Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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LICEO: “TRA IMPRENDITORIALITÀ E MANAGERIALITÀ”

liceo e managerialità

 liceo managerialità e impresaAbbiamo detto già altre volte che nella scuola si stanno realizzando progetti encomiabili. Uno di questi è WORKSHOP: Incrocio tra imprenditorialità e managerialità nella scuola della complessità.

Realizzato con i fondi strutturali europei presso l’Istituto di Istruzione Superiore R. Canudo, questo progetto pluriennale “PON” ha voluto introdurre, nel mondo dell’economia, studenti che non hanno questa disciplina nel loro piano di studi.

Dice la professoressa Piera Schiavone che, con la professoressa Angela Teresa Attollino è stata tutor del progetto, che iniziare questo percorso è stato difficile, ma in breve, gli studenti si sono appassionati alla cultura manageriale d’impresa, fino a risultare vincitori in un concorso nazionale di “Young business talent”.

Il concorso, organizzato da università spagnole in collaborazione con la Nivea, ha visto vincitrici due squadre del Canudo.

Acito Vito (IV E L.S.); Liuzzi Marco (II A L.C); Cantore Paolo (IV B L.S.). Tutor Piera Schiavone.liceo e managerialità

Ardillo Michele (IV B L.S.); Paradiso Angela (IV B L.S.); Covella Lidia (IV B L. S.), Tutor Angela Teresa Attollino.

Martedì 3 giugno si è tenuta presso l’Auditorium della scuola la serata conclusiva, per quest’anno, del progetto. Erano presenti, insieme al Dirigente scolastico, prof. Rocco Fazio personalità del mondo dell’economia regionale e locale. Alcuni di loro hanno seguito nel tempo lo svolgimento del progetto.

Moderatrice dell’evento la prof. Angela Attollino, insegnante di storia e filosofia. La presentazione dei progetti è stata fatta dagli stessi corsisti .

Progetto POF: L’impronta economica.

Progetto PON C2: Tra imprenditorialità e managerialità.

Si sono succeduti al microfono il dottoliceo managerialità e impresar Marcello Gisotti, direttore di banca e advisor strategico; il dott. Maurizio Lozzi, ricercatore economico che ha portato la proposta didattica della Banca d’Italia per la formazione finanziaria, il dottor Leonardo Lamanna responsabile della formazione, sviluppo e sistemi retributivi della ditta Natuzzi; la dott. Lilli Totaro,  Presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, che ha cercato di rispondere all’interrogativo: la scuola italiana contribuisce a formare una mentalità manageriale?

La risposta non è stata completamente positiva, ma qualcosa si sta muovendo, come con questi progetti. Gli ultimi interventi sono stati quelli della dott. Paola Stano, titolare di una Ditta Edile la quale ha affrontato l’argomento: Se la scuola italiana favorisce l’imprenditorialità? Secondo lei la scuola cerca di fare del suo meglio con un mix di conoscenze e valorizzando le risorse umane. Per fare impresa, dice la dottoressa, ci vuole creatività, determinazione, responsabilità, capacità di affrontare il rischio, di adattarsi ai cambiamenti. Doti e capacità piuttosto rare, come dimostra la scarsa partecipazione alla forma interlocutoria di esprimersi della dottoressa. Ma forse gli studenti erano stanchi. Fuori una delle prime serate tiepide, non umide, nliceo managerialità e impresaon piovose  di questa strana primavera,

Il colpo di grazia lo ha dato agli studenti l’ultimo relatore, il dott. Giuseppe Scaglione Direttore della filiale gioiese della Carime il quale ha esordito dicendo:  Ragazzi, le cose vanno male, molto male. E finendo con lo stesso concetto motivato con: incertezza della ripresa, criminalità, evasione fiscale, corruzione della pubblica amministrazione.

Per fortuna, dopo queste parole, un po’ di speranza l’hanno portata una serie di riflessioni ottimistiche lette da un alunno e riportate anche nella loro relazione finale congiunta. Si tratta di pensieri di Einstein che dicono: “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone, per le nazioni, perché la crisi porta progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura”. La speranza è che la notte non si oscuri oltre, e che la luce non tardi a tornare.

Ha concluso il prof. Fazio, con un elogio ai suoi ragazzi capaci di esprimere competenze creative ed organizzative, coniugando tradizione modernità. “Grazie a tutti ed arrivederci al prossimo anno scolastico”.

 

Commenti  

 
#3 pino s. 2014-06-12 21:14
Infatti, caro "Analitico", le indicazioni di possibili soluzioni le ho date, prima tra queste, la stessa scuola. E' la scuola che può formare cittadini capaci di cambiare le cose. Nuove coscienze civiche e nuove capacità, orientate alla sana gestione delle aziende pubbliche e private. Nuove generazioni in grado di esigere ed al tempo stesso realizzare una Pubblica Amministrazione efficace, sana ed "equa". Comunque, oltre le mie affermazioni sullo stato delle cose, non dissimili da quelle di osservatori ben più qualificati di me, ho anche letto alla platea le recenti dichiarazioni del Governatore della Banca d'Italia e del Procuratore Generale presso la Corte dei Conti, che sulla corruzione nella Pubblica Amministrazione sono molto più dure delle mie modeste riflessioni. Tornando alla scuola, credo davvero (e siamo in tanti a crederlo nell'ambito delle scienze sociali ed economiche) che possa rappresentare una risposta alle difficoltà che il sistema Italia evidenzia nell'affrontare la complessità. Tanto più in tempi di crisi. La mentalità di "governance" e l'approccio "multitasking" sono da acquisire già dai 16/18 anni, se vogliamo che si evolva a piena espressione in età lavorativa. Questo accade infatti da tempo nei sistemi scolastici e formativi di nazioni più evolute; da noi,purtroppo, solo dopo il percorso di studi tradizionale, dopo l'università (quindi nei masters, stages, ecc.) si incomincia a trasferire le competenze comportamentali e formare le "mentalità" adeguate e necessarie per agire, decidere e coinvolgere in ambiti complessi. E, mi sia concesso, questo non vale solo per l'economia... Ma la scuola per essere "risposta" dovrebbe tendere già al suo interno a valorizzare e "valutare" le competenze che sono richieste dalla società. Che sono: risultati, conoscenze, comportamenti. Niente di trascendentale, è l'antico motto "sapere, saper essere, saper fare". Ma va valutato, negli studenti ma anche nei docenti. Occorre un sistema di valutazione trasparente e completo, a partire dai risultati. Senza la valutazione dei risultati di un singolo e di una squadra di lavoro si fa solo teoria. Il Canudo sembra aver colto questa esigenza della società. Parlando col Dirigente ed i Docenti, quelli che ho conosciuto ovviamente, sono stato colpito dalla loro motivazione e competenza. Cordiali saluti a tutti e grazie alla redazione per l'ospitalità. pino scaglione
 
 
#2 Analitico 2014-06-12 12:41
Perche' scandalizzarsi per le parole del dott. Scaglione, quando in effetti e' la situazione italiana dei nostri giorni? O di sempre?
Se fossi stato io relatore avrei detto le stesse parole, ma avrei dato anche delle possibili soluzioni per i nostri futuri imprenditori o manager. Spero lo abbia fatto anche Scaglione.
 
 
#1 Idiota 2014-06-11 21:57
Propongo al dirigente di organizzare anche un bel corso di "RICAMO E UNCINETTO", ormai al Canudo manca solo quello. LE SCIENZE POSSONO ASPETTARE!!
 

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