Venerdì 06 Dicembre 2019
   
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DAVIDE GASPARRO ATTORE E REGISTA GIOIESE NEL PFT

davide gasparro

davide gasparroDavide Gasparro, classe 1990, - al termine del suo percorso formativo con Luca Ronconi - è alle prese con una entusiasmante esperienza: la gestione del Piccolo Festival Teatrale di Bagnara di Romagna e proprio in questi giorni andranno in scena Il misantropo” di Molière e “L'orso” e “Domanda di matrimonio” di Cechov.

Di Davide tutti ricordano l’innata simpatia, le riflessioni acute, la satira sottile ed affilata, al pari del suo fisico a tratti acerbo, adolescenziale, illuminato dallo sguardo acuto, dalla battuta pronta, da un’intelligenza brillante e da un grande amore per il teatro.

Nel 2006 veste i panni di Ermone nell’Antigone portata in scena da Pippo Masi e la sua “Ribalta Gaia”. Nella giornata dell’Arte organizzata dai liceali “capitanati” da Francesco Maria Antonicelli è nuovamente in teatro in “Waiting for Godot”. Nel 2007 con Teatralmente Gioia indossa la divisa di Carabiniere in “Aggiungi un posto a tavola”, nel 2009 l’incontro con Vito Osvaldo Angelillo ricordando Goldoni nel foyer. Il 6 luglio dello scorso anno - commosso -, era nella Chiesa di San Vito per porgere al regista l’ultimo saluto.

Dopo il diploma frequenta “Scienze edavide gasparro Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo” presso l’Università Cattolica di Brescia, una scelta “meditata” per coltivare quella innata passione per l’arte teatrale che già arde e lo consuma. Nel 2012, conquista con il massimo dei voti e la lode il diploma di laurea e prosegue i suoi studi con Luca Ronconi.

Devo dirmi veramente fortunato - confessa Davide -, devo molto alla mia famiglia, mi hanno sempre sostenuto e con loro mi consiglio… si sono fidati a mandarmi in un mare insidioso e difficile da navigare e mi auguro di non deluderli.”

Aver talento nella recitazione è spesso una dote innata, se indotta costa impegno e tanta fatica, perché non si lavora su testi ma su sé stessi, sulla voce, sulla postura, sul gesto, sulla mente, sull’emozione che si vive e si riesce a comunicare anche al di là di ognidavide gasparro tecnica.

“Non credo che ci sia stata una vera e propria epifania per cui ho deciso che avrei fatto l'attore. Piuttosto penso a una passione che lentamente si è consolidata nel tempo. Io ho iniziato per gioco e poi un bel giorno, ho scoperto che quel gioco lo si può fare sul serio e mi ci sono buttato.
Ho studiato per fare l'attore ma devo dire che durante i tre anni di scuola ho trovato più stimolante e divertente osservare che fare. Il teatro si fa in squadra e ho maturato l'idea che forse sono più utile alla squadra dall'altra parte del palcoscenico, che sopra di esso. Non voglio, però, scegliere. Vedrò cosa mi riserverà la carriera, se mai ci sarà!”

Ma studiare e esibirsi in un teatro come il ”Piccolo” di Milano che effetto fa?

“Di certo essere entrato in una scuola di teatro fa già un certo effetto. Se poi è la scuola di un teatro di così lunga e prestigiosa tradizione come il “Piccolo Teatro”, uno si sente un privilegiato! Non posso dimenticare il primo giro che ho fatto in tutti gli edifici che lo compongono: la storia del teatro italiano degli ultimi anni si respira tutta, lì dentro. E poi avere come insegnante un regista come Luca Ronconi è stato davvero una fortuna! Mi ha letteralmente ribaltato. Quando di teatro non sapevo nulla, avevo incontrato Filippo Masi e Vito Osvaldo. Poi, grazie all'università ho fatto degli incontri importanti.”

L’intervista pubblicata qualche settimana fa su “la Repubblica”, dopo il successo del saggio “Le tre sorelle ” di Cechov, e la premiazione degli attori, porta Davide agli onori della cronaca, sia pur… milanese. Infatti in giugno viene segnalato nella 24^ edizione del premio “Histrio alla vocazione teatrale” per la convincente performance e per l’efficacia dei brani proposti, tratti da “Seduti!” di Alan Bennett, “Tartufo” di Molière e per la canzone “Teresa, non sparare!” di Fred Buscaglione.

Leggersi e vedere il proprio volto stampato su un quotidiano mi ha fatto riflettere: inizio a constatare che questo mestiere prevede anche una certa dose di visibilità; e quindi si deve anche imparare a gestire la propria "persona pubblica". L’esperienza vissuta è stata bella, dura, difficile, galvanizzante, stancante, lunghissima e allo stesso tempo brevissima... Per me resta chiaro un fatto: esco da questa scuola sicuramente migliore. E questdavide gasparroo perché attraverso il teatro e la spietata e crudele disciplina che esige, ho potuto attraversarmi sotto tutti gli aspetti: voce, corpo, pensiero, e in fin dei conti facendolo ho come rimappato me stesso. È un viaggio affascinante, infinito naturalmente, ma il cui inizio ti porta ad esplorare e pian piano accettare tutto quello che sei veramente, nel bene e nel male. È un grande privilegio.”

Fare teatro - continua Davide - è lavoro di squadra. Credo molto nell'idea che un gruppo di persone affiatate possa avere una marcia in più, soprattutto nel mio settore. Da questa volontà, condivisa con altri amici della scuola, tra cui due scenografe e due organizzatrici teatrali, oltre a noi attori, è nato il gruppo BezoarT che quest'estate presenterà a Bagnara di Romagna la prima edizione di PFT, Piccolo Festival Teatrale. In quell'occasione sarò attore nei due spettacoli che stiamo preparando e regista di uno di essi. Ovviamente da quando l'idea di BezoarT è partita, mi occupo anche di orgdavide gasparroanizzazione, ma vorrei precisare che non sono io il direttore artistico del festival: le scelte sono prese insieme da tutto il gruppo. Per ogni informazione aggiuntiva rimando comunque alla pagina Facebook BezoarT.”

Sul futuro Davide Gasparro ha le idee chiare.

“Io sono dell'idea che il futuro si costruisca giorno per giorno. Posso dire che finora il mio passato è stato bello e mi ha portato a traguardi inaspettati e molto oltre le mie speranze. Sapere se continuerò su questa strada o cambierà tutto nella mia vita è impossibile. Mi lascio il beneficio del dubbio. Che è sempre più stimolante di una solida certezza!

 

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