Sabato 17 Agosto 2019
   
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A.GI.Le. Giuseppe Falcone: “Il comparto gioco legale è in ginocchio”

sapar conferenza gioco d'azzardo

sapar conferenza gioco d'azzardo “Ieri, mercoledì 6 febbraio, presso la sala stampa della Camera dei Deputati a Roma, si è tenuta la conferenza stampa sugli effetti del Decreto Dignità sul “comparto giochi legali”, promossa da Sapar (gestori, installatori e produttori di macchine da intrattenimento) e Associazioni del Gioco Legale, tra cui A.GI.Le, rappresentata dal gioiese Giuseppe Falcone.

Nel corso della conferenza (attraverso un cartellone esplicativo Sapar) è stato possibile spiegare innanzitutto quali ruoli vengono svolti dalle imprese e dalle attività del comparto giochi; che si tratta di attività regolarmente autorizzate, dalle quali lo Stato ricava ingente denaro che costituisce una porzione rilevantissima delle entrate del suo bilancio, su cui il Governo ha concentrato la propria manovra economica (quota 100, reddito di cittadinanza ecc...).

Da parte di tutti i presenti, anche alcuni Deputati di opposizione (Michela Rostan - LeU; Mauro D’Attis - FI; Carmelo Miceli e Ubaldo Pagano - Pd), l’attenzione si è concentrata sulla possibilità, inserita da questo Governo nel Decreto Dignità, di emanare entro sei mesi una normativa uniforme. Sei mesi che scadono a giorni, senza però che ad oggi si abbia notizia di alcun decreto emanato in merito, nemmeno di una bozza di disegno di legge. Ciò che è certo, invece, è che lo Stato da un lato combatte tutto il comparto del gioco legale e dall’altro chiude queste attività con un inutile distanziometro dai punti sensibili. Salvo decidere di aumentare la tassazione per incrementare le entrate.sapar conferenza gioco d'azzardo

A tale proposito, si è sottolineato che in questa situazione di difficoltà è a rischio l’attività di 5.000 aziende e il futuro di 150.000 lavoratori e rispettive famiglie.

Si è deciso quindi di chiedere allo Stato di chiarire questa pseudo lotta al gioco legale e di conseguenza di prendere una posizione netta in materia. Avere cioè il coraggio di vietare tutte le tipologie di gioco in Italia, di dire che in Italia non si può giocare legalmente, e quindi di prendersi la responsabilità di far spostare il gioco legale nel gioco illegale,quest’ultimo gestito come ben sappiamo della criminalità organizzata.

Inoltre, si è chiesto il riconoscimento giuridico di tutte le attività del comparto legale quale presidio alla legalità, in virtù dei controlli costanti che tali attività ricevono da parte dello Stato che ne attesta la correttezza.

Un incontro che si è concluso con la richiesta ufficiale di un incontro con il Governo e con l’annuncio di una manifestazione nazionale di indetta da tutte le Associazioni di categoria per il 20 febbraio.”

Giuseppe Falcone
Presidente Associazione Gioco Legale A.GI.Le

 

Commenti  

 
#8 Gennaro Gelmini 2019-02-12 09:24
Nel settore del gioco legale c'è un' incredibile ignoranza e rimango stupito che anche "La Redazione" ne faccia parte. Dai dati ufficiali dell' agenzia delle dogane e dei monopoli bisogna prendere come riferimento la spesa effettiva(la differenza tra quanto giocato e le vincite) e da li partire per poter fare un discorso serio e corretto.

La Redazione
La nostra domanda era molto semplice, che non riguardava il soggetto finale, cioè il gestore delle sale o i tabaccai, i bar ecc. ecc., ai quali è riconosciuta una percentuale ben precisa sul volume d'affari da loro prodotto in quel settore, ma chi è molto più in alto. Le società a cui sono state date le concessioni. Il loro volume d'affari è ben determinato? E la loro tassazione nei confronti dello Stato a quanto ammonta?
Saluti
 
 
#7 #7 Abruzzo 2019-02-11 16:45
Sul gioco d’azzardo l’Italia, per tramite della politica, ha operato sul gioco la più pericolosa inversione di marcia che si potesse immaginare. Nell’arco di pochi mesi, ovvero dall’insediamento del nuovo governo, si è passati dalla ‘confusa’ ludofobia diffusa al proibizionismo ‘condizionato’ del governo giallo-verde, dove il giallo, su questo tema, ha convenzionalmente più voce in capitolo sul verde.

