Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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Gioia del Colle. Atti intimidatori verso il Centro di Ascolto

centro di ascolto

centro di ascolto Un autunno davvero “nero” per il Centro di Ascolto “Dal silenzio alla parola”, da dieci anni operativo sul territorio con sportelli disseminati per la città.

Nella notte del 20 settembre ignoti hanno appiccato il fuoco all’ingresso di via Jacopo Sannazzaro. Le fiamme fortunatamente non hanno arrecato gravi danni né toccato gli arredi interni. Ed è il secondo atto intimidatorio ai danni del Centro che tempo fa fu vandalizzato a seguito di un furto.

Nei giorni scorsi è anche giunta la richiesta di liberare la struttura di Via Eva che ospita lo sportello “Vestire la dignità”, in quanto indispensabile per le attività dell’istituto, uno “sfratto” che inevitabilmente porterà alla soppressione di un servizio utile ed apprezzato dalla comunità, se non sarà individuata una diversa sede. Né può essere spostato presso lo Sportello Alzheimer sede in via del tutto eccezionale il 13 e 14 settembre del mercatino vintage.

Sono infine giunti due esposti. Il primo per denunciare “luci accese” notte e giorno presso la mensa ospitata nella foresteria della Carano. Il servizio mensa propriocentro di ascolto in questi giorni è più che mai attivo, infatti grazie agli amici del compianto Carlo Marazia, volontario del Centro, due volte la settimana vengono preparati e consegnati a domicilio 25 pasti.

“Gli amici di Carlo in suo ricordo hanno deciso di autotassarsi e continuare la sua opera. Fanno la spesa, cucinano i pasti e li consegnano a domicilio a quelle famiglie con bambini piccoli o anziani per diversi motivi impossibilitati a venire a consumare il pasto a mensa. Un gesto molto bello e significativo. Le luci vengono accese solo nel momento in cui sono presenti i volontari per effettuare le pulizie o preparare i pasti. La denuncia è stata immotivata, inopportuna e tendenziosa, con il solo scopo di screditare il nostro operato ed intimorirci. E non è il primo esposto ricevuto, purtroppo! - dichiara Rosanna D’Aprile, responsabile del Centro -. Parrebbe che atti di carità, quali offrire un tetto ad un padre che ha perso tutto e a suo figlio, che vive con ansia e fragilità questo momentocentro di ascolto di difficoltà, evitando che dormano per strada e possano compiere gesti estremi, sia un delitto. Sono atti di solidarietà di cui dovremmo essere orgogliosi, da condividere, non da denunciare. Tutto ciò ci getta nello sconforto, non è facile accettare che ci sia chi voglia screditarci usando quel che di buono facciamo, ma non per questo ci arrendiamo perché operiamo secondo coscienza, animati dalla fede e dalla carità. Non provo rancore verso chi ci avversa, ma una profonda pietà. Immagino quanta aridità ci sia nei loro cuori se sentono il bisogno di distruggere quello che è stato creato in questi anni con tanto amore e sacrifici. Nel momento in cui il Centro dovesse sospendere le sue attività e chiudere gli sportelli, chi ne trarrà svantaggio sono i più poveri ed indifesi, coloro che la società e le istituzioni hanno già abbandonato al loro destino. E’ questo l’obiettivo che si vuol perseguire?

 

 

Commenti  

 
#5 In_volontaria 2018-09-26 10:52
Il centro di ascolto è un luogo in cui tanti volontari offrono un servizio di grande valore che va riconosciuto. Chiedo a “Volontaria” e alla Redazione alcuni chiarimenti in merito alle attività svolte:
Come mai le parrocchie hanno un servizio di assistenza alle prime necessità nonostante l’associazione è espressione della Caritas interparrocchiale?
L’associazione usa le proprie risorse economiche per pagare le spese degli spazi concessi in comodato dall’amministrazione comunale?
Quali sono state e saranno le attività svolte nel 2018 presso lo sportello Alzheimer?
 
 
#4 Volontaria 2018-09-25 16:30
Cari anonimi....venite e vedete se avete coraggio.
 
 
#3 DX 2018-09-25 15:25
Al centro di via Eva, ho visto con i miei occhi extracomunitari Rumeni o est europei, appostarsi presso i cancelli del centro, per prendere abusivamente indumenti lasciati nei sacchi dai cittadini. E' probabile che essendo diventato un vizio, qualcuno del centro gli abbia redarguiti, e questi ora si vendichino. E' probabile anche che questi soggetti poco raccomandabili ("LI HO VISTI IN FACCIA") pretendano prestazioni benefiche a prescindere dal reale bisogno. QUINDI...
In America gli immigrati venivano selezionati, quindi scelti, attraverso test "psico attitudinali", per valutarne la compatibilità col loro sistema sociale. In Italia invece facciamo entrare prima i delinquenti e poi i vagabondi: PIU' IDONEI DI COSI'!
 
 
#2 Alfy 2018-09-25 08:09
Vorrei proprio capire quanti cittadini, usufruiscono dei servizi di questo centro. Se poi è collegato allo sportello Alzheimer, bisognerebbe veramente fare il punto della situazione e senza esitazione prendere il congruo provvedimento, che di soldi a sprecare il nostro comune ne ha veramente pochi.
 
 
#1 Leo 2018-09-24 18:27
Credo che se tanti vogliono la chiusura di questo centro, in particolar modo la precedente amministrazione......., un motivo debba pur esserci! Sono convinto che in questa campagna elettorale, si trovera' il bandolo della matassa!
 

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