Giovedì 19 Settembre 2019
   
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ALLA G.M.G. CON PAPA FRANCESCO ANCHE TRE GIOIESI-foto

giornata mondiale della gioventù 2013

giornata mondiale della gioventù 2013Vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare contro corrente; sì, in questo vi chiedo, di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente. Io ho fiducia in voi giovani e prego per voi. Abbiate il coraggio di andare contro corrente. E abbiate anche il coraggio di essere felici”.

Questo il messaggio con cui Papa Francesco ha salutato - prima di salire sull’aereo e tornare a Roma -, gli oltre tre milioni di giovani accorsi da tutto il mondo per partecipare alla 28a Giornata Mondiale della Gioventù.

A Copacabana, il 27 luglio in veglia e preghiera su tre chilometri di spiaggia, tra i tanti ragazzi anche tre gioiesi: Filippo Ripa, Carmela Parlante e Donatella Iacobellis, in viaggio insieme adgiornata mondiale della gioventù 2013 altri 26 giovani della diocesi Bari - Bitonto e a circa 250 pugliesi.

La loro testimonianza è preziosa.

Ci siamo preparati alla G.M.G. con adorazioni notturne e corsi ricreativi aperti alla pastorale giovanile della nostra diocesi - afferma Filippo -, don Mario ci ha incoraggiati moltissimo!”.

L’accoglienza del popolo brasiliano è straordinaria! A Petropolis siamo stati ospitati in una scuola - ricorda Carmela - la volontaria che ci accompagnava, la signora Ines, continuava a scusarsi per la semplicità del posto, era così dispiaciuta e mortificata che ha persino pianto”.

Noi, invece - interviene di rimando Filippo - eravamo in dieci in una casa piccolissima, con un solo bagno in fase di ristrutturazione… La cultura dell’giornata mondiale della gioventù 2013ospitalità è molto sentita in Brasile. Per la signora anziana che ci ha accolto in casa sua, il pellegrino è una speranza”.

Il Papa lo hanno più sentito e visto sugli schermi che di persona. Per sole tre volte la “papamobile”, una Fiat Idea è passata tra la folla.

In Brasile tutto è danza e canto - afferma Carmela -, anche se parlavamo lingue diverse, parlavamo delle stesse cose… ognuno portava il suo canto e la sua gioia”.

Abbiamo visitato le favelas, gli orfanotrofi… lì - dove spunta un sorriso nel nulla - scopri quanto sia importante avere una famiglia, un tetto”, riflette ad alta voce Filippo.giornata mondiale della gioventù 2013

Mi ha colpito la missionarietà di Vinicio, un bimbo di otto anni che evangelizzava gli altri. Alle sue spalle una tragedia: la sua mamma, tossicodipendente, aveva ucciso suo fratello e il papà la picchiava. Vinicio è stato portato in orfanotrofio per sfuggire a tutto questo, eppure il suo sogno era tornare con la sua mamma, riavere una famiglia. Era sempre pronto ad incoraggiare tutti con un sorriso… Procurarsi la droga, in Brasile è facile, costa poco, è la nuova lebbra della società. I bambini si drogano respirando colla e benzina, nei loro occhi vedi tutta la tristezza del mondo. Tentano di sfuggire in questo modo a violenze, povertà, emarginazione. Cercano un gesto di amicizia, di vicinanza, proprio perché è stato negato loro l’amore della famiglia. In quei momenti comprendi che il vero cancro dell’umanità, come ha detto Papa Bergoglio, è l’indifferenza che assopisce i cuorgiornata mondiale della gioventù 2013i”.

In Brasile - ricorda Carmela - ho vissuto una piccola esperienza di missionarietà. I padri di Belem mi hanno chiesto di andare a bussare alle porte delle favelas per invitare la gente a messa, Sono rimasta sinceramente disorientata, a volte si pensa che la missione sia al di sopra delle capacità comuni, invece il senso è essere portatori della propria serenità e condividerla.”

Nei giorni precedenti, tante le riflessioni scaturite su altre ispirate parole del Pontefice: “Non abbiate paura di andare e portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente. Gesù ci chiede di seguirlo per tutta la vita, ci chiede di essere suoi discepoli, di giocare nella sua squadra… Ci chiede di allenarci per essere giornata mondiale della gioventù 2013in forma, per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita, testimoniando la nostra fede”.

Francesco I invita al coraggio mostrando coraggio e per edificare un nuovo mondo, chiede di “sradicare e demolire il male e la violenza, distruggere e abbattere le barriere dell'egoismo, dell'intolleranza e dell'odio”. Il suo messaggio diviene critico nel momento in cui afferma che “…sulla Croce Gesù si unisce tanto a quei giovani che hanno perduto la fiducia nelle istituzioni politiche, perché vi vedono solo egoismo e corruzione, quanto a coloro che hanno perso la fede nella Chiesa e perfino in Dio, per l'incoerenza dei cristiani e dei ministri del Vangelo.”.

