Giovedì 19 Maggio 2022
   
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SEVEN. LE NOSTRE RECENSIONI SUL “CINEMA INVISIBILE”

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giovane-e-bella-il-poster-italiano-in-esclusiva-288050Per la Rassegna del “Cinema invisibile”, a cura del Seven Cineplex di Gioia del Colle, è stata trasmessa “Giovane e Bella” una pellicola francese accattivante e sensuale, a tratti ermetica. Firmata dal regista Francois Ozon, la commedia ha partecipato al prestigioso festival di Cannes nel 2013.

Gli splendidi nudi e gli allusivi giochi d’ombre, le atmosfere soft erotiche, i paesaggi ameni, le conversazioni giocate sui “non detto”, conferiscono alla pellicola un fascino irresistibile, squisitamente francese, sin dalle sue sequenze iniziali. Interpretata magistralmente dalla bellissima Marine Vacth, la protagonista è Isabelle, splendida diciassettenne in villeggiatura al mare con la famiglia. Una famiglia allegra e serena, se pur con qualche zona d’ombra (come lo strano rapporto, al limite dell’incestuoso, tra Isabelle ed il fratello minore Victor, non indifferente alla sensualità della sorella).

Il film è suddiviso in quattro capitoli, tanti quante sono le stagioni di un anno, accompagnati da quattro meravigliosi brani di Françoise Hardy.Tornata in città e giunto dunque l’autunno, ecco la sorpresa: la ragazza si prostituisce presso hotel di lusso, vendendosi ad altolocati signori francesi. Un tema che, visto i recenti fatti di cronaca in Italia (ricordiamo la triste quanto squallida vicenda delle due quindicenni romane che si vendevano per qualche centinaio di euro), non può che colpire profondamente gli spettatori.jeune-jolie-giovane-278346

Una ragazza bellissima con un mare di tristezza e di inspiegabile vuoto dentro: perché lo fa? Il film suggerisce ipotesi di risposte, ma senza convincere: forse il padre lontano, forse la madre non del tutto fedele al marito… tutte risposte che non convincono, e il film, come è tipico nelle sceneggiature francesi, lascia insoluti molti dubbi, come il pentimento della ragazza, che latita, e si intravede solo alla fine del film. La doppia vita della ragazza si interrompe bruscamente quando viene scoperta dalla polizia e dalla famiglia, in seguito alla morte di uno dei suoi clienti più affezionati, l’unico con cui abbia mai instaurato un vero rapporto umano.

Costretta a smettere, Isabelle - annoiata dai suoi coetanei -, non perde il vizio di stuzzicare uomini molto più grandi di lei, consapevole della sua conturbante bellezza. Per un periodo, dopo la vicendFRANCE CANNES FILM FESTIVAL 2013a, incoraggiata dalla madre a vivere nella normalità e “da diciassettenne”, Isabelle, esce con un suo coetaneo che la famiglia accoglie con gioia.

Ma la storia dura poco, perché è lei ad essere annoiata, ha conosciuto un mondo più adulto, reo e perverso, e non può e non vuole tornare indietro. Il regista si rivela un abile indagatore del desiderio femminile nel suo versante più inconfessabile. Ozon riesce con semplicità a “dire” ciò che la protagonista non dice, e cioè il suo godimento nel prostituirsi non per denaro ma per un desiderio, di certo perverso, di essere un puro oggetto di godimento per l’altro.

Il film, come dichiarato dallo stesso Ozon, è un omaggio a Bella di giorno, il film capolavoro del 1967 di Luis Buñuel, tratto a sua volta da un romanzo di Joseph Kessel. Un film che lascia sgomenti ma piace, per la sua totale assenza di ipocrisia.

 

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