Martedì 19 Novembre 2019
   
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FALÓ SAN GIUSEPPE 2013, SERATA DA… RICORDARE-foto

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falo san giuseppe fuocoDi “Faville fra le stelle” se ne sono viste e non poche il 19 marzo nei borghi e nei quartieri gioiesi riportati sulla locandina ideata con accurata e accattivante grafica da Claudia Perrone.

La manifestazione organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Gioia del Colle,  in collaborazione con il Club Alpino Italiano (CAI), le Confraternite di San Filippo e Sant'Andrea, le associazioni Gioia Soccorso, Petali di Pietra, Officine fotografiche e Presidio del libro, le chiese di San Vito e della Madonna di Lourdes, i Giovani democratici e il Museo della Civiltà contadina, a fronte di un piccolo investimento (311 euro da delibera n.29 del 15.03.2013), ha restituito alla città una tradizione da sempre sentita.

A compensare l’assenza del mega falò storicamente posizionato in Piazza Plebiscito, numerose “favillefalo gruppo pizzica” accese nel centro storico e non solo, pronte a incendiare di entusiasmo i presenti. Luoghi prescelti i sagrati di chiesa Madre, Sant’Andrea, San Vito e Immacolata, Piazza Rossini, Piazza dei Martiri, Vico Serpente, Arco San Nicola e Piazza Livia.

In bella mostra davanti al Castello uno splendido book firmato Officine Fotografiche e in anteprima gli scatti di Anastasio Romano e @altair soren (Maurizio Vena) pubblicati nel portale Visitgioia.it realizzato dalle associazioni appartenenti al Collettivo Culturale.

All’ombra del maniero federiciano tanta musica tradizionale con danze e pizziche a cura del “Canzoniere mottolese”, mentre al cospetto del Rossini un contributo fuori programma: l’esibfalo fornelloizione di danza aerea curata da Res Extensa che oltre ad “abitare” il teatro lo rende vivo e attraente incendiandolo letteralmente con il proprio entusiasmo e tanta originalità, come evidenziato dalla splendida foto "colta al volo" da Annamaria Stasi.

A rendere “ruspante” la serata i canti popolari de “U munacidd”, simpaticissimo gruppo folcloristico che si è esibito “sottovento”, mentre le esalazioni del vicino barbecue avvolgevano i numerosi astanti pronti all’assalto del banco degustazione.

Mozzarelle, vino e zampini il menù del Rossini, pupi fritti e ceci arrosto presso la chiesa di Sant’Andrea, di tutto e di più (persino zeppole e vin brulè) all’ombra del castello, dove Elvira Pedone, presidente dell’associazione Petali di Pietra, nelle vesti di cuoca e locafalo gruppo immacolatandiera distribuiva pietanze dopo aver spostato legna e preparato falò nel corso di tutta la mattinata insieme ai volontari di Gioia Soccorso e delle altre associazioni coinvolte nel progetto.

Presso la chiesa dell’Immacolata “I tre sette con il morto” (quest’ultimo assente) hanno proposto un repertorio musicale graditissimo ai più giovani con Gabriele D’Aprile (voce e tastiera), Gabriele Mastrapasqua, (chitarra acustica) e Giacomo Antonicelli (chitarra acustica, basso e seconda voce).

Vito Osvaldo Angelillo tra una pizzica ed una tammuriata ha deliziato i presenti con la lettura di due racconti toscani: “La Visita di Sant’Ubaldo” (Poggibonsi) e “La Veglia al Morto” (Montepulciano), recitati con affabulante simpatia. Nel primo il sagrestano si finge Sant’Ubaldo per approfittare di una bigotta, nel secondo un parroco sui gfalo spettacolo teatroeneris accoppa un vivo che voleva fargli uno scherzo fingendosi morto.

In zona, precisamente in via Siniscalco, ha avuto luogo la seconda edizione del “Bookcrossing” curato dal Presidio del libro, Polifonie e Orietta Limitone, una iniziativa che sta riscuotendo sempre più successo (FALÓ E BOOKCROSSING IN “LIBRI…DI UN SOGNO L’INIZIO”).

Un falò è stato acceso anche in Piazza dalla Chiesa, voluto dagli esercenti della zona alquanto trascurata e sempre più “decentrata” rispetto ai luoghi scelti per organizzare eventi e creare animazione.

Alcuni disagi legati alla tardiva chiusura al traffico delle strade, alla costruzione e messa in sicurezza dei falò e a problemi per reperire le falo san giuseppe pedonerisorse per sostenere le varie spese e la Siae, problemi fortunatamente non “percepiti” dal pubblico, avevano creato in questi giorni “fibrillazioni” tra le associazioni, a rischio di “rimetterci” per coprire gli impegni assunti per organizzare la manifestazione.

Un allegro grazie - dichiarano dal loro profilo face book i responsabili di Petali di Pietra - va a tutti noi che, in prima linea come sempre, ci siamo messi in gioco, sacrificando il nostro tempo e le nostre schiene (un buon fisioterapista... please!!!) per garantirvi il massimo divertimento e la conoscenza di una tradizione che non può avere fine... neanche per qualche pratica burocratica in più da sbrigare!

Un sincero grazie dalla redazione a Mario Di Giuseppe per il suo puntuale contributo fotografico.

Commenti  

 
#2 Valerio Pastore 2013-03-28 16:27
I gusti sono gusti Carmelo per carità, ma la parola "scadente" rivolta al falò organizzato di fronte al castello, mi sembra alquanto esagerata come osservazione.
 
 
#1 Carmelo 2013-03-27 23:34
Lodevole iniziativa, bravo comune.
Sicuramente il falò più bello è stato quello davanti al Teatro Rossini, mentre quello più scadente perché c'è stata una caduta di stile è quello davanti al castello, perseverate comunque queste iniziative
 

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