Giovedì 18 Ottobre 2018
   
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“Per Alessio, per tutti” - cordata per salvare un bimbo dalla morte

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tutti-per-alessio Nei giorni scorsi un appello è apparso in rete… “per Alessio, per tutti - non sappiamo per chi doniamo, ma sappiamo perché”. Alessio è un bimbo di 4 anni di Matera che necessita di trapianto di midollo osseo per sfuggire alla morte… non gli resta molto tempo, se entro dicembre non troverà un donatore compatibile, non sopravviverà.

Maria Stea, presidente Admo Puglia, lancia lo slogan che l’Admo di Altamura, ha creato per invitare tutti alla tipizzazione per sconfiggere la leucemia ed altre malattie del sangue in questo suo appello.

“Parte anche il mio appello personale per Alessio, il bimbo di Matera che cerca il compatibile da registro e ancora non c'è e purtroppo come lui tanti sono in attesa del “Tipo giusto”, di quell'1 su 100 mila, questa la possibilità di trovare il proprio fratello genetico al mondo. Il concetto quindi è che più siamo meglio è … solo così ogni ammalato oncoematoligico che necessita di trapianto ha la possibilità di rinascere e questo solo grazie a un donatore. L'importante è iscriversi e mettersi a disposizione a livello mondiale, perché pensate che il nostro gemello di midollo potrebbe essere in una qualsiasi parte del mondo....

Vorrei precisare a quanti in questi giorni si stanno iscrivendo ad Admo e al registro che questo gesto è un grande atto d'amore e che in Italia e nel mondo ci sono tanti Alessio, tante famiglie che vivono il dramma di queste malattie, lo sconvolgimento della vita del paziente e di chi sta vicino, il dolore delle terapie e il disagio di essere lontani da casa. Questo gesto deve essere sì per Alessio, ma se non c'è compatibilità con lui e arriva la fatidica chiamata la disponibilità deve essere completa per chiunque... Giovanni, Lucrtutti-per-alessioezia, Sofia, Francesco, Alberto....

Tutti coloro che sono in buona salute, dai 18 ai 35 anni hanno il dovere morale di iscriversi, basta essere in buona salute ed effettuare un banale prelievo di sangue nei centri preposti. Poi se saremo chiamati e arriveremo al dono, avremo salvato una vita, avremo ridato la possibilità di poter sorridere ancora, abbracciare e baciare, vedere albe e tramonti, correre,studiare....e che sia un bambino, un ragazzo, una mamma, un papà poco importa, avremo salvato qualcuno che senza di noi si sarebbe tristemente fermato.

Quindi contattate le Admo più vicine, recatevi nei centri dove è possibile fare l'iscrizione, in Puglia ce ne sono tanti www.admopuglia.it e diventate potenziali donatori. Solo se saremo tanti salveremo il piccolo Alessio e tutti gli altri bambini che attendono il dono come lui!

Un’ultima cosa… ricordo che oltre alla donazione di cellule staminali, questi e tanti altri pazienti necessitano di trasfusioni di sangue, piastrine....senza questi emocomponenti non potrebbero andare avanti... di qui la forza, la passione....

Quando guardi negli occhi i pazienti e i loro cari, capisci il percorso giusto, la mission...e l'essenza della vita... ci perdiamo troppo in cose futili in questa vita così breve.”

Di seguito la testimonianza di un ventenne di Latiano, Paolo Scarafile, il quale lo scorso anno ha donato le cellule staminali che hanno salvato la vita ad un malato di leucemia che mai conoscerà, pubblicata sul n. 33 de “la voce del paese” che riproponiamo su Gioia Net perché sua la sua “voce” atutti-per-alessio spiegare quanto sia semplice donare la vita.

DONARE CELLULE STAMINALI? È FACILISSIMO!

“Era il mese di novembre 2015 e frequentavo l’ultimo anno al Majorana. Decisi di iscrivermi e qualche giorno dopo feci la tipizzazione che consiste in un prelievo di sangue che consente la mappatura genetica e l’inserimento nel registro internazionale dell’Associazione donatori di midollo osseo.”

Passano gli anni, Paolo si iscrive a Fisica, all’Università di Bari, il suo numero di telefono cambia.

Scopre grazie a face book che lo stanno cercando e che ci sono buone possibilità che sia compatibile per una donazione. Incontra i medici del Policlinico, effettua nuovi prelievi di sangue, riempie questionari, racconta il suo percorso compiuto nell’ultimo periodo. Tutti elementi utili non solo a tutelare il malato ma anche lo stesso donatore.

“Mi ricontattano dopo un mese e mi dicono che la compatibilità è totale. Ogni quattro o cinque giorni vado al Policlinico per effettuare analisi delle urine, emocromo, ecografie, ecocardiogramma. Vogliono essere certi che nessuna influenza esterna possa condizionare la donazione”.

Per cinque giorni si pratica da solo piccole iniezioni sottocutanee che servono ad aumentare il numero delle staminali in attesa della donazione.

“I medici non mi trattavano come un paziente, ma come uno dello staff. Una bellissima sensazione, un percorso condiviso sino all’ultimo.”

Finalmente giunge il giorno della donazione.

“Verso le 9 mi hanno fatto accomodare in una stanzetta del reparto e mi hanno collegato alla macchina: il sangue mi veniva prelevato da un braccio, finiva in un separatore cellulare che raccoglie le staminali, e veniva reinfuso attraverso il braccio opposto”.

La donazione dura quasi cinque ore, con il corriere pronto dietro la porta a partire per la destinazione ignota nella quale il ricevente già attende la sacca per sottoporsi al trapianto, entro le 48 ore successive.

“Mi hanno trattenuto un’oretta per verificare le mie condizioni. Stavo bene, solo un po’ stanco per quelle cinque ore in cui sono rimasto quasi immobile”.

Nulla di invasivo né traumatico… Ed oggi qualcuno vive e sorride grazie al suo gesto.

 

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