Venerdì 17 Agosto 2018
   
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“Liberi dal gioco d’azzardo” nel 150° anniversario della fondazione di A.C.

gioco d'azzardo

azione cattolica 150° anniversarioL’Azione Cattolica Cittadina Settore Adulti in collaborazione Comitato Festa Patronale Gioia del Colle giovedì 17 maggio alle ore 18 presso la sala De Deo del Palazzo comunale ha organizzato “Liberi dal gioco d’azzardo”, un incontro in cui si parlerà del gioco d’azzardo e delle ludopatie.

Saranno presenti Lucy Scattarelli (profonda conoscitrice dell'Azione Cattolica), Nicoletta Barberio e Rosa Guarini per la Comunità Fratello Sole che ci parleranno delle dipendenze e del fenomeno Gioco d'azzardo e delle conseguenti ludopatie. Modererà l’incontro Filippo De Bellis della segreteria regionale di "Mettiamoci in gioco", coordinamento per la lotta al gioco d'azzardo.

"L'Azione Cattolica quest'anno celebra il 150° della sua fondazione. Nella nostra cittadina il coordinamento interparrocchiale ha voluto organizzare questo evento in cui l'associazione presenterà innanzitutto il suo impegno nella diocesi di Bari Bitonto in questi anni e, nello spirito associativo, dare un segno concreto alla comunità cittadina. Sarà consegnata agli amministratori pubblici una proposta concreta per limitare il gioco d'azzardo e fare in modo che le sale gioco esistenti si adeguino alla normativa vigente. E' evidente infatti il diffondersi delle ludopatie  che stanno divenendo un vero problema sociale e sanitario. A fronte  di questo problema tutti,  cittadini e istituzioni, dobbiamo sentirci coinvolti e partecipi nella ricerca di soluzioni.”

L’incontro è aperto al pubblico.

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Sull’argomento pubblichiamo il dossier preparato dal nostro collaboratore Gianfranco Paradiso pubblicato sul settimanale “La voce del paese” n.37 del 21 ottobre 2017.

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Gioco d'azzardo legale: un giro da 95 miliardi l’anno
Ludopatia? Un male oscuro che si può combattere

Impazza in Italia il gioco d'azzardo legale. Un business da 95 miliardi pari al 4,4 del prodotto interno lordo e più di quanto lo Stato investe sull'istruzione. D'altro canto non si poteva sperare in un risultato diverso, persino un ministro un tempo disse: «La cultura non da dà mangiare». Invece il gioco, quello legale, cresce del 7 per cento in un anno. Un vero record.

Persino la Santa Chiesa romana si è scomodata a dare una scossa sulgioco d'azzardo fenomeno. Ci domandiamo con quale effetto, povero Francesco, si sgola ogni giorno per attirare l'attenzione sulle morti nel Mediterraneo e tranne qualche piccolo contributo da parte del suo vicino di casa (L'Italia), non si vede nulla di nuovo all'orizzonte. Ciò malgrado il Cardinale Bagnasco ha sostenuto: «L’affare azzardo rende più di 88 miliardi di euro all’anno: è stato studiato per far perdere, produce povertà e malattia».

E' stato subito smentito, perché i suoi dati si riferiscono al 2015. Poche ore dopo sono giunti quelli del 2016 e i miliardi sono diventati appunto 95: ovvero, il 7% in più.  

Un Paese strano, il nostro, si rincorrono contraddizioni e paradossi. Giocano tutti in Italia, non al calcio, magari, si eviterebbero certe figuracce, no… si gioca di fino e senza tanti tatticismi, niente catenaccio, è una sfida a viso aperto.