Ma l'esperienza di questo incontro - continua il Papa - non può rimanere rinchiusa nella vostra vita o nel piccolo gruppo della parrocchia, del movimento, della vostra comgiornata mondiale della gioventù 2013unità. Sarebbe come togliere l'ossigeno a una fiamma che arde. La fede è una fiamma che si fa sempre più viva quanto più si condivide….”.

La G.M.G. può sembrare una esperienza frammentata - continua Filippo -, in realtà è un percorso che continua negli anni e si arricchisce sempre di più. Abbiamo imparato tanto ascoltando il vescovo Santoro e monsignor Francesco Maria Fragnelli”.

Alla domanda: “Cosa hai portato con te di ritorno da questa esperienza?”, Filippo simpaticamente risponde: “Con me ho portato tanta roba sporca da lavare, tante preoccupazioni in famiglia, e la totale rivalutazione dei miei genitori. Avere una famiglia è un bene prezioso e in Brasile l’ho compreso davvero!”.

Carmela con sé porta la gioia di chi senza possedere nulla ti sorride, i colori, il canto, la danza di una bimba così piccola da avere ancora il succhiotto tra le labbra e la sgiornata mondiale della gioventù 2013peranza di poter mantenere la promessa di “evangelizzare” anche in questo nostro mondo, in cui suonare ad una porta per invitare ad andare a messa, potrebbe non essere capito.

Madre Teresa di Calcutta, diceva che per cambiare la realtà, occorre cominciare da se stessi. Di certo sono tornata cambiata, consapevole che da noi c’è ancor più necessità che nei paesi poveri e del terzo mondo di portare il Vangelo tra la gente e testimoniarlo con azioni concrete. Anche i più giovani sembrano aver paura di cambiare le loro abitudini, di mettersi in gioco”.

Papa Francesco ha ben intuito: “Lo strumento migliore per evangelizzare i giovani è un altro giovane. Questa è la strada da percorrere da parte di tutti voi, cristiani non part-time, non inamidati, di facciata, ma autentici. Sono certo che non volete vivere nell'illusione di una libertà che si lascia trascinare dalle mode e dalle convenienze del momento. So che voi puntate in alto, a scelte definitive che diano senso pieno alla vita. Si suda la camicia cercando di vivergiornata mondiale della gioventù 2013e da cristiani, eppure solo in questo modo diventiamo costruttori della Chiesa e protagonisti della storia. Ricordiamo che Gesù per primo è venuto in mezzo a noi e non ci ha dato qualcosa di Sé, ma ci ha dato tutto Se stesso.”

Una delle immagini che non potremo mai dimenticare - ci confidano i ragazzi - è il Papa mentre accarezza e bacia la bimba anacefala durante l’offertorio, ed il mare di sacchi a pelo, asciugamani, stuoie e tende a perdita d’occhio, mentre c’è chi canta, danza e si confessa in mezzo alla via e fa cerchio per condividere le emozioni regalate da Papa Francesco o per sgranare il rosario…”.

E’ un’esperienza che consiglio ad ogni giovane. Impossibile dimenticare l’atmosfera di festa durante le celebrazioni, nonostante il freddo e la pioggia - afferma Donatella -, la via Crucis, la veglia con il Papa, tutti riuniti in Cristo e la marcia di dieci chilometri fino alla spiaggia di Copacabana…,giornata mondiale della gioventù 2013 i cori e i canti per le strade, le celebrazioni animate e le catechesi con i Vescovi, l'accoglienza dei brasiliani e la loro grande umiltà. Ma più di ogni altra cosa, mi porterò nel cuore il messaggio che ci ha lasciato durante la messa di chiusura Papa Francesco: “Alla croce di Cristo portiamo tutto, troveremo un cuore che ci comprende, ci perdona, ci ama! Portate la croce nel mondo come segno nell’umanità di amore e solo in Lui c’è salvezza!”. Ora tocca a noi giovani che abbiamo partecipato, portare al mondo il messaggio di Cristo, dobbiamo andare e fare discepoli tutti i popoli”.

Per cambiare il mondo e renderlo migliore, il cambiamento deve partire da noi, senza aspettare che cambino gli altri - concludono Carmela, Filippo e Donatella -, ed essere missionari nella propria quotidianità”.

Commenti  

 
#1 Veleno 2013-08-17 09:38
Questi sono i gioiesi che mi piacciono! Però una domanda... non è che lo vedevate meglio da casa in tv il Papa? E siete stati pure coraggiosi... Con tutta quella folla, se a uno gli scappava la pipì, come ci arrivava al bagno più vicino? E' vero che c'era il mare, ma pure sgomitando vatti a muovere tra tre milioni di persone. Se poi a tutte gli scappa....:(
 

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