Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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VALENTINA CAPONE DAL VD’A DEL ROSSINI A GIGI MARZULLO SU RAI 1

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 Ed è Valentina Camaurizio argànpone - il 31 maggio intervistata da Gigi Marzullo nella sua trasmissione “Applausi” in onda su Rai 1 - per la giuria gioiese uno dei migliori spettacoli portati in scena nel XII Festival Vd’A (Voci dell’Anima) - Incontri di Teatro e Danza è stato proprio "Sole" presentato nella trasmissione televisiva e nei giorni scorsi anche all'Eliseo di Roma.

“Valentina è una artista affermata, oltre che una cara amica - dichiara Maurizio Argàn, ideatore del Vd’A con ResExtensa, del C-Dap di Milano e del Lartes di Aversa - Gruppo Tre di Rimini -, il suo “Sole” è circuitato in importanti teatri e il suo volersi rimettere in gioco nonostante il successo, ci conferma quanto la vera grandezza sia nell’umiltà. Il 18, 19 e 20 settembre saremo con il live arts “Più” al CRT di Milano, una tre giorni con nove spettacoli di teatro – danza tra cui i cinque in corsa per il Vd’A.”valentina capone3

“Questa tappa - conclude Argàn - è stata voluta da Franca Ferrari, coreografa milanese che due anni fa fu ospite del Vd’A proprio al teatro Rossini. (“SCELTA R.EVOCABILE”, UNA DANZA CHE RECITA E CONQUISTA-video)

In quell’occasione disse: “In 30 anni di carriera mai avevo trovato sia in Puglia che a Rimini tanto rispetto per il lavoro e per gli artisti e tanta magia dei luoghi!” Il CRT di Milano è un prestigioso teatro del contemporaneo, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura di Milano, Antonio Calbi in questi giorni designato direttore del teatro di Roma. Per il nostro Festival una splendida vetrina…”

Ricordiamo che la finale della XII edizione del festival Vd’A si terrà dal 9 al 19 ottobre a Rimini e in queste serate saranno presenpiùtate anche le due produzioni a firma di Caterina Genta e della compagnia salernitana “La vita invisibile”, nate con il contributo del Festival.

Per il nuovo bando per la XIII edizione 2015 del Vd’A, già pubblicato, clicca qui.

Di seguito quanto scritto nel n. 16 de “La voce del paese” su “Sole” di Valentina Capone.

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SOLE

sole 1Anime diverse, così come diverse sono le emozioni e il feedback da esse generato, a seconda della sensibilità e del “filtro” tecnico di pubblico e giuria, quest’ultima non sempre concorde nella percezione delle abilità e della capacità di emozionare degli artisti in scena, pur se nella piena consapevolezza del coraggio da essi dimostrato nel mettersi in gioco.

Professionisti affermati, non certo acerbi, con spettacoli da anni nei circuiti teatrali, perfezionati e talvolta interamente rivisitati per incontrare un pubblico sempre più esigente ed appassionato. Artisti che scelgono di mettere a nudo la loro anima, offrendosi umilmente al giudizio di chi assiste, svelando tanto di sé.

Ogni spettacolo ha visto scendere dal palco gli attori, i danzatori e i registi per dialogare con il pubblico e la giuria composta da Augusto Angelillo, Angela Capodiferro, Roberto Castelli, Piera De Giorgi, Mimmo Szost, Saria Veroli, le Ombre e dalla sottoscritta. Tra tutti il 12 aprile raccoglie maggiori consensi e punti “Sole”, di Valentina Capone, liberamente tratto da Le Troiane e da Ecuba di Euripide.

Valentina Capone a voce nuda, senza amplificazioni, incanta l’uditorio. Lo sciabordio delle onde e l’urlo graffiante e disperato dei gabbiani esalta la statuaria bellezza dell’attrice, essa stessa “scena nella scena”, in grado di indossare, insieme ad una rossa parrucca, anche l’anima di Etora, parodia dell’attesa di un “eroe” che mai più tornerà. Di spalle, con le braccia sollevate in volo di ali di gabbiano, nel silenzio di una natura senza tempo l’eclissi si compie e la tragedia ha inizio.

Tra le pregiate maschere lavorate a mano in cuoio e indossate da Valentina, quella del gabbiano è preziosa quanto lo scudo-sole, che a sua volta brilla su donne sole, vittime di una guerra senza senso. Nella maschera indossata non sul volto ma sulla nuca è racchiusa quella scintilla di grecità che a tratti torna e sorprende.

Originale e ad effetto l’idea di alternare a momenti di grande pathos, la leggiadria bamboleggiante e vagheggiante di “Etora”, che in sottoveste con accento bergamasco chiede al suo Ettore dov’è mentre una musichetta per bimbi ne introduce l’arrivo. Per Valentina Capone, attentissima ai dettagli e perfezionista d’istinto, duale e sensuale nel suo alternarsi donna, bambola, e all’occorrenza gabbiano, la variazione apportata nel finale della piece gioiese, ispirata dall’intensa partecipazione del pubblico, diverrà partitura. E’ lei ad aggiudicarsi il premio della critica della giuria.

 

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