Domenica 17 Gennaio 2021
   
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Numeri Coronavirus. Dati non confortanti per la Puglia

coronavirus

coronavirus In questo periodo di emergenza, dovuto alla pandemia da Covid-19, lo si ripete in continuazione e da più parti, stanno venendo a galla tutte le “pecche” di un sistema sanitario nazionale distrutto e messo in ginocchio da decenni di sconsiderati tagli effettati da politici locali e nazionali poco lungimiranti, tendenti più alla salvaguardia di interessi privati piuttosto che alla difesa della salute pubblica.

Una Sanità che si è scoperto essere improvvisamente fragile, era ora direbbe qualcuno, che fa acqua da tutte le parti, nonostante gli oltre 100 miliardi di euro spesi annualmente. Una somma ingente ripartita tra le varie Regioni e utilizzata in modo fin troppo autonomo per gestire direttamente il servizio sanitario regionale, senza alcun collegamento tra loro e lo Stato, a parte l’obbligo di non “sforare” nella spesa prestabilita.

Una emergenza sanitaria che ha messo a nudo tanti problemi, fino a ieri ben nascosti, anchecoronavirus in regioni considerate il “Top” a livello nazionale, figuriamoci in quelle ritenute normali se non addirittura inefficienti, come gran parte delle regioni del Centro-Sud. La Puglia, per esempio.

Regione che, nonostante non sia stata particolarmente colpita dal coronavirus, così almeno dicono gli esperti, leggendo i risultati delle analisi effettuate sui dati complessivi inerenti l’andamento della pandemia alla data di domenica 10 maggio, qualcuno potrebbe affermare sia stata baciata dalla fortuna. Purtroppo, non è così.

Infatti, la Puglia risulta essere il fanalino di coda tra tutte le regioni (20), come numero di tamponi totali effettuati, al 19° per i testati, rapportati al numero complessivo di abitanti, con un misero 1,95% (pari a 79.399), rispetto al 9,48% (pari a 485.134) della Lombardia. Meglio di noi ha fatto addirittura la Basilicata (con il 3,18%) e l’Abruzzo (3,67%). A poca distanza tutte le altre regioni del Centro Sud, a parte le Marche, (che occupa il 7° posto), isole comprese con una percentuale tra il 2 ed il 3%.

Domanda: qual è il motivo che ostacola l’effettuazione dei tamponi, indispensabili per capire se si è stati contagiati o meno?

Si sale di contro al 10° tamponi per regione e popolazione.xlsxposto, con un 7,87%, per quanto concerne il numero totale dei positivi (4313) calcolato sul totale dei tamponi testati (54.781 pari al numero effettivo delle persone sottoposte al tampone).

Domanda: se fossero stati eseguiti più tamponi, come da più parti si auspicava si facesse, quanti positivi in più si sarebbero scoperti?

Si ritorna in ultima posizione nel rapporto tra il numero dei guariti e i positivi totali, pari ad un misero 27,73% (1196 su 4313). Una percentuale che farebbe arrossire, se non preoccupare, rispetto all’86,96% dell’Umbria, al 78,22% della Valle D’Aosta, al 71,21% del Trentino Alto Adige, e di altre 10 regioni, ben al di sopra del 40%.

Domanda: come mai in Puglia le guarigioni sono così lente rispetto ad altre regioni?

Ma non è tutto. Nella tabella che mette a confronto il numero dei decessi, sempre rapportati al numero dei positivi totali, la situazione non migliora. Anzi. La Puglia, rispetto alle altre regioni del Sud e delle isole, occupa il 10° posto con 448 morti, pari al 10,39%. Immediatamente dopo le regioni del Nord più colpite. Addirittura hanno avuto meno morti, in percentuale, il Veneto e la Toscana, pur avendo avuto più contagiati.

Domanda: cosa non ha funzionato nel sistema sanitario pugliese per avere questo dato così negativo in controtendenza rispetto al numero dei casi accertati?

In conclusione, dalle analisi effettuate e riportate nelle tabelle allegate, sorgono spontanee altre domande: se la Puglia fosse stata colpita più duramente, cosa sarebbe successo? Ma siamo sicuri che il picco dei contagi sia stato realmente raggiunto e superato? Quanti asintomatici ci sono in giro non ancora sottoposti a tampone? Siamo per davvero certi che in queste condizioni, stante i dati attuali, la Fase 2 e la successiva, ormai prossima, Fase 3 non possano creare più danni che benefici?

tamponi per regione e popolazione.xlsx

tamponi per regione e popolazione.xlsx

Commenti  

 
#4 studentesco 2020-05-12 12:18
Caro Roky, puoi dormire sogni sereni. Si sono accorti benissimo dei danni fatti in numerosi lustri di amministrazione. Ma stai tranquillo, continueranno a farsi eleggere, a promettere come qualsiasi altro politico di qualsiasi altra fazione e a guadagnare dalle nostre tasse: non sanno fare altro perché è questo il loro mestiere. Pensa, se accettassimo questo aspetto della politica vivremmo tutti meglio!
 
 
#3 Nicola A. 2020-05-12 07:02
tenendo conto delle statistiche descritte nell'articolo, come cittadino Pugliese sono preoccupato e disorientato e il dato più preoccupante è quello dei Tamponi. Meno tamponi equivale a meno individuazioni di asintomatici e contagiati, come dire che se la Regione Puglia non avesse fatti tamponi, avremmo avuto NESSUN CONTAGIO. Ora con la riapertura senza i dovuti accorgimenti preventivi (tamponi) diventa un vero rebus. Visto in che mani siamo.....che Dio ce la mandi buona.
 
 
#2 Peppe A 2020-05-11 23:26
???????????? Quello che c'è scritto nell'articolo, infatti lascia un po' di amaro in bocca, come si suol dire.
 
 
#1 roky 2020-05-11 16:15
E lopalco, che dice? È il governatore che ha anticipato l'apertura dei parrucchieri e degli estetisti che dice? Ma in che cavolo di mani stiamo?
Eppure avevamo votato chi ci doveva salvaguardare dalla chiusura degli ospedali. Li avevamo mandati alla provincia alla regione, addirittura al Senato! Bella figura!
 

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