Domenica 08 Dicembre 2019
   
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L’ultimo saluto ad Antonio Leonardo (Ninnì) Losito

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losito-leonardo-varsavia E’ venuto improvvisamente a mancare all’età di 68 anni a causa di un infarto il professor Leonardo A. Losito di cui spesso abbiamo ospitato gli scritti. L’ultimo saluto avrà luogo il 30 luglio alle 16.15 nella chiesa di Santa Lucia a Gioia.

Legatissimo alla sua città, alle sue radici, pur se residente a Varsavia, ogni qualvolta gli era possibile era qui da noi, accolto con infinito affetto dai suoi familiari, dalla sua mamma Beatrice, dalle amate sorelle Marilù ed Angela, dal cognato Gino, dagli amici di sempre, con cui anche a distanza coltivava un sincero rapporto di amicizia, a tratti dai toni goliardici, ma autentico e sempre rispettoso.

Ricordiamo le sue “gesta” ai tempi del liceo, lo scherzo alla professoressa che gli costò la bocciatura, le passioni giovanili, gli amori, la garbata ironia con cui affrontava tutti i problemi e le disavventure della vita che pur tanti onori e tanta gloria gli ha riservato.

Il malore è sopraggiunto a Roma in un momento di allegria e spensieratezza, accanto alosito-grasso-varsavia-ppl figlio Silverio, pochi giorni prima del ritorno a Gioia. Al suo capezzale nella capitale anche il fratello Danny, noto cantante come lui spesso in giro per il mondo.

Poligrafo, educatore e conferenziere, classicista di formazione, aveva studiato e insegnato in varie e prestigiose Università, sia statali che private, europee e statunitensi, la NYU Fulbrighter e Salzburg Fellow in American Studies: in particolare, nel settore degli International Studies, con corsi a Varsavia presso il Collegium Civitas (PKiN) e a Roma alla Link Campus University of Malta.

Organizzatore culturale e promotore di fama internazionale del nostro sistema-Paese, si era da ultimo concentrato sui nessi scientifico-culturali e spirituali (oltre che sui non minori interessi economico-finanziari) storicamente esistenti tra Italia e Polonia. Giornalista freelance spesso corrispondente da teatri operativi geo-strategicamente sensibili, si definiva “inguaribilmente appassionato di storia e valori militari!”

Ninnì amava molto la sua città, ogni settima27264398955-53e97e8816-zna leggeva “in differita” in Polonia il nostro settimanale ed era più informato di molti gioiesi sulle vicende locali. La sua curiosità, la sua attenzione, il suo rispetto erano infiniti. Ogni qualvolta ci si sentiva, non mancava di mandare i saluti a Peppino Vasco, all’amico Mimmo Szost, a Paolo Covella con cui avrebbe volentieri avviato un pubblico talk show per confrontarsi su temi divergenti.

Appassionato di storia, nel 2013 scrisse “Bergamaschi in Polonia. Ricordi della spedizione di Francesco Nullo nel 1863”, dedicato al garibaldino eroe nazionale in Polonia, morto nel 1863 a Krzykawka mentre combatteva contro le truppe zariste. Nel maggio del 2016 pubblicò “Guerra fredda e Aereonautica Militare”, un’opera storica in cui si tracciano i lineamenti di un periodo importantissimo che va dalla Seconda Guerra Mondiale fino alla caduta del muro di Berlino, raccontando una guerra mai combattuta in campo aperto, ma che ha impegnato in una lunga ed estenuante contrapposizione la NATO.

Il 16 dicembre scorso accompagnò a Gioia Anna Maria Anders, Senatrice e Ministro della Repubblica Polacca per il Dialogo Internazionale in occasione della inaugurazione della stele commemorativa in onore di suo padre,il Generale Wladyslaw Anders del II Corpo d'Armata che ha combattuto per liberare l'Italia dal nazismo, di stanza a San Basilio Mottola e Gioia del Colle.

IL RICORDO DEGLI AMICI

Grazie al contributo del professor Mimmo Traversa già Vice Preside dell’I.T.I.S. “G. Galilprof-Mimmo-Traversaei” di Gioia del Colle, ora sezione dell’ IISS “Ricciotto Canudo”, abbiamo appreso che Ninnì aveva anche insegnato in qualità di docente di ruolo di Lettere presso il “Galilei” nell’anno di prova che aveva preceduto l’immissione nei ruoli ordinari della Scuola Secondaria di Secondo grado.

“Negli anni trascorsi all’ITIS, di cui 35 nel ruolo di vicepreside, sono stato ‘compagno’ di viaggio di Ninnì e posso affermare che ha instancabilmente forgiato le menti e formato le coscienze di numerosi alunni che ancor oggi hanno un meraviglioso ricordo di lui. Uno per tutti: Maurizio Montenegro, che lo ha avuto come docente nell’ultimo anno di studi, il quale confessa di dovergli molto per le tante cose fatte comprendere anche a livello extrascolastico.” 

“Quello degli “ex alunni” - dichiara Traversa - è il riconoscimento più grande: peccato che arrivi ‘dopo’.... Certo, se per Galantuomini come Ninnì arrivasse anche il riconoscimento della professionalità e delle competenze della Scuola e della Città non sarebbe cosa sbagliata.”

