FESTIVAL DI PASQUA. ORCHESTRA SINFONICA PROVINCIALE

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Christoph Gedschold 1 Lunedì 14 aprile alle 20.00 prosegue il Festival di Pasqua dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari: alla Chiesa Madre S. Maria Maggiore di Gioia del Colle, l'orchestra sarà condotta da Christoph Gedschold, che dirigerà la Marcia Funebre (tratta dalla Sonata op. 35) di Fryderyk Chopin e il Requiem in re minore per soli, coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart.

Solisti il soprano Adriana Damato, il contralto Antonella Colaianni, il tenore Francesco Zingariello e il basso Enrico Iori; Il Coro Lirico di Lecce sarà diretto da Emanuela Di Pietro. L'evento è realizzato in collaborazione con il Centro Civico 121, l'Associazione Amici della Musica "Paolo Falcicchio". Ingresso libero. Infotel: 349.941.88.06 - 348.778.86.25.

Ufficio stampa Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari

Livio Costarella (mobile: 339.42.67.627)

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Requiem in re minore per soli, coro e orchestra, K 626

Ultima delle composizioni di Mozart, che vi attese persino sul letto di morte senza riuscire a completarlo, il Requiem è sempre stato accompagnato da un alone di leggenda, accresciuto dalle circostanze misteriose che ne caratterizzarono lafestival pasqua orchestra sinfonica bari stesura. È noto infatti che l’opera fu richiesta a Mozart da un anonimo committente alla precisa condizione che l’autore non ne dovesse rivendicare la paternità. Si trattava in realtà del conte di Walsegg che, essendo solito spacciarsi per compositore, desiderava poter disporre di un’opera di un certo respiro, sì da poter avvalorare le proprie millantazioni.

Tuttavia, Mozart riuscì a ultimare solo il Requiem e il Kyrie, ovvero l’inizio della partitura e le parti vocali di Dies Irae, Rex Tremendae, Recordare, Confutatis, Domine Jesu, Hostias e le primissime battute del Lacrymosa. Per quanto riguarda la parte orchestrale, si limitò invece a lasciare numerose indicazioni che si rivelarono preziose per Franz Xavier Sussmayr, il suo allievo cui toccò il compito di ultimare l’opera.

Il Requiem si apre con un’introduzione strumentale di sette misure dal tono delicato, cui segue l'ingresso del coro che intona la preghiera del Requiem Aeternam. Il clima cambia sulle parole “Exaudi orationem meam” con un vigoroso intervento dell’orchestra che prelude a una doppia fuga. Segue il Dies Irae i cui toni drammatici sembrano come voler esprimere la disperazione dei peccatori nel giorno del Giudizio Universale. Il trombone tenore irrompe quindi annunciando il Giudizio nel Tuba Mirum, che però raggiunge quasi subito un’atmosfera più pacata affidata al quartetto dei soli.

I movimenti successivi esprimono momenti spesso tremendi e disperati, quali nella mente dell’autore dovevano raffigurarsi quelli del giorno del Giudizio. Ecco allora la gravità del coro nel Rex Tremendae Majestatis che sfocia nella delicata supplica del Salva Me. E ancora c’è il contrasto fra le atmosfere semplici, ma eloquenti del Recordare e i toni accesi del coro nel Confutatis. È tuttavia il Lacrymosa, del quale Mozart riuscì a comporre solo le prime due misure degli archi e le prime otto del coro, il momento fra i più toccanti di tutta la composizione.

Nel Domine Jesu e nell’Hostias, i sentimenti cambiano gradatamente sino a passare dal senso di terrore a uno spirito di rassegnazione espressi rispettivamente con l’impiego di un mottetto contrappuntistico e di uno omofonico, cui segue la fuga di Quam Olim. Interamente di Sussmayr sono quindi il Sanctus e il Benedictus, mentre invece l’Agnus Dei conclusivo riprende i temi di apertura della composizione.

Il Requiem ebbe la sua prima esecuzione a Wiener Neustadt il 14 dicembre del 1793.

[Note a cura di Ugo Sbisà]