Giovedì 19 Settembre 2019
   
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APPLAUSI E COMMOZIONE PER VITO OSVALDO-foto

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Foto 3 Giovanna Carelli, Laura Colaninno, Lyuba Centrone, Fiorella Cardilli In attesa di notizie sul Festival delle Filodrammatiche intitolato al regista, rievochiamo le emozioni vissute nella serata a lui dedicata il 12 febbraio, giorno del suo compleanno.

Vi è un solo luogo nel quale è possibile tornare da “assenti” e rivivere le stesse emozioni, nel quale ritrovarsi e lasciarsi ritrovare… quel luogo è il teatro ed è qui che Vito Osvaldo Angelillo il 12 febbraio, giorno in cui avrebbe compiuto 49 anni, è stato applaudito e ricordato attraverso le sue opere, le sue poesie, le sue musiche, la sua arte.

In platea le “icone” delle sue tante rappresentazioni, diciotto delle quali teatrali, di cui solo quattro ospitate nel Rossini, manifesFoto 2 Pubblicoti artistici, ideati con cura, mai banali o scontati, ricchi di allegorie e rimandi non da tutti percepiti, così come forse non sempre è stata compresa la drammaturgia delle sue riscritture, la ricercatezza di effetti speciali, il continuo rinnovarsi ed evolversi della sua arte.

Il suo violoncello è in un angolo, metaforica, silente presenza a conferma che “le cose strane stanno bene al loro posto”. Tra il pubblico Giovanna Carelli, Laura Colaninno, Fiorella Cardilli e Lyuba Centrone... cuori recitanti e pulsanti di DiversaMente, lo chiamano con i tanti nomi dei personaggi interpretati, si alternano in un gioco di voci suggestivo, lo cercano e trovano, lo ascoltano e interpretano con il pathos di sempre non più la parte “assegnata”, ma quella “vissuta” sulle sabbie mobili dei ricordi pur se con passo leggero, per nonosvaldo sprofondare nella disperazione o nell’oblio.

La regia della serata affidata a loro e a Sofia Antonicelli, tenerissimo “pneuma” di Osvaldo, è perfetta. Tre minuti e mezzo di incursioni nel percorso artistico dell’attore… fotogrammi che si inseguono frenetici e raccontano di tutto, mentre la musica da lui composta e donata a Giovanna, irrompe e commuove con note struggenti.

Sul palco si alternano - invitati da Domenico Di Bari - gli amici di sempre, per primo Francesco D’Aprile che affida alle corde della sua chitarra il saluto melodico ad un grande uomo “che ha fatto buon uso della morte”. Le testimonianze si susseguono a ritmo serrato, brevi, iosvaldontense, incalzanti… Le attrici ne tracciano il profilo, snocciolano in pochi minuti un’intera vita: titoli, anni, esperienze, speranze…

Giacomo Leronni lo ricorda in due poesie, la prima di Osvaldo dal titolo “164 Celsius”, recitata con la stessa enfasi del suo autore, la seconda è il suo saluto da poeta a poeta all’amico di sempre, quello cui dar voce nell’assenza.

Filippo Masi sgrana ricordi, recita “Alla luna” e torna tra il pubblico, commosso. Domenico Grassi, indimenticabile “De Andrè” nel concerto tenutosi nel castello nel 2009, con raffinata eleganza accompagnato da Francesco D’Aprile, dedica al regista due brani e l’emozione dirompe.

Augusto Angelillo sceglie “Tira e molla” e “Cerco una donna, ovvero utopia” per raccontare Osvaldo, ed è lì, accompagnato dalle note dei Led Zeppelin, nella satireggiante ironia di versi composti da adolescente, che Osvaldo torna a sorridere e irridere la vita, osannando la morte. osvaldo

Un tema che torna spesso nei suoi scritti, un’ossessiva presenza, presagio di assenza, che eclissa la luce in un brivido di buio.

E la serata tocca il suo acme nella recitazione a quattro voci della poesia dedicata a Osvaldo da Filippo Paradiso: “Stringhe, scacchi e nebulose”.

Quindi Titti Dell’Orco e Ilaria Stoppini improvvisano al flauto due brani ispirati all’esperienza condivisa con il regista in alcune collaborazioni artistiche, il feeling tra loro era assoluto.

Prima che Elisa Barucchieri - di ritorno da Roma - danzi su musiche inedite di Osvaldo, Irene Martino descrive “Garibaldi reloaded”, il film che il regista - attore ha realizzato, sceneggiato, prodotto e dopposvaldoiato, scrivendone il soggetto e le musiche, in parte filmato nella masseria Canale. Un’opera che stupisce per fattura, classe e originalità, tenendo conto degli scarsissimi mezzi a disposizione per realizzarla. Si chiude così, con la proiezione del film ed un inno alla vita, una serata non commemorativa ma evocativa di un grande regista ed attore, per i suoi amici semplicemente Osv.

Un sincero grazie a Mario Di Giuseppe per il suo puntuale e immancabile contributo fotografico.

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