Domenica 18 Novembre 2018
   
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Nuovo furto nel Centro di Ascolto. Nonostante le telecamere

furto centro di ascolto

furto centro di ascolto Non accenna a smorzarsi la recrudescenza di furti a Gioia. Nei giorni scorsi risulta siano state rubate numerose auto di valore in città, mentre è di oggi la notizia dell’ennesimo furto ai danni del Centro di Ascolto “Dal silenzio alla parola”.

Tra le tre e le quattro della notte del 28 ottobre, un individuo si è introdotto nella sede del Centro in via Jacopo Sannazzaro attraverso la finestra, sollevando la tapparella ed ha messo tutto a soqquadro alla ricerca di refurtiva.

Avendo trovato ben poco, solo 30 euro, ha ben pensato di portar via le trenta confezioni di pannoloni custoditi nell’ambulatorio. Il tutto nonostante il Centro e le altre sedi siano sorvegliate dalle telecamere generosamente messe a disposizione dall’ingegner Nino Romano.

La presidente del Centro di Ascolto, Rosanna D’Aprile, ha sporto denuncia contro ignoti, anche se è fondato il sospetto che ad agire possa essere stata una persona che frequenta il centro, forse proprio un assistito, in quanto la chiusura della serranda della finestra era stata bloccata dall’inserimento di un pacchetto di sigarette e questo ha permesso al ladro di poterla sollevare ed entrare.

Desta sconforto il fatto che le manovre per portar fuori l’ingombrante refurtiva e il successivo spostamento della stessa, non abbiano allertato chi a quell’ora comunque è passato in auto dalla strada e non può non aver notato il movimento.

Proprio la settimana scorsa sulle pagine del settimanale “La voce del paese” avevamo furto centro di ascoltopubblicato i ringraziamenti di Rosanna D’Aprile rivolti alla ditta Tecnova srl dell'Ing. Nino Romano che ha donato un sistema di videosorveglianza per le sedi del Centro. “Con questo splendido regalo molto innovativo e professionale - ha affermato in quell’occasione Rosanna D’Aprile -, siamo in grado anche tramite App sullo smartphone di controllare facilmente in ogni momento tutte le nostri sedi, sperando di scongiurare in futuro atti intimidatori come gli ultimi subiti.”

Ed è proprio questa l’unica consolazione per la presidente, che non si tratti di dispetti o atti di intimidazione, ma frutto della disperazione di chi, per quanto aiutato, ha preferito “mordere” la mano tesa, creando inoltre il disagio di dover rimettere tutto a posto.

 

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