Martedì 20 Agosto 2019
   
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LA MUSICA, PER COMUNICARE COL “BAMBINO PRENATALE”

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L’arrivo di un figlio, l’inizio della sua conoscenza, il sentirlo crescere e l’instaurarsi della nuova relazione col feto prima e col bimbo poi è, forse, la cosa più eccezionale che capita nella vita di una donna. La comunicazione col “ bimbo prenatale” è un’esperienza unica ed emozionante.

Il direttore di un servizio di neonatologia di Parigi racconta un avvenimento realmente accaduto, molto interessante: una donna incinta al sesto mese andò a chiedere un sistema per far spostare il feto che si era messo di traverso sulla sua vescica biliare procurandole un continuo dolore. Il dottore disse alla donna di parlare col figlio spiegando che si doveva spostare perché le faceva male.

La signora se ne andò perplessa. Dopo una settimana telefonò al dottore sorpresa e contenta e disse: “Dottore ha funzionato!”. Per lui niente di strano, ma la donna aveva capito, solo allora, che con il figlio si può comunicare e ci si può capire anche durante la gravidanza!

Ogni donna istintivamente ha questo colloquio col bambino. Spesso è un colloquio silenzioso, timido, nascosto. Insieme alle parole al feto passano le emozioni, i suoni, il calore, la luminosità. La musica, “l’arte dei suoni, è per eccellenza espressione delle emozioni. Ascoltare una voce che parla è favorire il farsi melodia del canto che è in questa voce. Prima ancora di essere parola la voce è canto” (Giulia Cremaschi Trovesi - Presidente Federazione Italiana Musico terapeuti).

La stimolazione sonora durante la gravidanza accresce la sensibilità materna verso il bimbo e invita quest’ultimo ad interagire con lei e quindi col mondo esterno. Cantare e muoversi permette di cullare il feto intraprendendo una prima attività ludica che aiuta madre e figlio a vivere più serenamente la gravidanza, troppo spesso vissuta con ansia.

Gli studi straordinari di Alfred A. Tomatis (1920-2001), medico otorinolaringoiatra francese, specializzato nel trattamento dei disturbi dell'udito e del linguaggio, tradotti in tutto il mondo, affermano che, nei nove mesi di gestazione, il feto costruisce la propria capacità di attenzione, a partire dall'ascolto della voce materna e dagli stimoli uditivi che riceve filtrati nel corpo della madre.

Il futuro sviluppo del nascituro è quindi legato a quel periodo della gravidanza che può essere sereno o, al contrario, difficile. Per questo Tomatis ritiene che il tempo della gestazione sia di fondamentale importanza nella formazione psichica dell'uomo. Egli inoltre parla dell’effetto dei diversi tipi di musica sul sistema nervoso (della madre e, di riflesso, del feto) e quindi dell’importanza della scelta del tipo di musica.

Il periodo della gravidanza e non solo questo, secondo Tomatis dovrebbe essere “alimentato” dalla musica di Mozart, dal canto gregoriano e dalle filastrocche in quanto creano ed incrementano l’armonizzazione, la dinamizzazione e il rilassamento, il risveglio e la comunicazione.

T.G. Dell’Orco

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