Venerdì 20 Settembre 2019
   
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CONFRATERNITA SAN ROCCO. I COMPLIMENTI DEL VESCOVO

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DSC07480Mercoledì 7 agosto, presso la Chiesa di San Rocco, alle ore 18 si è tenuta una solenne celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto che ha preceduto la presentazione ai fedeli della statua restaurata di “San Rocco con la borsa” ed alcune reliquie del santo.

A presentarci questi due doni di immenso valore artistico e storico è stato Filippo Casamassima, ex priore della Confraternita di San Rocco subito dopo la Santa Messa.

Da alcuni documenti che possediamo - spiega Casamassima -, risulta che intorno al 1860 la Confraternita di San Rocco di allora acquistò il suolo dove fu edificata la Chiesa, in cui si iniziò di fatto a dire messa intorno al 1870-1873”.

DSC07416E’ per noi un onore ricevere in dono le reliquie - un frammento osseo del Santo - provenienti dalla “Custodia reliquie dei Santi di Milano” donateci da Don Antonio Fico proprio nei 150 anni di attività della nostra Chiesa. Una gioia immensa ed indescrivibile - aggiunge Casamassima - perché ci ha permessi di sentirci ancor più vicini al nostro patrono”.

La custodia d’oro in cui è racchiusa la reliquia è frutto “del prezioso contributo dell’Associazione Autonoma delle Società”, ha precisato Casamassima prima di passare alla rassegna della statua restaurata che il popolo da sempre ha battezzato con il nome “San Rocco con la borsa” relativa alla visibile bisaccia portata dal santo con il braccio destro.

DSC07487L’ex priore ha poi aggiunto che: “Dall’Onomastica di Celiberti si legge che questa statua proveniente da una bottega di scultori napoletani fu fortemente voluta da Don Giove e acquistata nel 1880, si apprende inoltre che la Famiglia Cuscito partecipò alle spese di imballaggio, è infatti visibile una targa con la scritta “A devozione Fam. Cuscito”.

Prima di lasciare la parola al restauratore Pino Schiavone, Casamassima ha anticipato i prossimi lavori di restaurazione inerenti la colonna della navata centrale e la manutenzione dell’impianto elettrico.

“Come già è stato detto l’opera è stata realizzata in una bottega napoletana. Alta 1m e 65 cm per 130 kg è stata costruita su legno di piombo. Il lavoro di restaurazione è partito da una ricerca stratigrafica - afferma Schiavone - , abbiamo cercato di ritrovare i colori originali della scultura - la statua fu dipinta nel 1920 - in modo particolare il rosso carminio molto brillante e visibile nell’abito del Santo; è stato difficilissimo recuperare i colori del manto, della sottoveste e della mano. Devo dire che è stato un lavoro basato sull’audacia sia della sopraintendenza che dei committenti e dei restauratori”.

Schiavone prima di salutare e ringraziare la Confraternita per la costante ospitalità dimostratagli in ogni occasione, ha tenuto a precisare che “il rosso e il verde sono due colori che ritornano spesso nell’immaginario iconografico di San Rocco”.

Interessatissimo sia alla storia che alla delucidazione tecnica restaurativa è apparso Mons. Cacucci che nel saluto finale, oltre ad esprimere il personale apprezzamento per l’architettura della Chiesa di San Rocco, alludendo alle vicende storiche della statua ha così concluso: “Dietro questa Chiesa c’è davvero la partecipazione del popolo. Complimenti!

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