Mercoledì 29 Gennaio 2020
   
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Crisi Libica. Massima allerta nelle basi italiane, anche a Gioia

eurofighter 36° stormo

eurofighter 36° stormo La notizia proveniente da fonti parlamentari, circolata negli ultimi giorni, informava che in relazione alla crescente preoccupazione per l’inasprimento della crisi libica, “in tutte le basi aeree italiane il livello di allarme sarebbe massimo”. Anche a Gioia del Colle, presso la base aerea militare, sede del 36° Stormo Caccia. Base dove da anni i piloti, a bordo dei loro caccia intercettori "Eurofighter", controllano ogni giorno lo spazio aereo del Mediterraneo Meridionale, pronti agli ulteriori livelli di operatività ordinati dallo Stato Maggiore della Difesa.

Sempre le stesse fonti parlamentari, come rilanciato dall’Ansa e ripreso da tutte le testate giornalistiche nazionali, raccontavano che “una quota consistente degli elicotteri delle basi italiane avrebbe ricevuto l’ordine di muoversi verso Sud”. In particolare il “massimo livello di prontezza” sarebbe indirizzato agli Stormi di Gioia del Colle e Trapani, da cui decollano i caccia che hanno il compito di intercettare i velivoli che entrano nello eurofighter 36° stormospazio aereo del nostro Paese senza autorizzazione. A Gioia del Colle operano con gli Eurofighter, a Trapani con gli F16.

“Ufficialmente, l’attuale emergenza è scattata per l’escalation della guerra in Libia, dove la guerra civile va avanti dal 2014. Attualmente, contro la roccaforte politica che fa base a Tripoli, si sono schierati i miliziani del maresciallo Khalifa Haftar, che controllano l’Est e un pezzo di Sud sino alla capitale libica.

Ma nel frattempo tutte una serie di forze terze si sono inserite nella guerra.

Da non trascurare che la guerra in Libia sta diventando ancora più preoccupante dopo l’attacco aereo degli USA a Bagdad e in cui è morto il capo militare iraniano, il generale Qassem Soleimani, tanto che il nostro ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, di concerto col premier Giuseppe Conte, hanno deciso di innalzare il livello di sicurezza anche nei contingenti italiani in Medio Oriente ed in Libano dove sono impegnati  oltre 1.000 militari, a cui si sommano i cinquanta circa che operano a Hebron, in Cisgiordania”.

 

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