“Quando ho appreso della prematura scomparsa di Ninni Losito - dichiara Augusto Angelillo - ho pensato che un altro pezzo della mia storia è andato via. Con lui ho condiviso per un breve periodo una pagina importante della mia vita, con lui e una trentina di persone fondammo alla metà degli anni ‘70 l'ARCI e lui ne fu il presidente. Un momento fondamentale per un giovane di circa diciotto anni che era alla ricerca di un perché delle cose e Ninni Losito mi aiutò ad un profondo Discernimento... Per questo lo ringrazio e lo ricorderò nei miei pensieri e nel mio cuore.”

Anche l’assessore alla Cultura Lucio Romano lo ricorda con stima ed affetto.

 Lucio-Romano“Sono passati alcuni anni ormai da quando Ninnì è entrato nel novero delle mie amicizie più curiose e più belle. Con le caselle di posta elettronica intasate dai suoi mille scritti, incominciammo ad organizzare insieme la giornata della memoria del 27 gennaio di qualche anno fa, decidendo insieme con Piero Longo di proporre alla città di Gioia una rievocazione diversa della shoah con ospiti che sarebbero venuti sin dalla Palestina e da Israele; fu così che incominciammo ad inviarci scritti di intese con cerimoniali e protocolli da rispettare, musiche di sottofondo da far ascoltare agli ospiti del teatro Rossini, testi da declamare, interpreti da procacciare che conoscessero inglese, tedesco ed anche l’israeliano. Io da Gioia e lui da Varsavia: ogni santo giorno al ritmo di almeno una mail ogni dieci minuti! Ninnì era entusiasta di quell’evento: due giorni di lavori, meeting, incontri e dibattiti con sullo sfondo anche il cimitero islamico che stava nascendo qui a Gioia come novità sconvolgente in quanto partorito dalla volontà di un Sindaco storicamente nero e convintamente di destra. Bisognava, tra gli altri incumbenti previsti dal cerimoniale del prof. Losito, andare a prelevare dall’aeroporto di Palese la giovane Livia Link, il ministro israelita ospite a Gioia nel parterre delle personalità previste nella nostra città per la celebrazione della giornata della memoria. Necessitava anche allestire il teatro con i candelieri per la preghiera comune e recuperare i copricapo che Ninnì pretendeva tutti dovessero indossare per la importante cerimonia in teatro. Lui, tranquillo e serafico, rassicurava la mia ansia ben nota, con i suoi discorsi infiniti e per nulla pertinenti circa quello che stava per accadere in città e per cui - al contrario - era necessario tempo e concentrazione adeguata; ma niente... lui continuava a parlare, a passeggiare inutilmente ed a perdere tutto quel tempo prezioso che poteva invece dedicare alla serata che di lì a pochissimo avrebbe avuto inizio. Andò tutto meravigliosamente bene: Livia Link recuperata dall’aeroporto, il teatro stracolmo di gente con il Sindaco e Nininì al leggio a declamare in lingua italiana, inglese e palestinese una preghiera a suffragio delle anime trucidate dai tedeschi in uno scempio di anime e di vite innocenti. Ogni volta che tornava a Gioia non mancava la chiacchiera con me, la domanda sul mio lavoro, il saluto per Germana (usciamo a cena insieme...?), sul mio impegno in politica (... muoviti...!), sulla cultura (“che bello quello che fai: complimenti”), sulle iniziative di Palazzo Romano, sui suoi libri sulla guerra fredda, sul Commissario Postiglione, sul cippo di Piazza Pinto e la bandiera della Polonia (... Ninni’, che c’entra il generale Anders con Gioia...?). Da ultimo si è detto felice del mio impegno con (r)INNova e della mia nomina ad assessore alla Cultura. L’ultimo messaggio è di mercoledì 24 luglio: mi chiedeva di presentare un libro con un generale dei Carabinieri che si occupava di furti di opere d’arte: mi diceva che a fine luglio sarebbe tornato a Gioia ad abbracciarmi e pensare insieme un’altra delle sue. Il tempo non c’è stato! Addio Ninni’... (o forse arrivederci!)”

A lui dedica questa poesia il professor Giovanni Vasco, insieme ad una foto scolastica tratta dall’archivio di Mimmo Donvito.

“PENSANDO A NINNI’ LOSITO“ (27 luglio 2019)

(Ninnì era affascinato dal mondo delle magie: ora è entrato nella magica armonia del Divino...)

Parlava il Professore

Di incanti eNinn-Losito-seconda-fila-primo-da-dx-foto-Mimmo-Donvito
Di illusioni
Gli occhi
Fissi
Al cielo
E ci portava
In volo
Oltre le
Finestre
E le sbarre
Della scuola
Noi si volava
In aula
Non c’eravamo
Più
Torna
Alla fine
Il giorno
Finisce
Anche
La fiaba
L’incanto
E quei momenti
Non torneranno
Più

Il più sincero cordoglio della redazione va a tutta la sua famiglia ed ai figli Silverio, Beatrice, Bruno e Federica.

 
 

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