Lunedì 18 Giugno 2018
   
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FRANCESCO SVELTO - GIOIESE “EMIGRATO” IN CONGO

FRANCESCO SVELTO

FRANCESCO SVELTOAnche se il mondo è ormai diventato un “villaggio globale”, fa sempre un certo effetto scoprire che un gioiese è importante e famoso in terre lontanissime da noi.

L’ingegner Francesco Svelto è uno dei “figli della nostra terra” baciati dalla notorietà. Egli appartiene ad una famiglia che ha già dato nomi illustri alla cultura mondiale, il riferimento è al professor Orazio Svelto, che ha raggiunto livelli da premio Nobel con studi e ricerche sul laser e sulle sue applicazioni in ogni settore.

Francesco Svelto, ingegnere civile, discende da uno dei due rami capostipiti della famiglia. Nato nel 1951 a Gioia, dopo gli studi presso l'Itis Galilei ha conseguito la laurea in ingegneria civile presso l’Università di Pavia. Casuali circostanze lo hanno portato subito a lavorare all’estero, prima in Australia e poi in Africa.

Il desiderio di ritornare in patria è sempre stato condizionato dall’altrettanto grande sogno di sperimentare nuove tecnologie, proprio nei paesi in cui la civiltà era ancora in fase di evoluzione.

Dell’Australia ricorda le bellezze naturali, la vastità dei paesaggi e l’urgenza di rendere fruibili tali bellezze e la strana contraddizione tra tanta bellezza, le molteplici ricchezze del vastissimo territorio e l’indifferenza degli aborigeni a fruirne in maniera più ricca, più completa, come se a loro non importasse niente di vivere diversamente, con più comodità. In quella terra immensa Francesco ha fatto le sue prime esperienze lavorative con la costruzione di strade e ponti che hanno dato sviluppo all’economia dei luoghi, a vantaggio della popolazione cosmopolita che era andata via, via ad “impiantarsi” nel giovane continente.

Dall’Australia, con l’impresa romana “Astaldi”, la sua attività si è spostata in Libia, un paese più vicino al nostro e con uno sviluppo civile più simile a quello europeo. Anche lì si è occupato di costruzioni di ponti, strade, dighe, con maggiori soddisfazioni personali e materiali. Ma la sua strada lo ha condotto dove la sua professionalità ha potuto dare il meglio, per sua soddisfazione, ma specialmente per migliorare la vita di luoghi ancora al margine della civiltà: lo Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo.

In questa terra ha creato la sua società di costruzioni, la “ Sogedie Construction” che si occupa da 30 anni di costruzione e restauro di edifici pubblici e privati. Questa società dà lavoro a 1.100 operai di colore, che hanno appreso la lavorazione del calcestruzzo preconfezionato dall’illustre figlio della nostra terra.

Molteplici le opere realizzate e quelle in via di realizzazione: scuole di ogni ordine e grado, università, edifici pubblici, banche, aeroporti, stadi. Queste opere hanno portato bellezza ed efficienza in un paese che soffriva per le difficoltà della sua storia tormentata e che vedeva inesorabilmente decadere ciò che nel tempo era stato realizzato di apprezzabile.

L’ingegnere Francesco, stimato dalle autorità politiche locali, ha ”preso in mano la situazione” ed è riuscito a far rifiorire ciò che decadeva e ad arricchire di nuove costruzioni un paese bisognoso di sviluppo. La “filosofia” della Sogedie Constrution consiste nella convinzione che: “…costruire ed attrezzare bene” porti ad insegnare altrettanto bene ed a studiare con piacere. Dotare la nuova Repubblica del Congo di bellezza ed efficienza, è stata ed è, per l’ingegnere Francesco Svelto, una sfida con la storia che ha voluto per troppo tempo questi paesi africani subalterni alla civiltà europea ed americana.

Le realizzazioni universitarie e scolastiche, parlano da se stesse di bellezza, forza  e qualità: l’Università a Kisangani, bellissima, mastodontica; l’Università di Kindu, opera di alta qualità; l’Athenee De La Gombe, il più grande athenee dello stato; l’Università di Kinshasa, interamente rinnovata; l’Istituto Nazionale dei Lavori pubblici, interamente rinnovato, una delle “Riabilitazioni” meglio riuscite ed ancora la Banca Centrale del Congo a Kisangani; l’Aeroporto di Kindu, un aeroporto per la promettente provincia di Maniema e lo Stadio Omnisport di Kindù. Al servizio dello Stato sono stati rinnovati e costruiti edifici “per una migliore forma di governo”; per il settore privato sono stati costruiti e sono in via di progettazione hotel e edifici per la ristorazione.

Tutto questo processo di cambiamento e di rinnovazione porterà il paese all’avanguardia nel continente africano. Nonostante la nostalgia per il paese natale, l’ing. Francesco si sente molto legato ai luoghi in cui vive ormai da molti anni, in cui ha sviluppato la sua genialità lavorativa, in cui c’è la sua casa e la sua famiglia. Questa nazione è diventata ormai la sua patria e dice che è bellissima. E noi siamo orgogliosi dei suoi successi lavorativi ed anche dei suoi sentimenti.

Purtroppo l’Italia non offre molto ai suoi figli, specialmente ai migliori, che sempre più numerosi “fuggono all’estero” e non tornano più, se non per salutare gli anziani genitori ed i parenti. Queste storie s’intrecciano con quelle dei “migranti”, che spesso partono solo o specialmente perché non hanno il coraggio di intraprendere, di cambiare. Preferiscono partire “alla ventura”, fra tanti pericoli e tante incognite, piuttosto che rimanere e cambiare le usanze ed i ritmi di vita, in un paese dalle tante nascoste ricchezze, che altri vanno a depredare.

 

Commenti  

 
#4 Galifi Carlo 2018-05-25 11:53
Francesco eravamo studenti all'universita' di PAVIA io ero in facolta'di medicina tu e Carmelo Principato eravate in ingegneria. Ti ricorderai meglio di me dicendoti che all'epoca avevo una Fiat 124 spider rossa. Complimenti Francesco e molto onorevole quello che hai fatto e noi italiani siamo fieri del tuo operato.
 
 
#3 carmelo principato 2016-09-22 17:36
OK - complimenti ed un abbraccio
 
 
#2 Pugliesi nel Mondo 2014-11-15 11:33
Complimenti al nostro corregionale. Ci piacerebbe avere un contatto affinchè si possa valutare una eventuale reciproca collaborazione.
www.puglianelmondo.com
Telefax +390803433383 -+39 3498836622
 
 
#1 gioiese indignato 2014-11-11 16:32
Complimenti al nostro concittadino, ed un consiglio continui a costruire le sue opere all'estero.......in italia purtroppo esiste un sovrapprezzo chiamato mazzetta!!!!!!
 

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