Sul dramma che si è consumato negli ultimi mesi nel nostro paese a suon di norme che hanno portato al divieto assoluto di comunicazione sull’offerta di gioco legale e gli aumenti (senza alcuna logica se non quella di garantire ‘formalmente’ nuove entrate fiscali) delle imposte, aspettava solo di confrontarci con l’industria del gioco europea, se non addirittura mondiale. Nei giorni scorsi a Londra,in occasione di ICE 2019, c’erano un po’ tutti. Occasione deputata al confronto e agli incontri che contano, e quale migliore occasione per parlare della tempesta proibizionista italiana (chiamarla vento sarebbe riduttivo).

Ti aspetti regolatori e industria pronti ad alzare gli scudi contro quella che potrebbe rivelarsi la pericolosa deriva del populismo strisciante: quale altro tema si presta più del gioco d’azzardo a raccogliere facili (ed economici) consensi?

E invece ci accorgi che paradossalmente il modello su cui sta puntando il legislatore italiano per ridurre e scongiurare i rischi del gioco d’azzardo (e di conseguenza tutti gli interventi collegati) rappresentano l’occasione ideale per convincere tutti che l’idea di Di Maio & Co. rappresenta quanto di più sbagliato si possa fare.

Niente toni scandalizzati, niente decise prese di posizioni da parte della ‘comunità’ europea e mondiale. Quella dei politici italiani e l’ennesima ‘sparata’ di una classe politica la cui credibilità è davvero ai minimi storici.

Il mondo dei giochi ha deciso di stare sula sponda e aspettare. In tema di regolamentazione l’Italia sta dando il peggior esempio che si potesse immaginare, sbiadito ricordo di un modello che poteva insegnare qualcosa a tutti. Il fallimento del proibizionismo italiano arriverà, ai danni purtroppo dell’industria legale italiana e con sommo piacere di quelli che altrove stanno perdendo fette di mercato importanti a causa di serie politiche di contenimento dell’offerta non regolamentata.

L’industria estera a quel punto avrà la migliore occasione per poter dire che tutto si può fare, meno che seguire l’esempio italiano. E queste è anche la ragione per cui, tutto sommato, c’è una certa indifferenza rispetto a quello molti, proprio a Londra, ‘a telecamere spente’, liquidava come la marachella di un ragazzino capriccioso.

La Redazione
Si stima che solo tra il 2016 e il 2017 solo in Italia ci sia stata una "spesa in slot machine e videopoker pari a quasi 16 miliardi di euro, una cifra che cresce fino a 98 miliardi se si includono anche il poker, le scommesse sportive e i gratta e vinci. Con una spesa pro capite di circa 400 euro al mese, gli italiani si collocano al primo posto in Europa in questa classifica". Considerando queste cifre, qualcuno sa esattamente a quanto ammontano (in percentuale) le tasse pagate a fronte di questo incredibile introito?
Saluti
 
 
#6 Andate a zappare 2019-02-10 00:18
Giusto per capire di cosa parliamo il signore in questione sta per candidare.... un parente diretto...... con Mastrangelo.
 
 
#5 Tituccio 2019-02-09 08:56
Ormai queste slot le troviamo ovunque. Tra un po’ le metteranno anche al cimitero
 
 
#4 Gennaro Gelmini 2019-02-09 00:38
Tutto giusto quello che scrivete in questi commenti ma allora perché non chiudere le tabaccherie che provocano il cancro, i bar e supermercati che provocano l' alcolismo,i distributori automatici che vendono la marijuana ecc..
 
 
#3 Cinquestelle 2019-02-08 12:41
Ma i cinquestelle non dovevano ricavare un sacco di soldi dalla tassazione del gioco d'azzardo e dalle slot? Tornando all'articolo,non ho ancora visto un esercente di queste attività del vizio piangere la fame.
 
 
#2 Pippo 2019-02-08 03:15
E delle famiglie rovinate da queste attività di gioco legale
Cosa ne dite
 
 
#1 Spennato 2019-02-07 23:29
Il dramma delle tante famiglie ridotte alla fame ormai da questi infernali esercizi spenna-polli...ne vogliamo parlare? In ginocchio sono le famiglie non altri!!!........
 

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