Mercoledì 23 Maggio 2018
   
Text Size

Giovane gioiese aggredisce infermiere nel Pronto Soccorso del Miulli

ospedale Miulli

pronto-soccorsoNella notte tra sabato, 27 gennaio e domenica, un infermiere del Pronto Soccorso dell’Ospedale Miulli è stato vittima di una vera e propria aggressione ad opera di un gioiese, il quale si era recato insieme alla sua ragazza ed una coppia di amici presso il nosocomio, dopo aver battuto la testa, pretendendo a tutti i costi di poter effettuare una risonanza magnetica.

L’infermiere, dopo aver prestato soccorso al giovane ed essersi accertato che non avesse perso conoscenza o riscontrato vuoti di memoria, ha cercato di spiegargli che non era possibile effettuare l’esame su richiesta. La discussione si è accesa, l’uomo ha dichiarato con tono di sfida di avere vuoti di memoria e preteso l’esame. Si è scatenato un diverbio. La presenza della guardia giurata non è riuscita a contenere l’aggressività del giovane, il quale di fronte alla risolutezza dell’operatore, dalle parole è passato ai fatti e lo ha aggredito, causandogli ecchimosi e contusioni. All’arrivo delle forze dell’ordine l’aggressore ha ribadito le sue ragioni e dichiarato, mostrando un tesserino, di essere dipendente del Ministero della Difesa.

Fermo restando che il ricorso alla violenza verbale e fisica va sempre condannato e che evidentemente la presenza di personale addetto alla vigilanza non offre reali garanzie di protezione agli operatori sanitari in simili frangenti, quali tutele, quali garanzie per poter operare in tutta sicurezza hanno infermieri e dottori al servizio in un pronto soccorso?

Operatori che oltre tutto - essendo alle prese con continue emergenze e codici rossi che spesso non consentono di poter assistere nello stesso momento tutti coloro che ricorrono alle cure -, sono costretti a seguire un protocollo in attesa del dottore che effettuerà una diagnosi precisa, prescrivendo nel caso gli esami necessari e far fronte all’ansia che talvolta diventa insofferenza dei pazienti, costretti a lunghe attese, in particolare se nello stesso frangente subentrano casi gravi.

Ricordiamo che il Miulli copre un bacino di utenza molto esteso, a seguito della chiusura nell'intera provincia di ospedali e punti di primo soccorso per ridurre i costi della sanità… con questi tragici effetti collaterali.

 

Commenti  

 
#13 vito di gioia 2018-02-03 06:07
Che tristezza ragazzi!!!!!!!!!
 
 
#12 Alessandro M. 2018-02-02 15:52
X ANTONINO
bisognerebbe precisare che Ministero della Difesa è anche personale Militare e Civile. Così come è scritto l'articolo è come sparare nel mucchio.......
 
 
#11 Antonino 2018-02-01 23:26
Vorrei precisare che 'Ministero della Difesa' non vuol dire automaticamente Esercito...
Ma anche Aeronautica, Marina, Carabinieri!
Magari il personaggio in questione sarà veramente appartenente all'Esercito però...
In ogni caso se è stata sporta denuncia da parte dell'interessato sicuramente ci saranno anche conseguenze disciplinari!
 
 
#10 Cittadino Onesto 2018-02-01 20:08
È un pronto soccorso sottodimensionato sia da un punto di vista numerico, sia per quanto riguarda il fattore umano..... per esperienza diretta ho dovuto attendere 9 ore e mezza prima di essere visitato e guai a chiedere spiegazioni.

Per quanto riguarda il militare.......Quel tesserino dovrebbe essere in dotazione a persone che hanno i valori della patria, dell'umanità e del rispetto scritti in fronte.......
 
 
#9 Pink 2018-02-01 17:46
Scusate ma anche se ha mostrato il tesserino come dipendente del ministero della difesa ma almeno è stato denunciato? e sempre un atto...... violento aggredire personale nello svolgimento delle sue mansioni
 
 
#8 fraddiavolo 2018-02-01 17:45
Che la sanità pugliese sia stata ridotta all'osso è sicuro. Ma questa è comunque una aggressione con lesioni. Niente la può giustificare...... In questi casi non ci vogliono i se e i ma, se non vogliamo sprofondare sempre più nel degrado sociale. Tolleranza zero per i violenti.
 
 
#7 pulcinella 2018-02-01 17:11
X Uffa, non si tratta di aver ragione. Si tratta di repressione della violenza. Chi commette una aggressione usando violenza deve essere denunciato e sottoposto al provvedimento del giudice attraverso un regolare procedimento penale. Se condannato deve scontare la pena e se recidivo quello che prevede la legge. Continuo a chiedermi se è possibile che una persona che ha dimostrato di non sapersi controllare possa lavorare in un ambiente dove ci sono armi da fuoco.......
 
 
#6 Uffa 2018-02-01 15:48
Ha ragione @pulcinella,......E questo esempio servirebbe anche a calmare i bollenti spiriti di tanti attaccabrighe che circolano liberamente.
 
 
#5 Confuso 2018-02-01 15:11
Ma prima o poi potrà pure capitare che a quel pronto soccorso portino i seguenti personaggi? Io mi auguro di sì:
Raffaele FITTO, iniziatore del riordino ospedaliere pugliese;
Nichi VENDOLA, prosecutore del famigerato riordino ospedaliero;
Michele EMILIANO, successore, imitatore ed epigono del riordino ospedaliero messo in atto dai primi due.
Ordunque, fateci caso:
Raffaele FITTO, governo di centrodestra,
Nichi VENDOLA, governo di sinistra,
Michele EMILIANO, governo di centrosinista.
Domanda: DOVE STA LA DIFFERENZA?
Risposta: NON VI E' DIFFERENZA, SONO TUTTI UGUALI; anche nelle bugie delle campagne elettorali............
 
 
#4 Police 2018-01-31 22:47
Questi che vanno in ospedale minacciando per entrare prima di un povero cristo che sta veramente male e aspetta ore senza lamentarsi, mi fanno......
Ci vuole la certezza della pena e il personale sanitario deve lavorare in tranquillità per non eseguire gravi errori.
Mettete un posto di polizia visto che l'ospedale è isolato
 
 
#3 Dada 2018-01-31 21:31
La vera tristezza di tutto ciò è la mancanza del pronto soccorso nel nostro paese
 
 
#2 DUBBIOSO 2018-01-31 17:50
Se non ho capito male, l'aggressore era il paziente?!
Se ha avuto la forza di aggredire ho qualche dubbio che potesse stare male.
 
 
#1 pulcinella 2018-01-31 17:24
E a questo aggressivo dipendente dell'esercito quali sanzioni penali saranno applicate? Perché il problema è tutto qui. Soprattutto tra le persone più rozze c'è la radicata convinzione che con la violenza si ottiene ciò che si vuole. Ammesso pure, ma dubito fortemente, che avesse davvero avuto bisogno di altri accertamenti, è con la violenza che si fanno valere le proprie ragioni? Questo dipendente dell'esercito che ha esibito ( a che pro?) il tesserino può stare dopo questa brillante prova di autocontrollo in un ambiente dove ci sono armi da fuoco? Forse un po' più di severità e di repressione della violenza sono davvero molto necessarie.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI