Lunedì 16 Dicembre 2019
   
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Allagamenti. Problema mai risolto. A rimetterci sono sempre i cittadini

allagamenti

allagamenti Il nubifragio nel pomeriggio del 13 luglio ha creato non pochi problemi alla città, non solo per i fiumi d’acqua che hanno invaso le strade, garage, tavernette e locali a pianterreno, ma anche per le difficoltà incontrate dai residenti “al di là” del muro di via Dante per raggiungere casa o il centro della città. Infatti subito dopo l’acquazzone le pompe del sottovia hanno smesso di funzionare, inondandolo, tanto che si è reso necessario transennare i due ingressi, senza però intervenire. Fino alle 21 la situazione era immutata…. Il problema è che le alternative - raggiungere via Giovanni XXIII superando il ponte per poi girare a destra e raggiungere l’incrocio con via Santeramo all’altezza dell’ex Caseificio Capurso o provenendo dal lato opposto, da via vicinale Milano -, hanno portato a percorsi lunghi diversi chilometri e perdite di tempo.

Se il sottovia presentaallagamenti le sue criticità, le vie del paese non sono da meno. Le caditoie otturate hanno impedito all’acqua di sgombrare le strade, preservando dagli allagamenti.

Sulla questione “caditoie” è intervenuto l’ex vice sindaco Enzo Cuscito esortando il sindaco Giovanni Mastrangelo a far rispettare alla Navita il contratto che prevede la pulizia gratuita di tutte le caditoie in particolare in caso di annunciata calamità.

“A seguito dell'allerta meteo nota da tempo, con rischio piogge intense e bombe d'acqua, spero e voglio augurarmi che il Sindaco abbia provveduto ad incaricare la ditta Navita Srl della pulizia delle centinaia di caditoie e bocche di lupo sparse per la Città, ed in particolare presso le zone sensibili. Soprattutto a seguito degli eventi meteo di mercoledì scorso che avranno sicuramente determinato un intasamento dei canali di scolo sotterranei. Ricordo al Sindaco di Gioia che sono previsti nel contratto interventi capillari, annuali e gratuiti. Interventi non affidati semplicemente alla buona volontà delle associazioni di volontariato ma attuati da ditte specializzate. Il volume degli allagaallagamentimenti mi porta a dubitare, ma spero di sbagliarmi. Ho visto delle foto del pregevole lavoro di Gioia Soccorso e non mi sono parse molto pulite. Ti invito semplicemente a verificare se gli interventi previsti per contratto sono stati effettuati e se non era necessario in questi giorni chiedere un intervento capillare. Cosa che credo tu abbia fatto. Sappiamo quanto sia anomalo questo meteo, proprio per questo non si può abbassare la guardia.

A conferma dell’impegno dei volontari, sul profilo di Gioia Soccorso qualche ora prima che si scatenasse l’inferno, erano state pubblicate delle foto che mostrano i volontari intenti alle pulizie delle grate e dei pozzetti. Lo stesso Nicola Partipilo suggeriva ai cittadini ad aver cura in prima persona di quella parte di territorio in cui si vive.

Il Sindaco ha risposto a Cuscito che le caditoie erano state pulite, senza però precisare se a farlo fossero stati i volontari o la Navita. Tra i luoghi transennati, anche via Zingari nei paraggi del teatro Rossini, a causa dello sprofondamento di un tombino.

Allagamenti che a dispetto delle parole di assicurazione del Sindaco e le foto dei volontari, ci sono stati e purtroppo in gran parte del paese. Cosa saallagamentirebbe successo se non ci fosse stato alcun intervento? Non osiamo pensarlo. Eppure le allerte della Protezione Civile, ma non solo, in questa ultima settimana ci sono state e sono state anche rese note dagli organi di stampa.

Sulla via per Acquaviva, per esempio, su cui convoglia la maggior parte dell’acqua piovana della zona Nord/Ovest di Gioia, da quanto tempo non si provvede a ripulire dai detriti di ogni genere, rami compresi, il canale di scolo che costeggia l’ex Cantina Sociale?

I tubi di scorrimento, non solo le grate, di via Ricciotto Canudo, via Mergellina, via Giuseppe del Re e via Pozzoronco, altra zona critica situata a Sus-Est, da quanto tempo non vengono drenati? Tutti i danni procurati da questa scarsa manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, della rete di captazione delle acque meteoriche, chi li paga?

