una realtà fatta di abbandoni e di umana crudeltà.

La signora Ida C. il 14 novembre in via della Chiusa, poco lontano dalla sua abitazione ha incontrato in cagnolino abbandonato, molto socievole e giocherellone, con collare e bandana al collo, ma senza microchip. Un gran bel cane di cui ha segnalato la presenza ai vigili urbani e ai volontari, pensando si fosse allontanato dal padrone. Nessuno ha denunciato la scomparsa, nessuno si è fatto vivo…

In casa ha già sei trovatelli, fatti curare e sterilizzare a proprie spese. Non può aggiungerne un altro. Il lunedì mattina torna per portargli del cibo, ma non lo trova. C’è solo il cucciolo nero, quello più diffidente che come al solito attende che lei si allontani per avvicinarsi al cibo. Va dai Vigili urbani e denuncia la presenza dei due cani e l’allontanamento di uno dei due. Scopre da loro che un cane in quella zona è stato investito e portato dalla dottoressa Valeria C.. Il sospetto che si tratti del cagnolino giocherellone diventa certezza quando la veterinaria le mostra le foto. La povera bestia ha la colonna vertebrale spezzata e resterà per sempre paralizzata, solo una adozione potrà salvarla dal destino di randagio invalido, destinato a soccombere.

E’ solo un cane? Forse, ma è un cane che qualcuno ha allevato, sfamato, curato, addestrato, con cui qualcuno ha giocato e magari fatto selfie quando gli ha annodato la bandana intorno al collo. Ed ora è un cane malato e solo.3-126259117-290636455568138-7761848816558430948-n

Ida piange quando ne parla, vorrebbe che il proprietario fosse rintracciato, chiede di mettere sui social e sul sito le foto del cane, non si dà pace. Una donna dal gran cuore che forse si rimprovera di non aver aggiunto una settima bocca da sfamare a quelle che già ha in casa, e per cui nessuna istituzione prevede aiuti, a differenza dei randagi portati nei canili che diventano un costo per la comunità.

E non è che lì la situazione sia poi tanto rosea… di recente in un secchio con della paglia i volontari del canile gioiese hanno trovato una cucciolata appena nata, da svezzare. Alcuni non ce l’hanno fatta. Sempre loro hanno preso in carico un altro cane denutrito, ridotto pelle e ossa, pieno di morsi e forse anche rogna… abbandonato dal suo umano e aggredito dai suoi simili.

Vagava qualche giorno fa nei pressi della stradina che porta all’Antico Leccio, nella zona dell’aeroporto. Lo hanno chiamato 126983980-10224049221647970-6417664423819251856-nArgo. Non è un bello spettacolo da vedere… non somiglia ad uno di quei cani che vediamo in tv nelle pubblicità.

L’ennesimo cane abbandonato, incapace di procurarsi cibo perché allevato con croccantini e scatolette, uno di quelli che nessuno porterebbe in casa ridotto così.

A Ida, a Monica, ai volontari andrebbe fatto un monumento per le cure e l’amore che danno a queste povere bestie.

A chi le abbandona, almeno la gogna. A chi legge, il suggerimento di aiutare queste realtà e se davvero ama i cani e ne vorrebbe uno in casa, di adottare un randagio. I cagnolini con pedigree trovano facilmente collocazione, loro no e hanno bisogno e sanno dare tanto amore.

In queste ultime ore si è alla ricerca di un cane smarrito, ha il microchip. Si chiama Kira è un Amstaff. È stato smarrito domenica, zona via Impiso-via Ficazzella. Nella foto qui a lato. Chi avesse notizie può contattare la redazione.