Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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“LIBERA IN…FUSIONE” PREMIA I SUOI SCRITTORI-foto

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libera infusione premiazione6Sono solo short story, ovvero racconti brevi, talvolta brevissimi e intensi - per Giulio Ferroni in “Scritture a perdere” la formula più adatta ad esprimere “la frammentarietà e la pluralità dell’esperienza, a scavarne il senso, con tensione linguistica ed espressiva” - a dar vita a “Ehi, tu!” - Primi racconti, “creatura” editoriale concepita nel corso di scrittura creativa “Sono solo storie” proposto in primavera dall’associazione “Libera In…Fusione” e dalla Stilo Editore e conclusosi il 22 giugno, con la presentazione di un’antologia che raccoglie tredici racconti a firma degli undici iscritti, da ascoltare in un reading estivo sotto la luna di agosto.

Cornice che ha ospitato il corso e la presentazione dell’opera, il laboratorio Urbano di Bandèaplibera infusione premiazione11art.

Francesca Santoiemma accoglie con un sorriso i corsisti e gli ospiti, su un tavolo in bella mostra l’opera fresca di stampa. Unica immagine sulla copertina bianca, il logo alato di “Libera In…fusione”.

Francesca non ha dubbi: “…Un’esperienza molto bella, a misura d’uomo... E’ un privilegio esserci affacciati a un mondo tanto attraente quanto misterioso. Scrivere non è facile, è fatica, impegno…”.

Rosanna Ventura ringrazia “Libera In… fusione” per l’attenzione prestata alla scrittura in tempi di declino e per l’entusiasmo contagioso con cui è stata condivisa l’esperienza.

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Per l’editore Vito Lacirignolala scrittura è un viaggio, si parte da un punto e si finisce altrove, si parte dall’io per andare verso l’altro. E’ conquista, possesso della tecnica… il confronto con chi è stato bravo è di forte stimolo, confrontarsi è un percorso necessario per chi vuole approfondire. Non sono racconti da vendere in libreria, ma una esperienza in veste editoriale che aiuta a crescere…”

Piera De Giorgi - “madrina” dell’evento - dedica ai corsisti una riflessione: “Condividere una passione, conoscere e farsi conoscere dagli altri attraverso la scrittura è possibile. Nei rapporti di ogni giorno si può perdere la parola condivisa, nella scrittura, crocevia culturale, c’è autenticità…”

“Il racconto è la palestra ideale per chi con la penna ha poca confidenza - afferma l’editor Stilo Giovanni Turi, cui è stato affidato il libera infusione premiazione6corso -, quando la scrittura varca la dimensione intima è un lavoro faticoso e certosino che non può rinunciare a imporsi delle regole.”

Il docente in sole sei lezioni è riuscito a fornire ai corsisti gli strumenti per ideare - rigorosamente in seconda persona -, piccoli, originali capolavori di cesello letterario, in alcuni casi davvero pregevoli.

Una scrittura plurale, diversissima per stile e “musicalità”, spesso incentrata su temi forti: la violenza in primis, l’amore, l'amicizia... Storie di ordinaria quotidianità nelle quali si è cercato quel quid che le rende straordinarie, utilizzando la narrazione dialogica, il format del diario, la lettera, la riflessione intimistica e ricorrendo a tutte le “strategie” che rendono una scrittura - lettura accattivante e colibera infusione premiazione7involgente.

“Il cuore e l’anima” di Ezia Capurso, utilizza il cumulo di immagini per dare vita ad un ritmo incalzante, intenso quanto la sofferenza vissuta da Chiara, con il ricorso al flash back per esorcizzare la violenza subita nel recente passato e trovare il coraggio di denunciare nel presente per ricostruire il futuro. E’ il racconto che “apre” l’antologia con una narrazione d’autore e non di esordienti, confermando sin dalle prime battute il successo del laboratorio.

“Resterai solo un ricordo?” di Maria Cuscito è una miniatura sul tema dell’amicizia, i ricordi si sgranano in rosari di nostalgia, si inseguono nella speranza di ritrovarsi.

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Paolo Cutolo in “Illusione d’amore” rievoca l’innamoramento del suo amico Giovanni e vive attraverso una lettera la sua disillusione.

