Movida gioiese: dehors e scarico merci “anomali”, schiamazzi e…

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Sempre piIMG-1340ù numerose giungono in redazione segnalazioni in merito all’utilizzo e alla concessione di suolo pubblico che, al di là di osservazioni critiche di natura estetica, stanno creando seri problemi al transito pedonale ed automobilistico, sottraendo spazio ai parcheggi e persino agli attraversamenti pedonali in luoghi nevralgici come in via Ricciotto Canudo, di fronte e subito dopo l’Ufficio Postale.

In questa strada nei giorni scorsi sono state delimitate a pochi metri di distanza, su versanti opposti, due zone riservate al carico e scarico merci davanti a due noti esercizi commerciali. Per una di esse è stato persino necessario cancellare le strisce pedonali.

Se ad ogni esercizio commerciale oltre ai dehors ultimamente concessi anche in luoghi inconcedibili, venisse riservata anche un’area di carico e scarico merci - probabilità tutt’altro che peregrina, pur di ricevere consensi sotto le regionali - in buona parte della città parcheggiare diventerà impossibile.

Non che ora la situazione sia rosea…

Tornando alle segnalazioni dei lettori, parrebbe che il dehors concesso ad una pizzeria in via Manin, letteralmente collocato sul manto stradale, stia creando problemi agli automobilisti che rischiano di investire clienti e tavolini e dubbi di natura igienico-sanitaria, tenendo conto che l’anello del centro storico anche a causa della chiusura dello stesso, è particolarmente trafficato a qualunque ora, con emissione di gas di scarico e polveri.

Tutto ciò tenendo conto che il codice della strada vieta per motivi di sicurezza l’installazione di tavoli e gazebo sulla sede stradale a meno che la strada sia interdetta alla circolazione stradale. Se poi si chiudono con recinzioni i marciapiedi, i passanti sono costretti a transitare sulla carreggiata con tutti i pericoli che ne derivano. Il codice consente l’utilizzo dei marciapiedi per altri scopi, ma garantendo uno spazio di almeno un metro sul marciapiede per i pedoni. Inoltre  c’è l’obbligo di coprire con ombrelloni e recintare con piante per la difesa dai gasi di scarico e privacy.

Strano non si sia pensato di concedere parte di piazza Rossini, a pochi metri di distanza, loIMG-1342gisticamente molto più confortevole e sostenibile sotto tutti gli aspetti.

Martedì in Consiglio comunale il consigliere Donato Paradiso ha discusso sul taglio di numerosi alberi, guarda caso proprio a ridosso di bar, pizzerie, bracerie, negozi vari che hanno subito occupato i marciapiedi con panchine, tavolini e vasi di fiori, una denuncia partita dalle pagine de “La voce del paese”, che nello stesso articolo mise in evidenza la necessità di togliere le planche pubblicitarie poggiate sugli affreschi disegnati da Gridas sulle mura del mercato coperto in via Regina Elena.

Ma quel che più di tutto imbruttisce le strade e crea problemi anche di natura igienica è la collocazione sui marciapiedi dei contenitori del differenziato che questi esercizi dovrebbero ospitare all’interno delle loro strutture e metter fuori la sera, come fanno tutti cittadini.

Gli stessi clienti sono costretti a dribblare tra le auto, non potendo spostarsi sui marciapiedi, mentre per i residenti diventa un’impresa parcheggiare, in quanto i bidoni impediscono l’apertura dello sportello.

Ultima denuncia, quella degli schiamazzi notturni in particolare nei quartieri che ospitano bar che chiudono all’alba o non chiudono affatto, a conferma che a Gioia non ci sono solo “morti viventi” ma clienti festosamente vocianti, ignari che c’è chi la mattina si alza all’alba per andare a lavorare ed ha il diritto di riposare.

L’intento non è demonizzare l’oIMG-1300perato dei negozianti o voler bloccare l’economia del paese, ma semplicemente invitare l’ufficio commercio, i vigili e chi di dovere a controllare il rispetto delle regole e gli esercenti ad avere maggior rispetto dei cittadini, residenti e non. Cosa si può e cosa non si può fare e perché? I bidoni se proprio non possono essere tenuti all’interno, possono essere o no appoggiati anche a breve distanza, dove non danno fastidio a nessuno? I marciapiedi nelle strade più trafficate possono essere utilizzati “anche” dai comuni cittadini? Nelle piazze o negli spazi occupati dai dehors sono previsti accessi - almeno un corridoio -, per chi si sposta a piedi e non vuole circumnavigare o zigzagare tra sedie e tavoli? Per quei luoghi di ristoro che ospitano anche più di cento persone a serata, esiste o no l’obbligo di garantire il parcheggio dei clienti, come avviene per i supermercati?

Infine un’ultima “preghiera”, questa volta rivolta all’ufficio tributi: si esige da tutti gli esercenti che paghino regolarmente le tasse per i rifiuti, e per l’occupazione del suolo pubblico provvedendo a recuperare l’evaso? Perché quel che loro non pagano viene ripartito tra gli stessi cittadini costretti a subire i disagi causati dai bidoni della differenziata o dai tavolini che invadono i marciapiedi e le piazze… e questa è la beffa finale.