La strage di alberi in città continua… ora tocca a via Donnola

abbattimento alberi via donnola

abbattimento alberi via donnola Ne abbiamo già parlato sul nostro giornale: dalla sera alla mattina sono diverse le segnalazioni che abbiamo ricevuto di increduli di fronte ad alberi capitozzati e poi abbattuti.

Le prossime vittime designate da Sindaco e Assessori al completo sono dei pioppi di notevoli dimensioni, che a memoria dei cittadini della zona hanno sempre fatto ombra e protetto il vicinato, con le loro robuste fronde.

Eppure, la condanna alla ghigliottina dei taglia-alberi, inserita nella Deliberazione n.100 del 22/05/2020, parla chiaro: «Un certo numero di cittadini residenti in prossimità dell’area (posizionata all’intersezione tra via Donnola, via G. Tomasi di Lampedusa e via Federico II di Svevia) hanno rappresentato verbalmente all’Amministrazione comunale e all’Area Lavori Pubblici ripetute lamentale circa la pericolosità e i disagi arrecati dalla particolare tipologia arborea». Nel verdetto, però, non si fa cenno ad alcuna perizia o valutazione redatta da tecnici, come agronomi, geologi, ingegneri o allergologi. 

Possibile che «l’emergenza climatica» in cui viviamo, frutto delle scelte scellerate anche in tema di disboscamenti, installazioni industriali e produttive ad alta intensità e consumo di risorse naturali, non ci abbia insegnato a vincolare le iniziative politiche alle valutazioni dei tecnici? Sono davvero bastate le lamentele di «un certo numero di cittadini» (uno, nessuno, centomila insomma), e una «richiesta di abbattimento del legale rappresentante del vicino caseificio, con la quale segnala, tra l’altro, il danneggiamento da parte dell’apparato radicale delle strutture e/o impianti del caseificio e alle proprietà confinanti, la pericolosità riferita alle grandi dimensioni, specie in occasione di neve, e per la salute pubblica per allergie provocate a causa del polline, nonché per il mancato rispabbattimento alberi via donnolaetto del codice della strada», per apparecchiare un’esecuzione sommaria senza se e senza ma, con tanto di 4.574 euro di progetto esecutivo necessari per «l’abbattimento degli alberi presenti e la realizzazione della pavimentazione»?

Quali danni abbiano provocato ai residenti non è dato saperlo. Ma li hanno creati per davvero, nonostante la notevole distanza dai fabbricati circostanti, caseificio compreso?

Perché non impegnare quelle somme per sistemare il marciapiede, per effettuare una manutenzione continua ed adeguata, preservando il valore aggiunto che quei pioppi rappresentano, come bene pubblico silenzioso e di cui tutti beneficiano, oltre all’installazione di un segnale di divieto di sosta, non cedendo al consenso rumoroso «di un certo numero di cittadini»?

Certe domande meritano risposta, prima che sia troppo tardi.

Per scaricare o visualizzare la Delibera, clicca qui.