Giovedì 19 Settembre 2019
   
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ROSSINI. “UNA INVASIONE DI ATTORI NEL ROMEO E GIULIETTA”

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Romeo-e-Giulietta«In questa bella Verona, due casate […] si scagliano, per antico rancore, in sempre nuove contese che macchiano di sangue veronese mani di veronesi. Dalla tragica progenie di questi nemici sono nati sotto cattiva stella due amanti, che con la loro pietosa morte mettono termine alla furia dei loro parenti […]». William Shakespeare

Ed assistiamo, nella serata di venerdì 15 marzo, presso il teatro comunale ‘Rossini’, ad una rivisitazione del grande classico di ‘Romeo e Giulietta’. Rivisitazione data dall’attento adattamento del drammaturgo Francesco Niccolini e dalla particolare regia di Tonio De Nitto.

Un linguaggio asciutto e attualizzato che non perde, però, quella poesia insita nel testo shakespeariano. Un’invasione di attori attende il pubblico del teatro Rossini, e fa rivivere quell’esperienza totalizzante del Globe. Il pubblico diventa Verona e gli attori percorrono la platea. Il 71912 317272895062647 1246820481 nsipario è aperto: sul palco le tipiche luminarie delle feste patronali dei paesini del sud, che richiamano l’origine degli attori, facenti parte della compagnia leccese Factory Transadriatica.

La scenografia è essenziale, perché essenziale è l’immaginazione dello spettatore, capace di portarsi in ogni luogo possibile, grazie alla forza evocativa della parola. Una parola che si fa azione e sostanza, grazie all’amore senza tempo dei due giovani protagonisti. Una parola comprendente una grande sfaccettatura ironica che porta il pubblico fino in fondo alla tragedia.

La musica, scelta con grande cura, accompagna tutta la messa in scena: Romeo con le sue cuffie sfugge al grigiore della società. Grigio reso anche visivamente dai costumi, che contrappongano i due amanti vestiti di rosa e di azzurro e i restanti personaggi vestiti di grigio.

Una rivisitazione moderna, del grande classico shakespeariano, che tende a chiedersi quanto realmente i genitori amino i figli e quanto realmente possano comprenderli. Una rivisitazione che rappresenta le morti innocenti e i desideri irrealizzati, e che tende, proprio per questo, alla possibilità di sognare. Una possibilità che non dovrebbe mai esserci sottratta.

 

Commenti  

 
#1 beatrice masci 2013-03-22 00:59
Laura Avella ( 5^C Liceo Classico "P.Virgilio Marone)
Il soffrire per amore è una cosa tanto sublime quanto straziante. Si concepisce la sofferenza come lasciapassare per un mondo di infinita felicità … e poi ci sono i sogni. Essi alimentano il mondo , lo mandano avanti e danno forza ad un ingranaggio invisibile.
Sono tante le persone che soffrono per amore, tantissime quelle che si aggrappano ad un sogno. Shakespeare era lì, era in ognuno di loro, nessuno lo vedeva ma lui c’era. Con passi felpati ha visitato le anime di ognuno, dei sofferenti e dei sognatori. Di ognuno ne ha delineato un ritratto. Molti si assomigliano ma tutti fanno parte di un puzzle, un puzzle come ritratto di un’epoca: l’epoca delle parole a voce bassa, per non farsi scoprire come facevano Romeo e Giulietta; l’epoca delle urla, le urla di battaglia di Carlo III; l’epoca del pianto di Ofelia. Ognuno ha una storia da raccontare: paiono molto diverse ma alla fine sono un’unica storia, un’unica trama che si intreccia nei meandri del tempo e delle emozioni.
 

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