Spese “allegre” in Comune, nonostante i “buchi” milionari

municipio n sera 21.7.02

soldi Che l’attuale Amministrazione amministri con saggezza e parsimonia il denaro pubblico è quanto tutti auspichiamo, in particolare alla luce dei “buchi” in bilancio da noi più volte anticipati nei vari editoriali pubblicati sul settimanale “La voce del paese”, uno per tutti i 3 milioni e 400mila euro che nelle rosee previsioni commissariali avremmo avuto in cassa e che invece si sono volatilizzati, tanto da dover approvare una variazione  al bilancio di previsione 2019-2021 per ufficializzare l’ammanco determinato dalla mancata riscossione di tasse evase (Del. n. 21 del 19/07/2019).

A fronte di una situazione così critica ci si sarebbe aspettati una gestione commissariale delle spese pubbliche meno “allegra” non solo al riguardo di erogazioni principesche ad alcune associazioni, ma anche di aumenti di stipendio proprio a coloro che hanno il “compito” di dare pareri sul bilancio, ovvero la triade dei revisori del conti, il cui parere è determinante per il controllo della sporologio palazzo san domenicoesa pubblica e l’approvazione del bilancio.

Infatti leggendo la det. n. 53 del 09/08/2019 con oggetto “Adeguamento compenso al collegio dei revisori dei conti ai sensi del D.M. 21/12/2018”, scopriamo il lauto aumento di stipendio accordato con delibera commissariale  n. 116 del 24/04/2019 ai tre revisori dei conti insediatisi il 09/11/2018.

Il compenso annuo del presidente sale a 21mila euro cui si aggiungono 10mila e 500 euro di spese per vitto e alloggio, per i componenti 28mila euro e massimo 14mila per viaggio, vitto e alloggio.

Un aumento importante, di ben 9mila euro annui per il presidente e 6mila per ogni revisore, tenendo presente che le giornate di lavoro che li impegnano su Gioia non è che siano poi tanto numerose.

Parrebbe, però, che anche sulle piccole spese… non si badi a spese!

Ben 1.073,60 euro sono stati spesi per acquistare ed installare un impianto citofonico “per il controllo della porta di accesso ai disabili” alla sede della Polizia Municipale (n. 695 del 16/07/19).

Un’altra spesa “allegra” che risulterebbe stanziata anche negli anni scorsi - ultimo rinnovo nel luglio del 2018, con det. n. 565 del 12/07/2018 sotto l’egida del Commissario - riguarda la manutenzione di tre orologi pubblici: quello posto sul prospetto di Palazzo San Francesco, quello sulla facciata di palazzo San Domenico e il pendolo presente all’interno del Comune. Perché non sia stato inserito anche l’orologio del Rossini, non è dato saperlo.

Il costo per la gestione e manutenzione per l’anno 2019 ammonta a mille e 71 euro, per l’esattezza 84 euro mensili per i due orologi esterni e 63 euro annui per il pendolo (Det. n. 791 del 06/08/2019).

Diciamo che il pronto intervento di un operatore in loco - ovvero di un artigiano locale che sa riparare gli orologi meccanici - risulta comodo, se poi è la stessa persona che da anni dà disponibilità “agli stessi patti e condizioni” dello scorso anno si va sul sicuro. Ma è una spesa davvero necessaria? Quanto costerebbe una riparazione singola su necessità?