La signora Ludovica… alias adorabile “donna del mistero”

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donna del mistero “Chi come me vive a Gioia del Colle avrà forse visto, per le strade del paese o più probabilmente all’ombra di qualche ulivo, aggirarsi da qualche mese la signora Ludovica. È una donna senza tetto, che al posto delle scarpe ha contenitori di plastica riempiti di buste e tenuti coperti con stracci e con dello spago; si trascina a fatica con gli abiti logori che più logori non si potrebbe; nelle mani un ombrello, sacchetti di plastica pieni di bottiglie vuote e una giacca pesante per le sue notti all’addiaccio.
L’altra mattina la signora Ludovica era oltre il cancello di casa mia a riposarsi, ci siamo fermati e le abbiamo chiesto se avesse bisogno di qualcosa. Sembrava stanca, stanchissima. Sono iniziati 45minuti di conversazione che non dimenticherò mai più e che mi tornano continuamente in testa.

La signora Ludovica (o forse Silvia, o Anna, o forse tutti e tre i nomi che dice di avere) non accetta denaro, siamo riusciti solo a darle un po’ di frutta, dei cracker e dei dolcetti e - dopo tanta fatica -almeno un euro.

La signora Ludovica è gentilissima e quando parla ti incanta: ha un italiano forbitissimo, sa di letteratura e di scienza, parla con amore dei giovani e mi invita a prendermene cura. Si illumina quando vede che ho un libro sotto il braccio e quando sente che sono un’insegnante, inizia di lì a sciorinare declinazioni e versi di poesie latine.donna del mistero

La signora Ludovica sta facendo un fioretto: ha lasciato tutto, da benestante che è, per motivi familiari che però non ha detto; ha la tenacia di chi sa che il suo fioretto di povertà e di cammino la sta mettendo a dura prova, ha il sorriso senza denti di chi si commuove se lo guardi con tenerezza, ha la durezza del diamante quando rifiuta il denaro, ha la grazia di chi mette un passo oltre il cancello, ti guarda e ti dice: “Potrò raccontare di essere stata nel giardino della professoressa”; la memoria dolce di chi racconta il suo esame di stato al liceo scientifico all’insegna della solidarietà con i compagni, la fierezza di chi dice: “Parli ai suoi studenti di onestà, di trasparenza, di giustizia: loro si sentono piccini davanti a queste parole, ma voi potete aiutarli a fargli attraversare il mondo con questi valori.”

La signora Ludovica, se le chiedi quanti anni ha, ti dice: “Sono una signora di media età…” e continua “Marcello Marchesi, il commediografo della televisione, diceva: “Sono un uomo di media età”: ecco io sono una donna di media età”.

La signora Ludovica ama l’uva e le nettarine gialle e bianche, non le piacciono le banane, che sono frutto da riservare ai bambini.

Se la incontrate, vi prego, datele quel grappolino d’uva che avrebbe voluto ma che io in casa non avevo. E magari un euro, quello potete convincerla a prenderlo. Ma l’uva, l’uva, per favore.

E poi soprattutto datele la parola: ascoltatela, fatela parlare, lei ha bisogno di parlare, non smetterebbe mai di farlo.

E parlare è riconoscere l’altro, e accoglierlo. Il silenzio è negazione dell’altro e non fa bene a nessuno, meno che mai alla signora Ludovica.

Io ho ricevuto il grande dono di conoscerla, fatevi un regalo: se la incontrate, datele la parola e accoglietela. Non ve ne pentirete”.

Fausta Demichele