Giovedì 27 Giugno 2019
   
Text Size

MIMMO CASTELLANETA SCOPRE NUOVA OASI A GIOIA-foto

oasi mimmo castellaneta0

oasi mimmo castellaneta3 Nel giorno della “Festa della Terra” l’evento organizzato dall’Università della III Età e del Tempo Libero dal titolo  ‘Un Ecosistema naturale’ si è rivelato un vero e proprio atto di amore verso la natura e il territorio da parte del promotore della serata, Mimmo Castellaneta, il quale, con grande pazienza e dedizione, ha realizzato nell’arco di più di un anno una serie innumerevole di foto che restituiscono a Gioia del Colle una preziosa testimonianza della fauna e flora, la presenza di uccelli migratori e stanziali in una zona di 11 ettari situata subito dopo la zona abitata nella quale 11 vasche contengono acque reflue.  Grazie ai controlli ed alla applicazione severa del divieto di far confluire i reflui della lavorazione del latte nelle fogne, non si sente più l’odore nauseabondo che tanto aveva caratterizzato quella zona e dunque la fitodepurazione ha contribuito alla formazione, sotto il profilo faunistico, di una zona palustre.

Mimmo Castellaneta non si è limitato a ‘fare scatti’ in modo sporadico  ma ha seguito con la sua inseparabile macchina fotografica il cambio delle stagioni: ha aspettato gli uccelli migratorioasi mimmo castellaneta2, ne ha colto momenti di ‘vita’ e intimità, ha osservato le vasche cogliendo i cambiamenti delle zone galleggianti nell’arco di poche ore e di vari giorni, ha  catturato immagini sorprendenti di orchidee selvatiche, iris, piante carnivore, asparagi. Durante l’evento si è scoperto che il nostro territorio vede la presenza non solo di uccelli stanziali quali le folaghe ma anche di gallinelle che nidificano  nell’erba alta e di tuffetti che vivono quasi sempre sott’acqua, specie fotografate in momenti diversi mentre corrono sull’acqua, quando si scontrano per difendere il territorio, alla schiusa delle uova. Castellaneta fotografa inoltre bisce d’acqua, tortore, gazze, la moretta codone e la moretta tabaccata, le marzaiole mentre scandagliano il fondo per trovare il cibo, coglie inoltre un serpente lunghissimo mentre si sdraia in modo maestoso lungo tutta l’ampiezza della chioma di un albero e poi cattura le immagini di ramarri, gechi e perfino scopre un ibis sul quale si distingue il numero 754 sulla zampetta ad indicare un legame segreto con chi studia  e segue i flussi migratoasi mimmo castellaneta4ori.

Nella cornice naturale osservata da Castellaneta  vengono colte volpi guardinghe mentre escono furtivamente dalle loro tane, un asparago viene ‘percorso’ da un  lombrico e poi foto di falchi di palude, falchi grillai, poiane, cavalieri d’Italia elegantissimi con le lunghe gambe rosse, upupe, beccaccini, pittime, gabbianelli, gazzette col ciuffo bianco e quelle con l’abito da sposa ed ancora la volpoca, l’airone rosso e l’airone cinerino con le magnifiche aperture alari di oltre due metri. E’ un viaggio senza fine nella storie della natura, nella vita quotidiana delle rondini che giocano e si passano il cibo, dei germani reali che si rincorrono al tramonto ed è anche un percorso negli atti che regolano la vita del mondo: una vespa mentre uccide un ragno,  due libellule eleganti e diafane colte non solo nel momento dell’accoppiamento ma anche quando, contemporaneamente, riescono a volare.

L’evento ‘Un Ecosistema naturaloasi mimmo castellaneta5e’ oltre a presentare visivamente i risultati dell’efficacia  dell’impianto di depurazione di origine biologica, nel quale si forma il plancton allorquando non giungono liquami con elementi tossici, ha offerto interessanti proposte da parte di Mimmo Castellaneta, del biologo ambientale Roberto Cazzolla Gatti, del responsabile della gestione impianti dell’Acquedotto pugliese Massimiliano Baldini e dell’agronomo Walter Ivone per la valorizzazione di questa ricchezza naturalistica. Si è proposta la realizzazione di un percorso didattico per favorire il turismo anche scolastico che preveda varie fasi preparatorie quali la costruzione di capanne per bird-watching, l’integrazione del complesso zootecnico situato nelle vicinanze con il parco archeologico di Monte Sannace e naturalmente l’espropriazione dei terreni limitrofi per ampliare le vasche e continuare con la fitodepurazione e la piantumazione per offrire infine ai turisti sempre più attenti alla integrazione storia-natura un esempio virtuoso di tutela del territorio e delle specie a rischio di estinzione. Si è ipotizzato un adeguamento funzionale dell’impianto attraverso il quale sarà possibile restituire un impianto di affinamento per l’agricoltura e dunque roasi mimmo castellanetaidurre l’impatto ambientale dell’impianto di depurazione, ma soprattutto Roberto Cazzolla Gatti ha individuato delle priorità quali l’analisi e il censimento delle specie presenti dal punto di vista della flora e della fauna, il monitoraggio della qualità delle acque poiché non sempre dove c’è natura c’è qualità, la realizzazione di campagne di antibracconaggio poiché molti cacciatori si spingono in questa riserva, la costruzione di solide recinzioni, l’ampliamento del Parco di Lama san Giorgio e prima di tutto la promozione di una ‘Consulta per l’ambiente’ che dialoghi  con tutti per sensibilizzare ai problemi ambientali e sia in grado di promuovere e diffondere una cultura verde nel territorio.

Sostiene il grande scrittore Saramago che nella vita bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, ritornare sui passi già fatti, per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Così come ha testimoniato Mimmo Castellaneta bisogna ricominciare i viaggi, proporre nuovi percorsi, tendere al miglioramento, tracciare nuove sfide. Sempre.

Scatti fotografici a cura di Mimmo Castellaneta, Cataldo Liuzzi, Rosangela Mancino.

Commenti  

 
#6 maria capozzi 2014-05-03 22:41
D ove si trova lama san giorgio??
 
 
#5 Coyote 2014-05-01 19:28
Piante carnivore anche nell'agro gioiese? Credevo che esistessero solo ALL'EQUATORE. Beh se è così i vegetariani ed i vegani la smettano di rompere le scatole, se qualcuno di loro finisse mangiato da una di quelle piante... sai CHE FIGURA!
 
 
#4 Marisa 2014-04-29 22:30
Bellissime immagini e splendidi esemplari da proteggere - Complimenti Mimmo. Grazie per aver scoperto questo piccolo Paradiso.
 
 
#3 galuanna 2014-04-29 13:57
"sei grande, grande, grande sei grande solamente tu!" Grazie Mimmo!
 
 
#2 Veleno 2014-04-29 13:47
Finchè i politici non ci rimettono lo zampino... che qua come una cosa s'aggiusta, subito ci si mettono d'impegno a guastarla... Vuoi vedere che mo ripuliscono tutto, bonificano la palude, sfrattano gli uccelli e fanno condomini pure qui? Però, Mimmo, un appunto te lo devo fare; possibile che non hai mai beccato con le tue foto un bel bracconiere, magari pure ingegnere (che fa rima)a caccia di anatre selvatiche per impedire che nidificano (non sia mai) in lama San Giorgio? Secondo me sì;)
 
 
#1 Vanna Magistro 2014-04-29 11:54
almeno loro vivono bene...:)
grande Mimmo!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.