Venerdì 22 Novembre 2019
   
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PRESSO L’IMMACOLATA SI CANTA CON GIOIA E CON PASSIONE-foto

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Ben dodici i cantanti eparrocchia immacolata. canta con gioia 1° serata le band che si sono alternati il 12 agosto sul palco di “Gioia in musica…Canta con Gioia”, per mettere il loro talento al servizio della solidarietà nell’accogliente giardino - per l’occasione trasformato in anfiteatro - della Parrocchia Immacolata di Lourdes. (TANTI ARTISTI A “CANTA CON GIOIA” PER SOLIDARIETÁ-foto ).

Una serata iniziata in ritardo, rispetto al programma, animata anche dal frenetico impegno del service di Giuseppe Panetti, alle prese con decine di microfoni e cavi, jack sound e prove audio dell’ultimo minuto.

Presentatori d’eccezione Gegè, al secolo Vincenzo Donvito, ed il sempreverde Giovanni Saparrocchia immacolata. canta con gioia 1° seratantamaria, storico show man ed attivista della parrocchia. Nelle retrovie l'instancabile Elio Gisotti e sua moglie Carmela - come api operose - si aggirano tra il pubblico per assicurarsi che tutto vada bene e dare una mano allo staff.

Ad accogliere il pubblico Antonio Jacobellis, Nicola Cuscito, Pino Vavallo e Antonio Stasi, sorridente e cordiale. Predestinata ad interpretare il ruolo di "ostessa" Teodora Mastromarino dispensa leccornie, aiutata per l'occasione dalle sue figlie Valentina e Marilisa Paradiso, catechiste che animano e organizzano le bellissime attività dell'oratorio con Margherita Stasi.

Primi a scendere in campo i Flow, giovane gruppo “post rock con contaminazioni psichedeliche new wave”, con Gianfranco Maselli, Marco Capodiferro e Giorgio Cuscito - voce e chitarra suonata spettacolarmente “a testa in giù” e - come nella migliore delle tradizioni rock -, armeggiata a mo’ di clava. Scatenatissimo il primo brano, più melodico il secondo, con surreale chiusura ad effetto nel finale.

Tre i brani eseguiti dalla band Linea discontinua, nome scelto per sottolineare le difficoltà dei giovani nel relazionarsi e il disagio generato dalla frammentarietà della società, segmentata in microcosmi di incomunicabilità. Alla tastiera Ilaria Fico, voce e chitarra Giuseppe Spinelli, al basso Vito Aparrocchia immacolata. canta con gioia 1° seratantonio Parlante e alla chitarra Michele Vitrani.

Quindi propongono due brani del loro repertorio gli Hurricane 84, un gruppo formato da quattro voci: Alessandro Capozzi, Miriam Cianciotti, Claudio Mastromarino ed Elena Bellacicco, alla chitarra Davide Casamassima e alla tastiera Anastasio Romano, alunni dell’Accademia “la Fenice” diretta da Paolo D’Ascanio.

Simpaticissima l’esibizione dei Tressette con il morto, rivelatosi poi un pupazzo. Lo portano in scena Gabriele Mastrapasqua e Giacomo Antonicelli, mentre Gabriele D’Aprile - splendida voce e tastierista della band -, canta accompagnato dagli strumenti dei suoi amici, tre brani storici: il primo uno scatenato rock and roll del mitico Elvis Presley, il secondo un classico napoletano: “Dove sta Zazà” ed infine “Tu vuo fa’ l’americano” di Renato Carosone, un repertorio anni ’50 e ’60 che ha mandato in visibilio il pubblicoparrocchia immacolata. canta con gioia 1° serata sia per l’esecuzione davvero magistrale che per la simpatia dei ragazzi. In estasi il decano dei caseari, Martino Nettis, con paglietta e piuma gialla, in prima fila ad applaudire.

Nel Trio country suonano il banjo Pasquale Petrera e le chitarre Paolo e Giuseppe Mastromarino. Dei due fratelli Santamaria ricorda il papà, barbiere e musicista, “soprannominato “il brigadiere” e titolare dell’orchestra dei Capson”, riportando indietro nel tempo molti dei presenti. A sorpresa si uniscono al trio Sandro Corsi alla batteria, gentilmente prestata da Tommaso Lillo, e Kecco Recchia al basso, ed è grande festa! Ultimo brano una “polka” suonata dai fratelli Mastromarino.

