Martedì 21 Novembre 2017
   
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IGNOTI IMBRATTANO IL MURO DEL CINEFORUM ESTIVO

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CINEFORUM IMBRATTATOPubblichiamo la riflessione dei "Giovani protagonisti" che in questo quartiere hanno riposto tante speranze, cercando di rivitalizzarlo con eventi e renderlo accogliente.

C'è, a nostro avviso, un solo modo per risolvere il problema: coinvolgere i ragazzi del quartiere in un progetto artistico, far "dipingere" loro murales su quel muro bianco ed affidare anche a loro il compito di custodirlo e proteggerlo da atti vandalici, perchè è un loro spazio, nel quale esprimere i loro vissuti. Si potrebbe farlo insieme, invitando gli artisti gioiesi e non solo loro a guidare i ragazzi in questo percorso di crescita ed affezione alla loro città.

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"Saremmo tentati di cedere all’indignazione più offesa. In quanto tale però, essa risulterebbeCINEFORUM IMBRATTATO del tutto sterile. Finiremmo per fare della moralina da quattro soldi rispetto ad un fatto tutto sommato non troppo grave; e nemmeno inusuale. Siamo abituati ai peni pasticciati sui muri con una bomboletta spray e alle dichiarazioni d’amore sgrammaticate; talvolta possono anche diventare immagini potenti e opere d’arte vigorose: non è questo il caso.

C’è decisamente poco senso artistico negli scarabocchi in questione, e d’altronde non si tratta qui di un vecchio muro di periferia: stiamo parlando del muro che è stato “schermo” nostro e di tutti i cittadini durante le quattro serate di cinema che, tra mille difficoltà ed impegni ed errori, abbiamo provato a proporre.

È inutile, dicevamo, indignarsi: “Incivili!”. “Abbiamo lavorato sotto il sole estivo per ripulirlo dagli scaraboccle periferie del cinemahi che c’erano prima!”, “Tanto impegno per nulla!”. No, l’impegno non è per nulla. Ma quelle di prima sono chiacchiere da bar che ci allontanano dalla comprensione del problema. È opportuno, piuttosto, cercare di capire i motivi per cui qualcuno non riesca a sentire quello e altri spazi come “propri”: questo è anche mio, è una proprietà mia e degli altri e provo a mantenerla pulita com’è per il maggior tempo possibile; tanto più che nel caso specifico essa stia svolgendo un ruolo nella vita di questa parte di città.

 

È evidente che le persone che hanno disegnato quel pene su quel muro immacolato non lo percepiscano come il loro, ma solo come uno spazio altrui con il quale nulla hanno a che fare e che pertanto possono trattare come vogliono, meglio se con disprezzo.

Forse l’errore è anche nostro. Forse non siamo riusciti a comunicare capillarmente il periferie del cinema II edizionemessaggio che a noi sembrava tanto importante ed alto, quello della comune appartenenza ad un luogo e della esaltazione delle sue potenzialità nascoste (che, lo abbiamo visto, ci sono).

Una cosa è certa: né le chiacchiere, né le telecamere, né il “pugno di ferro” potranno mai sortire alcun effetto se chi ci è di fronte non comprende la sua posizione nel circuito di relazioni con cose e persone che chiamiamo civiltà. Questo deve essere il compito di ogni cittadino che voglia sentirsi all’altezza di tale titolo: pensare sé stesso nella civiltà ed eventualmente educare gli altri ad essa. È una soluzione esponenzialmente più difficile della “chiacchiera” e della moralina, ma perlomeno – a differenza di quelle – è una soluzione.

Poi può darsi che quelle persone comprendano perfettamente il loro ruolo nella comunità e l’unica cosa che vogliono veramente è farla a brandelli. In tal caso soluzioni non esistono e le parole dette fino ad ora sono solo tante cazzate."

Giovani Protagonisti

 

Commenti  

 
#1 Gennaro Gelmini 2017-10-23 12:00
Cosa si aspetta ad installare l' impianto di videosorveglianza?
 

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