“I NUMERI” DEGLI ITALIANI CHE GIOCANO…

Le stime dicono che il 54,4 per cento degli italiani - quasi 30 milioni -, si concede ogni anno almeno una volta il gusto dell’azzardo legale; se si fa il calcolo solo sulla popolazione adulta, si sfiora il 70 per cento. Quasi un milione di loro appartiene alla schiera dei patologici: da curare. In mezzo c’è un’area grigia di chi trascorre ore nei bar, nelle tabaccherie, tra slot, gratta e vinci e lotto istantaneo. Due milioni e mezzo di giocatori che, pur non compulsivi, investono cifre consistenti di denaro nella speranza del colpo di fortuna che possa cambiare la loro vita.  

Il fenomeno del gioco d’azzardo patologico imperversa anche in Puglia con cifre molto importanti consumati dai pugliesi. Le provincie di Taranto e Brindisi le più colpite. E poiché un vecchio proverbio recita:«Mal comune mezzo gaudio», anche l'Arcivescovo della diocesi Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci non molto tempo fa è intervenuto sul tema.

«Oggi il gioco d’azzardo è tra le cause principali dell’usura che alimenta un’errata concezione della socialità dell’uomo e del suo rapporto con il denaro. L’utopia di conseguire facili guadagni non costituisce la base per una società giusta e solidale. Avvertiamo, pertanto, il bisogno di invitare il Consiglio Regionale a una sollecita approvazione dell’iniziativa intrapresa di porre una seria regolamentazione al fenomeno».

La Regione Puglia ha raccolto l'appello e nel dicembre 2013, il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all’unanimità la legge per «il contrasto al gioco d’azzardo patologico». Molte le novità, la più rilevante quella di concedere l’autorizzazione all’apertura di nuove sale da gioco solo se le strutture si trovano a più di 500 metri da istituti scolastici, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi, centri giovanili e centri sociali.

Di fronte ai dati in tabella non si comprende come mai la politica mostri una certa ritrosia a intraprendere iniziative legislative di contrasto al fenomeno. Il settore soffre da tempo di un riordino serio.

Questa la fotografia di un’Italia che sebbene ancora in crisi vede un comparto in continua crescita. Quello del 2016 è un nuovo record che si rafforza se paragonato al 2008: in otto anni, la spesa per i giochi è raddoppiata. Dati che impressionano e inducono a riflettere. Per questo abbiamo coinvolto la D.ssa Sara Buttiglione. psicologa, a cui abbiamo posto alcuni quesiti.

IL CONSIGLI DELLSara ButtiglioneA PSICOLOGA

La Ludopatia si sta espandendo, quando siamo in presenza di una dipendenza?

«Queste new addictions sono le nuove forme di dipendenza che si aggiungono a quelle tipiche da droga o alcool. Queste nuove forme riguardano comunque comportamenti comuni in esse rientrano le dipendenze da internet o affettive. Ecco perché bisogna fare un distinguo tra comportamenti che si sviluppano nel tempo e riescono a essere controllate dal soggetto e quando invece danno origine a una vera e propria dipendenza in cui non si riesce a farne a meno».

Quali sono le cause scatenanti di questa tendenza?

«Le cause possono essere svariate nel senso che dipendono dall'influenza che hanno dalla struttura di personalità, da fattori di rischio o protettivi. Ad esempio, se io dovessi perdere il lavoro e vivere quindi una situazione di "down" potrei scegliere di rifugiarmi nel gioco o avere come fattore protettivo un contesto familiare accogliente» - E aggiunge - «… io per il mio tipo di approccio nel lavoro, vado a valutare il funzionamento di questa dipendenza piuttosto che vedere le cause. Noi funzioniamo in questa maniera: adottiamo alcuni comportamenti perché siamo consapevoli che ci procureranno alcuni vantaggi».

Poi entra ancora più nei dettagli e spiega come.

«Il vantaggio secondario che scaturisce, sia dalle dipendenze da sostanze sia da quelle comportamentali, è l'emozione. Si ha quindi una dipendenza dal piacere. La dipendenza è una vera escalation».

In che modo le Istituzioni contrastano questi fenomeni?

