Cosa c’è che non va nell’acqua? Roberto Cazzolla Gatti chiede lumi. Aggiornamento

cianobatteri nell'acqua di aqp

Roberto Cazzolla Gatti, professore associato e ricercatore presso la Tomsk State University (TSU) in Russia Giunge in Redazione una segnalazione inerente la qualità dell’acqua pubblica erogata da AQP qui a Gioia del Colle. Il biologo gioiese Dott. Roberto Cazzolla Gatti, da alcuni giorni in vacanza nella sua città natale, riferisce di essersi accorto che “da 2-3 giorni l'acqua dell'acquedotto ha un inusuale sapore e odore di muffe. Ho fatto un test oggi e da ogni fontana pubblica e dalle tubature domestiche è sempre presente. Credo che sia importante informare l'Acquedotto Pugliese e la cittadinanza”.

È molto probabile – sostiene -, che si tratti di tracce di geosmina nell'acqua, una sostanza che viene prodotta da cianobatteri, organismi simili ad alghe”.

“Ma questo non è un buon segno – conclude lo scienziato gioiese -, perché di solito i cianobatteri si sviluppano più facilmente nelle acque di origine superficiale, quindi vuol dire che l'acqua immessa nella rete pubblica in questi giorni potrebbe arrivare da fiumi o laghi o bacini di raccolta artificiale che sono più contaminati e non dalle più sicure falde acquifere profonde”.

Un richiesta molto chiara e inequivocabile che giriamo volentieri, come da sua richiesta, a chi di competenza affinché si facciano i dovuto controlli e si attuino le necessarie azioni al fine di salvaguardare la salute pubblica.

Come sempre sarà nostra cura informare la cittadinanza sui futuri sviluppi dellacianobatteri nell'acqua di aqp vicenda.

AGGIORNAMENTO

A seguito di alcune richieste di chiarimenti contenute in diversi commenti, sia qui su GioiaNet che su Fb, e al fine di evitare ulteriori contestazioni, il Dott. Roberto Cazzolla Gatti precisa quanto segue: "La presenza di geosmina nell'acqua - riscontrata da semplici e personali test organolettici e, dopo analisi al microscopio, dalla presenza di filamenti algali e cellule vegetali nei campioni d'acqua raccolti presso le fontane pubbliche comunali - è solo un campanello d'allarme che deve incentivare l'autorità pubblica a effettuare ulteriori controlli sulla qualità dell'acqua che viene immessa nella rete, ma che non motiva e richiede l'acquisto di acqua imbottigliata che, tra l'altro, ha un impatto ecologico ben superiore all'approvvigionamento da acquedotto e non è sempre garanzia di salubrità.

Inoltre, proprio perché sono ben consapevole che oltre il 60% dell'acqua immessa nella rete pubblica arrivi da fiumi, laghi e bacini di raccolta (in particolare dalle sorgenti dei fiumi Sele, Calore Irpino e dagli invasi artificiali dei fiumi Sinni, Occhito, Ofanto, Pertusillo e dal Lago Locone) la mia segnalazione è semplicemente volta a richiedere ad AQP di assicurarsi che queste fonti di approvvigionamento non abbiano subito alterazioni biochimiche o ecologiche negli ultimi tempi che possano giustificare la presenza di geosmina, ovvero cianobatteri e attinomcianobatteri nell'acqua di aqpiceti che si formano nei bacini superficiali in maggior quantità in caso di squilibri ambientali, peggiorando la potabilità dell'acqua pubblica. In questi casi, l'incremento dell'immissione in rete di acqua di falda profonda risulta più sicura, in attesa di chiarire le possibili fonti di alterazione o contaminazione.

Nessun allarmismo, solo una legittima richiesta di chiarimenti all'Acquedotto Pugliese, che proprio in questi giorni festeggia il centenario di una straordinaria storia e che da un secolo porta nelle case dei pugliesi una delle migliori acque al mondo. Proprio per questo, ritengo necessario informare e chiedere lumi se qualcosa sembra che non vada".