Una brutta esperienza all’Ufficio Postale di Gioia del Colle

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ufficio postale“In data 5 agosto 2019 mi sono recato all’Ufficio Postale di Via Ricciotto Canudo con un avviso di raccomandata da ritirare. Prenoto l’operazione all’ingresso, il distributore automatico mi dà un ticket col numero 96, l’orario stampato diceva 17:51. Fino alle 18.45 allo sportello n.3 adibito al ritiro delle raccomandate sono state servite solo 2 persone. Nello stesso tempo, veniamo avvisati che alle 19.05 scattava un’azione di sciopero, quindi gli sportelli non opereranno più e si ritornerà il giorno dopo.

Il tempo passava e il signore che veniva servito allo sportello n.3 stava lì da una buona mezz’ora. Mi avvicino allo sportello e chiedo all’impiegata: “scusa questo sportello è adibito per il ritiro o la spedizione di corrispondenza, state operando in tale senso o state facendo altro?” L’impiegata mi guarda e interdetta, mi fa segno verso il signore che veniva servito al momento, e mi fa capire che sta insiste con altro, difatti da parecchio tempo aveva in mano lo smartphone e discutevano sull’utilizzo di alcune applicazioni.

Allora incomincio ad alzare la voce e dico “scusate voglio sapere se a questo sportello si sta operando secondo l’indicazione del display oppure si sta facendo altro”. Immediatamente interviene una responsabile e mi chiede qual è il problema. Le rispondo che poiché allo sportello n.3 dalle 17.51 alle 19.00 sono state servite solo due persone, ho visto che si stanno facendo operazioni diverse da quello che dice il display. La responsabile senza rendersi conto se fosse vero mi dice: “come fa ad affermare questo?”. Le rispondo: “guardi sul ticket che ho preso al distributore automatico all’ingresso, c’è scritto: SPEDIZIONI, RITIRI E SERVIZI AL CITTADINO, possiamo verificare se effettivamente allo sportello 3 adibito a questo servizio si sta svolgendo questa attività?”

Messa di fronte al fatto si avvicina allo sportello n.3 e immediatamente si rende conto che stanno facendo altro. Mi viene risposto dicendo: “guardi, sicuramente prima hanno svolto un’attività inerente al servizio e solo in un secondo momento è stato chiesto dell’altro”. Mi arrabbio molto ma la cosa finisce li.

Dopo pochi secondi lo sportello si libera, perché le persone stanche di aspettare sono andate via. Oggi, nel tempo dell’era informatica dove tutto è accelerato al massimo, in un’ora e dieci minuti si servono solo due persone per il ritiro della corrispondenza, sono entrato che veniva servito il n.89, poi è stato servito il 91 e io col 96, gli altri stanchi di aspettare sono andati via.

Ma la cosa non finisce qui, consegno la cartolina a me intestata con su il numero della raccomandata da ritirare e l’addetta mi fornisce un modulo da compilare con tutti i miei dati. Mentre lo compilo l’impieginterno-ufficio-postaleata va a prendere la raccomandata e dispiaciuta si accorge che la raccomandata non è intestata a me e dice: è del condominio. Le chiedo: “ma porta il mio nome? Sulla raccomandata c’è scritto il mio nome e cognome?” Mi risponde di no. Allora chiedo: “ma al posto del nome cosa sta scritto?” Risposta: “condominio via XXXXX”.

Allora dico: “mi scusi, come si fa a compilare un avviso di ritiro di raccomandata mettendo su un nome che non corrisponde al reale?” L’impiegata mi risponde che l’errore è stato commesso dal portalettere. Strappo il modulo che avevo compilato e arrabbiatissimo vado via.

Ora mi chiedo: è normale tutto questo? E’ normale che la nostra cultura acquisita come gestore di un servizio pubblico, ci spinge a mentire pur di non ammettere che un’impiegata, non ha avuto il corretto comportamento professionale di dire ad un fruitore del servizio “questo sportello svolge il ritiro e la spedizione di corrispondenza”? E non voglio affrontare un principio per me prioritario. Cioè, che se entro in un ufficio pubblico alle 17.51 tutti quelli che entrano dopo devono essere serviti dopo di me.

Oggi invece regna la confusione totale, non si può protestare per le lunghe attese, perché se si fa notare che stai aspettando da ore e chi è entrato da poco viene servito prima di te, ti rispondono così: “non dipende da noi, il sistema viene gestito da Roma”.

Così, prima i governi nazionali hanno operato per il decentramento, in modo che si avvicinasse al cittadino chi prende le decisioni, poi si adottano sistemi per riaccentrare i poteri riallontanandoli dai cittadini”.

Carlo Antonio Resta