Giovedì 21 Marzo 2019
   
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MARIO VACCA, GRANDE E GENEROSO SCULTORE-foto

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mario vacca Si è conclusa il 6 ottobre presso il Museo diocesano la mostra che ha ospitato dal 21 settembre “il concistoro” del maestro Mario Vacca - quattro dei cardinali scolpiti in legno -, in adorazione del Cristo ricavato da un tronco cavo di ulivo, a testimonianza di quella “Fede manifesta” che dà il nome all’evento.

Con Vacca hanno esposto Michele Damiani, Michelangelo Di Virgilio, Mario Addamiano, Vito Maiullari e Claudio Cusatelli.

La mostra inserita nella rassegna “Notti sacre”, conferisce allo scultore gioiese, lo stigma della sacralità d’Arte, tema che affiora e da cui trae ispirazione in prossimità di festività e ricorrenze religiose.

In questi giorni è in fase di ultimazione uno splendido bassorilievo in pietra. Raffigura un maestoso presepe e a Natale potrà essere ammirato nella Chiesa di San Domenico che già in passato si è adornata dei presepi scolpiti dal maestro.

Un’opera complessa, curatissima nei dettagli, stilisticamente espressione di Fede ancor prima che di Arte, perché Mario Vacca nella scelta del legno o della pietra da scolpire, lascia che sia lo spirito della natura racchiuso nella roccia o il vissuto del legno, spesso cavo, imperfetto, antico, a suggerire l’oggetto da scolpire, percepito e visualizzato con il cuore.cardinale scultura mario vacca

Ed è lo sguardo del maestro a conquistare, colmo di un entusiasmo quasi fanciullesco che le delusioni e la consapevolezza di essere scarsamente valorizzato proprio nella sua città, non riescono ancora a scalfire.

Le sue “monete” in pietra, nel suo progetto da apporre su murature perimetrali del centro storico per invitare i turisti ad entrarvi, sono in bottega, in via Carlo III di Borbone, in attesa di una conferma a lungo attesa e mai giunta.

Avevo chiesto all’Amministrazione di poter posizionare due delle opere di fronte al Castello, sulle mura dei locali di proprietà Manzari, all’ingresso di via Concezione. Il quel punto avrebbero segnato l’ingresso verso il centro storico creando un percorso di attrazione turistica che a mio avviso dovrebbe essere indicato con una targa o delle frecce. Ancora meglio se si pubblicasse un foglio di identità territoriale, un pieghevole, tradotto anche in inglese da distribuire nel Castello o nella Pro Loco, con il quale presentare le Porte dell’Imperatore e le sculture. Alcuni mesi fa, prima che avesse luogo la seconda edizione delle Porte dell’Imperatore, ho chiesto al Comune di contattare i proprietari, che risiedono fuori Gioia e non saprei come rintracciare, per recepirne il consenso, ma ad oggi non ho ricevuto risposta.”

Per l’Ente che riscuote tributi, trsculture mario vaccaamite anagrafe non è difficile rintracciare i proprietari - per altro possidenti di ampi terreni e numerose proprietà in Gioia - o il curatore delle stesse...

Da premettere che le sculture sono donate e non “comprate” dall’Amministrazione, una gratuità che meriterebbe ben altra considerazione.

Il 22 dicembre dello scorso anno con una cerimonia frettolosa e poco pubblicizzata fu inaugurata l’apposizione di trentaquattro sculture raffiguranti Federico II, Bianca Lancia e simboli federiciani, le stesse che oggi impreziosiscono il cuore della città, valorizzando le Porte dell’Imperatore dipinte in agosto su progetto di Mario Pugliese e Artensione.

In bottega, accanto alle monete di raffinata e complessa fattura, compaiono i volti di quattro briganti, anch’essi in pietra di Carovigno non levigata ma ingrigita dal tempo e dalle intemperie, opere che già raccontano un’altra storia…

Un nuovo progetto “sboccia” dagli scalpelli di Mario Vacca e, ne siamo certi, sarà un successo.

Commenti  

 
#1 Aldo Liuzzi 2013-10-14 16:55
Ogni volta che entro nella tua bottega d'arte mi prende un senso di EUFORIA ARTISTICA.Fotografo di tutto con la tua compiacenza e vorrei portare via anche i truciuoli che tu crei con i tuoi scalpelli e mani magiche,perchè anche loro odorano D'ARTE!!!
 

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