«Per quanto riguarda l'attività preventiva nella nostra regione, non vi è un grosso intervento sul territorio. Vi sono strutture pubbliche che intervengono quando ormai la dipendenza si è palesata. Si assiste però a una serie di campagne di sensibilizzazione a combattere il fenomeno. Un po' come accade con il fumo».

Per uscire dalla dipendenza da gioco a chi occorre rivolgersi?

«Prima di tutto bisogna rivolgersi a un professionista di competenza quale è appunto uno psicologo. Diversi sono gli approcci terapeutici, il mio, per esempio, è un approccio strategico-breve; è uno dei più efficaci per il trattamento delle dipendenze e anche da quelle da gioco. Si tratta di un protocollo di trattamento breve che nel giro di 10-20 sedute, in genere, consente di portare a risoluzione il problema. E' un approccio molto efficace. Si concretizza non sulla ricerca delle cause, bensì sul presente attraverso prescrizioni concrete che il paziente deve mettere in atto nella vita quotidiana per ritornare a funzionare in maniera positiva e risolutiva».

Il Servizio sanitario nazionale fornisce servizi di questo tipo?

«In Puglia non mi risulta che vi siano strutture pubbliche che effettuino questo tipo di trattamento».

La dipendenza dal gioco d’azzardo è classificata tra quelle comportamentali è considerata una dipendenza subdola, un “male oscuro” appunto, perché non si manifesta con alterazioni dello stato fisico che ne segnalino la presenza, tanto che il giocatore stesso sovente non ne ha la percezione, pur sentendosi in una sorta di labirinto dal quale non riesce ad uscire. Può spingere a fare cose che mai si avrebbe pensato di fare, come rubare soldi per poter continuare a giocare o per pagarsi i debiti accumulati. Nonostante le difficoltà uscirne è possibile. Come sovente accade, là dove le istituzioni sono carenti, sopperisce l'associazionismo con il suo esercito di volontari.

Gianfranco Paradiso

 

Commenti  

 
#5 Gianfranco Paradiso 2018-05-16 21:29
Grazie Sig. Filippo De Bellis prendiamo atto della presenza sul territorio di personale specializzato nell'ambito delle Asl. In questo modo ne trarrà giovamento ogni futura attività preventiva e d'informazione sul fenomeno.
 
 
#4 Sara Buttiglione 2018-05-16 21:27
Signor De Bellis, specifico meglio la mia risposta alla domanda del giornalista “Il servizio sanitario nazionale fornisce servizi di questo tipo?”: intendevo dire che, per quanto io sappia, sul nostro territorio (Bari e provincia) non esistono strutture pubbliche in cui lavorano psicoterapeuti specializzati in Terapia Strategica Breve (che risulta essere una delle più efficaci per il trattamento delle dipendenze). So benissimo che le ASL e/o comunità terapeutiche offrono questo tipo di servizio. Riconosco che per come è stata strutturata l’intervista questo concetto non lo si evince subito, per cui ho preferito far chiarezza per non incorrere in fraintendimenti. Grazie per la segnalazione.
 
 
#3 Filippo De Bellis 2018-05-16 09:48
Per correttezza, non è esatto dire che il servizio pubblico non offre servizi per il trattamento delle cosiddette ludopatie.
Quasi tutti i Dipartimenti Dipendenze Patologiche delle ASL pugliesi hanno ormai equipe specializzate nel trattamento ambulatoriale del Gioco d'azzardo Patologico, alcune attive da parecchi anni.
Inoltre alcune comunità terapeutiche si sono attrezzate per proporre programmi residenziali
 
 
#2 MA VATTINN VA 2018-05-15 18:24
Il colmo è che lo stato dopo aver alimentato il gioco d'azzardo,ha introdotto nell'elenco delle cure mutuabili, quelle per la dipendenza dal gioco.
OTTIMO: tu paghi, ti rovini, e lo stato in cambio ti vuole bene!!
 
 
#1 Gennaro Gelmini 2018-05-14 18:50
Peccato che non ci sia contraddittorio e non si parli più di alcolismo, tabagismo.
 

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