Venerdì 20 Settembre 2019
   
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PUBBLICO ENTUSIASTA PER ORCHESTRA DE FALLA-foto

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orchestra provinciale de falla Venerdì, 30 agosto, nell’accogliente piazzetta Luca D’Andrano, si è esibita, per la gioia dei numerosi partecipanti, l’Orchestra di Chitarre De Falla, diretta dal M° Pasquale Scarola, un concerto offerto dalla Provincia, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

Ha dato inizio alla serata l’assessore alla Cultura, Piera De Giorgi, la quale ha presentato l’evento, parlando della formazione musicale che apprezza molto e che ha seguito nel tempo, nei suoi successi in Italia ed altrove.   

Un cenno di ringraziamento, ripetuto per tutta la serata, ad un componente dell’orchestra, il M° Francesco D’Aprile, che si è adoperato nei contatti tra la formorchestra provinciale de fallaazione musicale e la nostra città.

 

Ha preso poi la parola il direttore – il M° Pasquale Scarola -, il quale ha spiegato la motivazione principale del suo lavoro: un nuovo modo di fare musica, rivisitando, in chiave chitarristica il repertorio classico di svariati generi musicali, da Bach a Joplin, da De Falla ai classici della musica partenopea, dalla musica classica al Flamenco, fino a quella dei giorni nostri, con particolare riguardo alle trascrizioni da altri strumenti. Autentica novità nel quadro della musica per chitarra.

Il maestro Scarola, cresciuto in una famiglia di musicisti, si è diplomato in chitarra classica con il massimo dei voti presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. E’ diplomato aorchestra provinciale de fallanche in tromba e, riscuotendo unanimi consensi, svolge un’intensa attività concertistica sia come solista, sia in gruppi di musica da camera. E’ anche compositore, con pezzi per chitarra solista e per orchestra. Dal 1979 è docente di Chitarra presso il conservatorio “N. Piccinni “di Bari. Nel gennaio 2000 ha fondato “L’orchestra di chitarre- DE FALLA” di cui è direttore ed arrangiatore dell’intero repertorio.

L’Orchestra che si avvale anche di strumenti diversi: oboe, mandolino, percussioni e flauto, è composta da un organico di venti elementi, tra cui docenti e diplomandi del conservatorio di Bari e svolge un’intensa attività concertistica, partecipando anche a vari festival di chitarra e riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critica. Ed il consenso non è mancato neanche a Gioia, dove un pubblico numeroso e partecipe, ha seguito comporchestra provinciale de fallaatto sino alla fine, nonostante l’incalzare della frescura serale, tutto il vasto e vario programma, chiedendo anche di prolungare la serata. Il repertorio ha spaziato da autori spagnoli, brasiliani, nord americani, venezuelani, italiani.

Il primo pezzo “El Vito”, una danza spagnola di Sainz De La Maza, ha infiammato la piazza con il suo ritmo dirompente per poi ricercare accordi più pacati, guizzanti e tornare a irrompere in un crescendo sapientemente scandito.

Un bell’inizio, non c’è che dire!

Quindi un tuffo nella musica nordamericana, inizialmente melodica, per poi lasciarsi trascinare dai mirabili arrangiamenti di Scarola in un travolgente e altalenante swing. Ritmica e movimento anche nel terzo brano, un blues di Paulo Bellinati, culmiorchestra provinciale de fallanato in un crescendo di flauti e percussioni, assolutamente irresistibile.

Il quarto brano di Jorge Cardoso, una invitante samba suadente di arpeggi sincopati, è stato impreziosito dall’accompagnamento di splendide voci. E’ stata poi la volta di brani di Nino Rota, con musiche da film. Musica avvolgente, estremamente suggestiva, accompagnata anch’essa dal canto emozionante di giovani voci.

Il flauto ha dominato, con il suo suono limpido e struggente, come struggenti sono i ricordi che la musica riesce magistralmente ad evocare. Nei brani successivi le percussioni e le chitarre sembravano invitare al ballo, con ritmi presi dalle culture priorchestra provinciale de fallamitive, arricchiti dalla maestria di una moderna interpretazione.

Con il flauto solista di Antonio D’Ambra vengono evocate le grandi solitudini delle praterie russe e poi il ballo vorticoso della czàrdas. Ed ancora Ennio Morricone, con “C’era una volta in America”, musica evocatrice di mille storie, d’infiniti sacrifici. Storia della miseria che si ribella alla povertà, all’ingiustizia. E poi semina altre povertà ed altre ingiustizie.

Con Velasquez, riascoltiamo tutti con piacere un classico spagnolo, “Besame mucho”, cantato con intensa partecipazione, note che rievocano le feste di una volta. E’ stata poi la volta di due brani della canzone napoletana, con orchestra e canto. Come non sentirsi coinvolti dalla musica  di “Io te vurria vasà” eorchestra provinciale de falla da  quella di “Marechiare”?

Con le cantanti dell’orchestra ha cantato tutta la piazza.

Gli ultimi brani di Bellinati e di Zequinha, e Tico Tico, nonostante il freddo della notte ormai incalzante, hanno coinvolto piacevolmente tutti, tanto da chiedere a gran voce più di un “bis”. La serata si è conclusa con la musica bellissima, evocativa de “La vita è bella” di Piovani.

Tutti bravi i suonatori, una menzione particolare per Vincenzo Guerra alle percussioni e al flauto solista, Antonio D’Ambra. Bravissima anche la solista del mandolino, Lorella Falcone, anche ottima cantante e Paola Pennacchia, splendida soprano.

Da ultimo, bravissimo e simpatorchestra provinciale de fallaicissimo il direttore Pasquale Scarola, che oltre a dirigere l’orchestra ed arrangiare tutti i brani ascoltati, adattandoli agli strumenti, ha tenuto la piazza “in mano”, coinvolgendola spesso nel canto e nell’accompagnamento con il battito delle mani.

Auguri a tutti i giovani musicisti, in particolare al nostro concittadino, il chitarrista Francesco D’Aprile e a tutti i musicisti non ancora nominati: Mirko Loconsole, Francesco Ragone, Lorenzo Testini, Giuseppe Spinelli, Ivan Lopez, Domenico Susca, Daniele Accettura, Mauro De Ceglie, Giorgio Mazza, Gennaro Di Gennaro, Nicola Porfido, Antonio Staffieri, Vito Vilardi, Luca Ressa, Donato Coscia, Marinella Napoli (chitarre) Angela Schiralli (violoncello), Francesco Rossini (contrabbasso), Stefania Dell'Olio, Irene Sciancalepore (flauti).

Scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe.

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