Giovedì 21 Novembre 2019
   
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LEONARDO LOSITO RICORDA A “GAZZETTAITALIA” F. NULLO-video

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losito-a-varsavia2Tutto pronto per l’inaugurazione della mostra di materiali storico-documentari sul garibaldino Francesco Nullo, grazie all’instancabile impegno di un gioiese, il professor Leonardo Losito - storico e studioso trasferitosi da decenni a Varsavia -, il quale ha curato la ristampa anastatica del volume “Bergamaschi in Polonia. Ricordi della spedizione di Francesco Nullo nel 1863” edito “Ferruccio Arnoldi”.

Questo quanto appreso dalla video intervista rilasciata dal gioiese a “gazzettaitalia” riportata a fine articolo.

Dopo le celebrazioni bergamasche dei giorni scorsi (LEONARDO LOSITO, A BERGAMO NEL 150° MORTE F.SCO NULLO), e le commemorazioni del quattro e cinque maggio a Varsavia e Cracovia, al cospetto delle autorità polacche e dell’Ambasciatore d’Italia Riccardo Guariglia, la mostra “Per la nostra e la vostra libertà” allestita dall'Associazione dell'Amicizia Polacco-Italiana, sarà ospitata oggi anche nel Parlamento polacco (Sejm).

La cerimonia commemorativa polacca ha avuto inizio il 4 maggio davanti al busto di Nullo, nullo a varsavia cerimoniaa ridosso del parlamento polacco, in presenza di Jaromir Sokolowski - sottosegretario di Stato presso la Cancelleria del Presidente della Repubblica.

Dopo la commemorazione il professor Losito ha accompagnato la delegazione bergamasca guidata dal Presidente del Consiglio comunale Guglielmo Redondi e le autorità presenti presso la tomba del garibaldino, ospitata dal cimitero di Olkusz e successivamente nella “Casa della cultura”, dove la municipalità è stata insignita di una onorificenza per i servigi resi alla Repubblica italiana.

Dopo aver visitato la mostra di reperti storici, il gruppo ha raggiunto Krzykawka, per rievocare - attraverso una suggestiva ricostruzione storica - la battaglia in cui perse la vita il garibaldino. Quindi la delegazione ha raggiunto uno dei monumenti a lui dedicato, visitati anche dal presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano e applaudito il concerto del complesso artistico di rappresentanza dell'Esercito polacco e dei Filarmonici di Lodz.

“Abbiamo apposto una targa ricordo con i nomi di tutti i combattenti bergamaschi, compresi coloro che furono fatti prigionieri e deportati. E’ il caso di Luigi Caroli - ricorda Leonanapolitano e nullordo Losito -, il quale si spense in Siberia dopo lunghi e penosi stenti e del capitano Paolo Mazzoleni, che sopravvisse e scrisse nel 1893 della vicenda”.

“La fratellanza d'armi italo-polacca - precisa Losito - continuerà anche dopo, fino alla liberazione dal nazifascismo. I polacchi del II corpo d'armata del generale Anders arrivarono, infatti, a Montecassino. Alcuni soldati della 13a Compagnia si unirono alla 3a Divisione, erano acquartierati a San Basilio-Mottola e la domenica venivano a piedi a Gioia per assistere alla messa celebrata da don Vincenzo Angelilli nella chiesa di San Francesco in Piazza Plebiscito, all’interno della quale è possibile ammirare un dipinto della Madonna di Czestochowa che nel ’46 i polacchi donarono, in segno di stima e amicizia, al sacerdote gioiese”.

Il legame tra l’Italia - Gioia in particolare - e la Polonia è forte. Ogni anno l’ambasciata losito-a-varsavia1di Polonia a Roma è presente a novembre alla celebrazione in ricordo dei caduti sepolti presso il cimitero polacco barese ed ancora oggi, la domenica mattina intorno alle 7 in Piazza Plebiscito si ritrovano i polacchi per ascoltare la messa celebrata da un loro connazionale, don Andrea Wisniewski, parroco della Chiesa del Sacro Cuore di Acquaviva.

“L’Italia e la Polonia sono spesso state unite nella lotta per la libertà. Nel XIX secolo - continua Losito - undici aristocratici polacchi parteciparono alle Cinque Giornate di Milano, né è un caso che l'inno polacco sia nato in Italia, dal canto delle legioni polacche che vi combatterono, e che i due inni nazionali contengano riferimenti alla rivolta polacca del 1863, nella quale Nullo ed Elia Marchetti persero la vita.”

Il garibaldino bergamasco - all’epoca 37enne colonnello - era alla guida di circa 600 volontari italiani e francesi, tra i quali una decina di camicie rosse, per sostenere l'insurrezione polacca. Dopo avere sconfitto una pattuglia zarista nei pressi di Podleze, il 5 maggio 1863, nella battaglia di Krzykawka, Nullo si batté con estremo coraggio, suscitando l'ammirazione dei polacchi. Da allora fu proclamato eroe nazionale polacco, guadagnandosi il grado di generale e venne sepolto a Olkusz, mentre sul nullo varsavia cerimoniacampo di battaglia venne eretto il monumento che abbiamo visitato. Molte scuole in Polonia portano il suo nome.

Francesco Nullo - conclude Losito - ha scritto una pagina memorabile di europeismo sovrazionale, da consegnare esemplarmente alle giovani generazioni. Una esortazione, quest'ultima,  che ci è giunta anche dal Presidente Giorgio Napolitano, ritornato sul tema in più di una occasione anche recente, con lo sguardo rivolto al futuro di un'Europa saldamente integrata, dunque, sia a livello politico che economico. Quella che per i polacchi è l'Insurrezione del Gennaio 1863 (Powstanie Styczniowe), non a caso si studia ancora correntemente in tutti i libri di Storia.

“Concludo condividendo a pieno quanto detto a più riprese dall'Ambasciatore d'Italia in Polonia, Riccardo Guariglia: “Questo non è solo un doveroso ossequio al passato, ma una speranza di riscoperta di valori e idealità per il futuro.”

Insieme ai vertici della Missione Diplomatica e Militare italiana a Varsavia, erano presenti oltre al già citato Sottosegretario di Stato della Presidenza della Repubblica, Jaromir Sokolowski, anche il Sottosegretario del Ministero degli Esteri, Henryka Mosciska-Dendys,  il Presidente del Gruppo di amicizia italo-polacca al Parlamento, Adam Abramowicz ed il Vice Sindaco di Varsavia, Michal Olszewski.  

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