Maria Rosa Addabbo frammenta in due istantanee tratte dal quotidiano la sua narrazione, concentrando in minimali, agili descrizioni, tempo e spazio e - in punta di penna - tratteggia due cammei: “Fiori e frutta” e “La segretaria”.

Alessandra Leronni sceglie di immergersi nel noir con “Incubi sommersi” e lo fa creando suspense e con il ricorso al flash back e colpi di scena, con incursioni nella psicologia criminale.

Per Giovanni Filippo Mancino in “Incontri al bar” si inaugura il filone del giallo d’autore con un velo di romanticlibera infusione premiazione9a attesa e finale a sorpresa.

Tenero l’incontro tra il ragazzo e il clochard “dagli scarponi color castagna, incrostati di fango e deformati come caldarroste” nel racconto di Angela MusciParole come briciole”. Una narrazione di forte potenza descrittiva ed evocativa, con passaggi che si fissano sin dalla prima lettura.

“Quegli occhi chiari, esageratamente limpidi, hanno picconato un punto preciso della muraglia”. Così Angela descrive l’innocenza del ragazzo e lo stupore dell’uomo. Nel loro dialogo pochissime parole, nei loro sguardi la storia di due vite… “poche parole per colmare un abisso di silenzi”.

Insieme ad altri racconti, una delle più felici ed originali produzioni del laboratorio di scrittura.libera infusione premiazione8

Cifra stilistica diversa ma non meno coinvolgente, fresca ed accattivante, quella espressa da “Una ragazza normale” di Rossana Prisciantelli. Un ironico, spassionato a tratti graffiante spaccato “adolescenziale” nel quale affiorano temi importanti quali la bulimia, la mancanza di stima, la solitudine che genera il rifiuto di omologarsi a modelli sociali dettati dalla moda ma privi di vera  personalità. Il diario - strumento letterario usato ad arte - diviene lo specchio nel quale si riflette l’immagine dell’idealità, dissociata dalla realtà a tratti schizofrenica, un “non luogo” nel quale riversare frustrazioni, rabbia ma anche speranza, il tutto ricorrendo ad un linguaggio gergale e colloquiale, nelle sue coloriture assolutamente delizioso.

Anna Maria Palmisano in “Risveglio” - breve e incisiva incursione nel libera infusione premiazione2quotidiano da cui è stata abrasa ogni banalità -, sperimenta il flash forward per intraprendere quel “viaggio senza meta” che il destino impone all’anonima protagonista. In “Invisibilel’approccio alle violenze domestiche è delicato, tra le righe, intuito e suggerito attraverso le ansie della protagonista, una “lei” che continua ad amare e giustificare un “lui” così apparentemente per bene da rendere invisibile quel che è evidente: un uomo violento, intransigente, infelice e malato. La scelta non casuale di privare i protagonisti della loro identità, di non dar loro “nome”, rende le loro storie universali. Sono le voci di una disperata umanità che si infligge l’olocausto del silenzio.

Lo stesso doloroso tema ritorna in “Segretodi Francesca Santoiemma. Un racconto intimo, raccolto, nel quale la violenza subita assume tratti sfumati, la suggeriscono gli sguardi, le gestualità, la soffusa ansia che libera infusione premiazione10accompagna una decisione importante: andar via. Ed in quel vuoto si creano altri infiniti spazi in cui la speranza, l’amore trovano posto. Chiude la raccolta “Addio” di Agata Stasi, storia di un amore finito, corroso dall’odio e dal rancore, eppur non ancora reciso.

“Ero sola, fragile. Vivevo in un profondo vuoto interiore, dove fluttuavo da anni”, così descrive la sua vita prima dell’incontro con un uomo privo di scrupoli, pronto a plagiare la sua fragilità per concedersi una storia extraconiugale. Il timore di una recidiva solitudine la porta a sentirsi “un granello di sale in una grande clessidra…”, poi la consapevolezza di essere stata “plagiata e degradata” ed ancora lo sarebbe se “quel briciolo di dignità non avesse rivendicato la sua parte…”.

Nelle lezioni non c’eravamo solo noi - riflette a fine corso Angela Musci - c’erano i protagonisti, i personaggi secondari, la loro storia, la loro vita… Nel silenzio dell’ascolto ci giravamo intorno e creavamo la magia della lettura.”

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