Le decine e decine di proprietari o utilizzatori dei locali invasi e sommersi dalle acque piovane, siano essi privati, commercianti, professionisti o imprenditori, tra cui anche una nota banca, i cui impiegati e correntisti restano prigionieri al suo interno, a quale santo devono rivolgersi per ottenere un minimo di attenzione affinchè questi disagi abbiano una fine?

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Commenti  

 
#10 DX 2019-07-15 19:30
Che si chiami Navita,..che si chiami Spes,.. che si chiami "Pasquale" continueremo ad affogare e basta.
..E le strade sporche, e l'erba alta sotto i marciapiedi, e le pattumiere piene alle "dieci di mattina". Poi dice che uno si butta a "DX" e diventa cattivo.

La Redazione
E oltre un anno di un inutile ed evanescente commissariamento ha dato il colpo di grazia, vero? Chi si dovrebbe...ringraziare per tutto questo?
Saluti
 
 
#9 Mario longo 2019-07-15 17:58
Qualcuno ha dimenticato che quando c'è stata l'amministrazione lucida non ci sono stati allagamenti. Ci sono state piogge ma allagamenti non ce ne sono stati. Enzo Cuscito con la Protezione Civile era sempre attivo e non vanno dimenticate le due nevicate, fu ben organizzato tutto e le strade gioiesi tornarono ben presto percorribili.
 
 
#8 gioiese arrabbiato 2019-07-15 11:54
Quello che è accaduto l'altro giorno è sicuramente un evento "eccezionale", a nulla sarebbe servito avere il canale di scolo pulito o le caditoie, seppure concordo sul fatto che dovrebbero essere continuamente manutenuti.
Ma quantità di acqua è stata tale che la fogna bianca è esplosa. In corrispondenza dell'incrocio tra via Giulio Pastore e via Federico Fellini è saltato il tombino e l'acqua fuoriusciva copiosa, così come usciva dalle stesse caditoie.
Foerse andrebbe data una controllata anche allo scarico creato anni fa sul rondò.

La Redazione
Se i tubi non vengono mai o raramente puliti, è normale che ciò prima o poi possa accadere, visto che con i detriti accumulati al loro interno il diametro diminuisce e con esso la capacità di contenimento e deflusso delle acque raccolte.
Saluti
 
 
#7 Luciana 2019-07-15 07:14
Tutti bravi ad incolpare le amministrazioni passate e presenti ma ad otturare le griglie di scolo sono spesso i rifiuti buttati per la strada e a farlo non credo siano i sindaci.

La Redazione
Con il porta a porta e le decine di portarifiuti pubblici la situazione doveva essere migliorata, più che peggiorata. Il problema non sono solo le foglie, o le carte, ma ben altro.
Saluti
 
 
#6 Tutto Allagato 2019-07-15 06:41
La colpa è di Colacicco che con le sue stupidaggini ha otturato qualsiasi cosa, anche le caldatoie.
 
 
#5 Antonio G. 2019-07-14 17:58
SINDACO MENO SELFIE E PULIRE LE CADITOIE!
 
 
#4 Francesco R 2019-07-14 17:47
Che tristezza: ognuno scarica sul vecchio governo della città o al limite sul fatto che si é trattato di un evento eccezionale . Pochi, come al solito, si rimboccano le maniche e troppi sono gli esperti ora ingegneri ora novelli professionisti della protezione civile. Aspettiamo attoniti il prossimo cataclisma
 
 
#3 Sannace 2019-07-14 16:23
Obiettivamente la portata dell'evento è stata eccezionale. Caditoie, canali di scolo ecc avrebbero dovuto avere sezione e portata almeno quattro o cinque volte superiori per limitare i danni, ma l'infrastruttura del paese, del centro storico e delle periferie, al momento non è all'altezza per far fronte simili eventi. Non per negligenza, ma per oggettiva infrastruttura calibrata sul portato degli eventi passati. Ora occorre pensare diversamente, agli eventi estremi finora mai accaduti
 
 
#2 Cittadino comune 2019-07-14 16:21
Tutti bravi ad incolpare il sindaco: si è insediato da un mese circa e ora deve fare il miracolo. L'amministrazione precedente ha mai provveduto a pulire le griglie? A me non sembra affatto.
 
 
#1 Vittorio 67 2019-07-14 14:33
Non dimentichiamo i residenti della 167 in particolar modo quelli della ex Coop. Esperia di via De Nicola ang. via Einaudi
 

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