Allagamenti. Problema mai risolto. A rimetterci sono sempre i cittadini

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allagamenti Il nubifragio nel pomeriggio del 13 luglio ha creato non pochi problemi alla città, non solo per i fiumi d’acqua che hanno invaso le strade, garage, tavernette e locali a pianterreno, ma anche per le difficoltà incontrate dai residenti “al di là” del muro di via Dante per raggiungere casa o il centro della città. Infatti subito dopo l’acquazzone le pompe del sottovia hanno smesso di funzionare, inondandolo, tanto che si è reso necessario transennare i due ingressi, senza però intervenire. Fino alle 21 la situazione era immutata…. Il problema è che le alternative - raggiungere via Giovanni XXIII superando il ponte per poi girare a destra e raggiungere l’incrocio con via Santeramo all’altezza dell’ex Caseificio Capurso o provenendo dal lato opposto, da via vicinale Milano -, hanno portato a percorsi lunghi diversi chilometri e perdite di tempo.

Se il sottovia presentaallagamenti le sue criticità, le vie del paese non sono da meno. Le caditoie otturate hanno impedito all’acqua di sgombrare le strade, preservando dagli allagamenti.

Sulla questione “caditoie” è intervenuto l’ex vice sindaco Enzo Cuscito esortando il sindaco Giovanni Mastrangelo a far rispettare alla Navita il contratto che prevede la pulizia gratuita di tutte le caditoie in particolare in caso di annunciata calamità.

“A seguito dell'allerta meteo nota da tempo, con rischio piogge intense e bombe d'acqua, spero e voglio augurarmi che il Sindaco abbia provveduto ad incaricare la ditta Navita Srl della pulizia delle centinaia di caditoie e bocche di lupo sparse per la Città, ed in particolare presso le zone sensibili. Soprattutto a seguito degli eventi meteo di mercoledì scorso che avranno sicuramente determinato un intasamento dei canali di scolo sotterranei. Ricordo al Sindaco di Gioia che sono previsti nel contratto interventi capillari, annuali e gratuiti. Interventi non affidati semplicemente alla buona volontà delle associazioni di volontariato ma attuati da ditte specializzate. Il volume degli allagaallagamentimenti mi porta a dubitare, ma spero di sbagliarmi. Ho visto delle foto del pregevole lavoro di Gioia Soccorso e non mi sono parse molto pulite. Ti invito semplicemente a verificare se gli interventi previsti per contratto sono stati effettuati e se non era necessario in questi giorni chiedere un intervento capillare. Cosa che credo tu abbia fatto. Sappiamo quanto sia anomalo questo meteo, proprio per questo non si può abbassare la guardia.

A conferma dell’impegno dei volontari, sul profilo di Gioia Soccorso qualche ora prima che si scatenasse l’inferno, erano state pubblicate delle foto che mostrano i volontari intenti alle pulizie delle grate e dei pozzetti. Lo stesso Nicola Partipilo suggeriva ai cittadini ad aver cura in prima persona di quella parte di territorio in cui si vive.

Il Sindaco ha risposto a Cuscito che le caditoie erano state pulite, senza però precisare se a farlo fossero stati i volontari o la Navita. Tra i luoghi transennati, anche via Zingari nei paraggi del teatro Rossini, a causa dello sprofondamento di un tombino.

Allagamenti che a dispetto delle parole di assicurazione del Sindaco e le foto dei volontari, ci sono stati e purtroppo in gran parte del paese. Cosa saallagamentirebbe successo se non ci fosse stato alcun intervento? Non osiamo pensarlo. Eppure le allerte della Protezione Civile, ma non solo, in questa ultima settimana ci sono state e sono state anche rese note dagli organi di stampa.

Sulla via per Acquaviva, per esempio, su cui convoglia la maggior parte dell’acqua piovana della zona Nord/Ovest di Gioia, da quanto tempo non si provvede a ripulire dai detriti di ogni genere, rami compresi, il canale di scolo che costeggia l’ex Cantina Sociale?

I tubi di scorrimento, non solo le grate, di via Ricciotto Canudo, via Mergellina, via Giuseppe del Re e via Pozzoronco, altra zona critica situata a Sus-Est, da quanto tempo non vengono drenati? Tutti i danni procurati da questa scarsa manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, della rete di captazione delle acque meteoriche, chi li paga?

Le decine e decine di proprietari o utilizzatori dei locali invasi e sommersi dalle acque piovane, siano essi privati, commercianti, professionisti o imprenditori, tra cui anche una nota banca, i cui impiegati e correntisti restano prigionieri al suo interno, a quale santo devono rivolgersi per ottenere un minimo di attenzione affinchè questi disagi abbiano una fine?

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