Torna sul palco Kecco Recchia accompagnato da Giuseppe Mastromarino con due dei suoi brani più famosi. Su “Le stelle cadenti” il musicista accenna agli F 35 e alle diatribe con Gianvito Ventimiglia, quindi “esprime un desiderio”, offrparrocchia immacolata. canta con gioia 1° serataendo dal palco un simbolico e pubblico ramoscello d’ulivo: ritornare “amici” nella musica.

E’ la volta di Sandro Corsi alla chitarra, accompagnato da Tommaso Lillo alla batteria. Voce roca, look da country man e tanta simpatia.

Una delle formazioni più attese della serata, i Lariulà, porta una ventata di folklore con due brani inediti, inseriti nel CD in fase di registrazione che verrà presentato in concerto il 12 dicembre nel teatro Rossini. Sul palco Adele e Pino Tramacere ottime voci che con Teresa Benincasa, sempre più brava tanto da poter competere con la regina dei suoni della Murgia, Maria Moramarco, Tommaso Lillo alla batteria e Giorgio Carbonara alla chitarra. Il primo brano anni ’70, composizione rivisitata da Pino Tramacere e cantata all’epoca con Toni Cozzolino, Berardo Antonicelli, Antonio Pellicoro (oggi Antoniparrocchia immacolata. canta con gioia 1° seratao Da Costa) ed altri amici, racconta la tragedia di un carabiniere che si trova a dover lottare contro i suoi fratelli in occasione di una sommossa. Quindi Adele dedica a nome dei Lariulà la sua bellissima Cicirinnella a Ninni Flavio, non più tra noi. Chiude la loro esibizione una scatenata pizzica di Monte Sant’Angelo, allegramente ballata da Mariella Cacciapaglia e Martino Nettis.

Tocco di classe con il quartetto acustico di chitarre di Francesco D’Aprile, Donato Coscia, Domenico Susca e Giuseppe Spinelli, i quali hanno proposto studi da orchestra per poi tornare al Rock etnico di Gianvito Ventimiglia, tre brani scritti ed eseguiti dal musicista alla chitarra elettrica e suonati senza interruzioni, in soluzione di continuità.

Gianvito dal palco saluta Kecco Recchia con queste: “La politica ci divide, la musica ci unisce, ci fa stare insieme…”, a conferma che nulla può distruggere l’armonia della parrocchia immacolata. canta con gioia 1° seratamusica.

Davvero suggestiva la danza in maschera e costume per metà da pagliaccio di Ilaria Giandomenico sui vibranti e urlanti arpeggi della chitarra elettrica, che - per quanto possa sembrare insolito parlando di rock - con la sua poesia riesce a toccare anche le “corde” dei romantici, ergendosi con grazia al di sopra dei burrascosi toni hard, per poi rifugiarsi in un melodico sound, tanto più soffuso e struggente, quanto ritmicamente coinvolgente.

La Paolo Farina Band, funestata da un black out che ha fatto scivolare lo spettacolo di una manciata di minuti oltre la mezzanotte, ha portato sul palco il rock di Jimi Hendrix ed altri grandi. A dargli “voce” con strumenti e non solo: Paolo Mastromarino, Domenico Caricato, Franco Rizzi e Paolo Farina.parrocchia immacolata. canta con gioia 1° serata

L’ultima esecuzione ha visto scendere in campo Vanni Antonicelli alle key board, bravissimo non solo nell’esecuzione, ma anche nell’introdurre i tre brani di Paul McCartney tra cui il mitico “Hey Jude” e nell’accompagnare gli altri musicisti: Valerio Barile e il suo papà, “due generazioni unite dalla passione per i Beatles”, Claudio Van Westerhout e Angelo Pellegrino.

Offerti in serata i tarallini di “Antichi sapori” e le mozzarelle di Filippo Capurso, sponsor simpaticamente ricordati da Gegè, che insieme ad altri hanno contribuito non poco all’iniziativa, confezionando un menù (panino con zampini, focaccia, bruschetta, mozzarelle, tarallini, succo di frutta anguria e dolce) che ha valorizzato non poco l’offerta di sei euro elargita a sostegno del Centro Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi e dell’Oratorio.

Scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la collaborazione.

Commenti  

 
#1 Veleno 2013-08-17 09:34
A Martino Nettis bisogna fargli un contratto e scritturarlo! E' troppo forte... pure la pizzica si mette a ballare! E tiene 80 anni suonati:)) BRAVO MARTINOOOO!!!!
 

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